Il lemma “Prescrizione sociale” entra nell’Atlante Treccani

La Prescrizione sociale, con un affondo sulla cultura, entra ufficialmente nell’Atlante Treccani, segnando un nuovo passo nella diffusione e nel riconoscimento di questo approccio nel panorama italiano. Dopo le precedenti voci Welfare Culturale (2020) e Medical Humanities (2023), il nuovo lemma consolida l’evoluzione di un pensiero che unisce salute, cultura e benessere della comunità.

La voce, redatta da un gruppo di esperti tra cui Catterina Seia e Annalisa Cicerchia (CCW Cultural Welfare Center), Giovanni Capelli e Ilaria Lega (Istituto Superiore di Sanità), Claudio Tortone (DORS Piemonte), Antonio Maconi e Maria Teresa D’Aquino (Centro Studi Cura e Comunità per le Medical Humanities, AO SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo), propone sia una definizione breve sia una versione estesa, pensate per armonizzare il linguaggio e stimolare il dibattito sul tema.

Questo risultato nasce da una collaborazione tra istituzioni e professionisti, grazie anche al contributo di Angelo Argento – Cultura Italiae, che ha reso possibile la pubblicazione.

L’obiettivo è promuovere la Prescrizione sociale come strumento integrato nei percorsi di cura, valorizzando le risorse di prossimità per il ben-essere biopsicosociale della popolazione e contrastando solitudini e mal di vivere, pratica consolidata da decenni nei Paesi anglosassoni.

Il progetto si inserisce in un percorso più ampio: CCW ha introdotto in Italia il toolkit OMS sulla Prescrizione sociale, tradotto e adattato con il coinvolgimento di numerosi partner, per favorire la valutazione e l’adozione di questo approccio nel contesto nazionale, rafforzando l’integrazione tra sanità, cultura e comunità.

Con questa pubblicazione, la prescrizione sociale intende diventare un termine riconosciuto e condiviso, contribuendo a far evolvere il dibattito sulle politiche di salute e benessere nel nostro Paese.

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