La sanità è in profonda trasformazione e anche le sue figure professionali sono in una fase di ripensamento delle loro più opportune modalità di presenza all’interno dei processi sanitari e assistenziali. Il farmacista clinico è una delle figure che stanno emergendo con caratteristiche di chiara innovazione, almeno per il nostro Paese: si tratta di un professionista che come componente del team di cura – precisa Anna Marra, Direttore Dipartimento Farmaceutico Aziende sanitarie di Ferrara e Segretario SIFO Emilia Romagna – «lavora a stretto contatto con medici e infermieri nelle unità operative, integrando le proprie competenze specifiche sui farmaci e dispositivi medici con quelle delle altre figure professionali. Una figura che collabora con tutti gli operatori del team di cura per individuare la terapia più appropriata in base alle condizioni del singolo paziente, spostando l’attenzione dalla conoscenza del farmaco e dispositivo medico al suo utilizzo concreto e personalizzato».

Si tratta di un profilo abbastanza nuovo per l’Italia, ma il farmacista clinico è già ben presente e strutturato negli altri Paesi (soprattutto anglo-sassoni): proprio per offrire basi solide alla sua crescita e implementazione anche nel nostro SSN, in questi giorni Anna Marra, in collaborazione con un gruppo di professionisti, ha avviato Care Network – Il farmacista clinico. Valore per il SSN: competenza, assistenza, riconoscimento, equità. Perché questa iniziativa? «Soprattutto per creare una comunità professionale multidisciplinare volta a sviluppare anche nel nostro Paese una riflessione condivisa su questa figura», risponde Marra, «Proprio per la collocazione del farmacista clinico all’interno del team clinico è necessario che la declinazione nazionale di un modello, ormai consolidato a livello internazionale, sia condivisa con tutti i componenti dello stesso team». A seconda del contesto ospedaliero e territoriale, l’introduzione del farmacista clinico può trovare una collocazione in diversi setting di cura. Da qui, appunto, la caratteristica multidisciplinare del Care Network che secondo la promotrice del progetto è caratteristica irrinunciabile del lavoro comune, «visto che è necessario che oltre a farmacisti ospedalieri che abbiano già maturato una comprovata esperienza nell’ambito delle loro realtà, partecipino ad un progetto di visione complessiva anche specialisti di varie estrazioni cliniche e medici di medicina generale. La presenza di un gruppo multidisciplinare può aiutare a comprendere i bisogni formativi del farmacista clinico e gli output che la sua introduzione nel team clinico può portare».

Care Network – che si è dotato di un Board scientifico d’eccellenza con la partecipazione di Tiziana Corsetti-Roma, Claudia Fruttero-Cuneo, Marco Gambera-Peschiera, Annalia Gasco-Torino, Mauro Mancini-Pesaro Urbino, Carlo Piccinni-Roma, Fabio Pieraccini-Forlì, Piera Polidori-Palermo, Simona Serao Creazzola-Napoli, Giancarlo Taddei-Bergamo e Francesca Venturini-Padova – ha già strutturato un suo piano operativo per il 2026 prevedendo un’iniziale fase di condivisione al suo interno, con discussione e validazione delle linee strategiche e metodologiche del progetto. «Stiamo procedendo alla costituzione di Gruppi di Lavoro, che lavoreranno – precisa Marra – su tre setting assistenziali: Medication review, Terapia intensiva e Chirurgia. Nell’ambito dei tre setting che abbiamo identificato», conclude Anna Marra, «si individueranno indicatori di processo e di esito specifici capaci di misurare l’efficacia dell’intervento del farmacista clinico in tali setting assistenziali, congiuntamente alla necessaria formazione del farmacista clinico per operare nei medesimi contesti».
«L’auspicio finale è di giungere al riconoscimento, dal punto di vista istituzionale, della figura del farmacista clinico a livello nazionale»
Ma quali sono gli obiettivi concreti del percorso che intende compiere il Network? Risponde Marra: «L’obiettivo principale è quello di analizzare e valorizzare il contributo del farmacista clinico nei diversi contesti assistenziali: ospedaliero, territoriale e di comunità del sistema sanitario con particolare attenzione alle innovazioni tecnologiche, alla revisione della terapia farmacologica ed alla gestione clinica in ambienti ad alta complessità assistenziale. Il tutto con l’auspicio finale di giungere al riconoscimento, dal punto di vista istituzionale, della figura del farmacista clinico a livello nazionale». Come accadrà tutto questo? Per Anna Marra il percorso sarà realizzato a partire «dall’identificazione di indicatori comuni che possano essere adottati nelle diverse realtà nazionali. In questo modo, non solo si potrà misurare in maniera sistematica l’impatto del farmacista clinico all’interno del SSN, ma anche uniformare l’attività e valutarne l’efficacia. L’obiettivo che si pone Care Network – conclude la Coordinatrice del progetto – è andare oltre le esperienze singole già esistenti anche nel nostro Paese. Il Network intende partire dal confronto tra le diverse realtà italiane già attive e stimolare l’introduzione del farmacista clinico in altre strutture sanitarie e nell’insieme del SSN». Gli esiti dei tre Gruppi di lavoro – che si svolgeranno entro la primavera 2026 – saranno presentati in un Convegno nazionale sul farmacista clinico che si terrà il 24 e 25 settembre a Ferrara: al suo interno verrà diffusa una pubblicazione istituzionale che sintetizzerà i contenuti emersi all’interno del progetto complessivo Care Network.



