La sostenibilità nel settore dei dispositivi medici non è più un obiettivo futuro, ma un processo già avviato. A confermarlo sono i dati della Relazione di impatto 2025 e della survey realizzata da Confindustria Dispositivi Medici tra le aziende associate, presentate il 16 giugno a Milano in occasione dell’assemblea dell’Associazione.
Il quadro che emerge evidenzia una trasformazione in corso, ma a velocità differenti a seconda della dimensione aziendale. Oggi il 58% delle imprese rendiconta le proprie performance ESG e il 62% dispone di certificazioni dedicate. Inoltre, il 33,3% delle aziende ha già sviluppato un percorso strutturato di sostenibilità e un ulteriore 24,4% prevede di farlo nei prossimi tre anni.
Presentata la Relazione di impatto 2025 di Confindustria Dispositivi Medici
«I dati ci dicono che la sostenibilità nel settore è già entrata nella dimensione industriale», dichiara Fabio Faltoni, Presidente di Confindustria Dispositivi Medici. «Ma è una transizione ancora disomogenea: le grandi imprese sono più strutturate, mentre molte PMI hanno bisogno di strumenti e competenze per affrontare questo percorso. La sfida oggi è rendere la sostenibilità accessibile e concreta lungo tutta la filiera».
Il divario tra grandi imprese e PMI
La survey mette infatti in evidenza un gap organizzativo soprattutto tra le realtà di minori dimensioni: il 53% delle piccole imprese non dispone di personale dedicato alla sostenibilità e la presenza di figure specializzate è strettamente collegata alla capacità di integrare gli obiettivi ESG nei processi aziendali e di realizzare attività di rendicontazione.
Tra le competenze considerate sempre più strategiche emergono quelle legate alla compliance e al regolatorio ambientale, mentre le aziende concentrano oggi i maggiori sforzi sulla riduzione delle emissioni e sull’efficientamento energetico, accanto a una crescente attenzione agli aspetti sociali e di governance.
La sostenibilità come leva di competitività e innovazione
La sostenibilità, secondo Confindustria Dispositivi Medici, non rappresenta più solo un adempimento normativo o un elemento reputazionale, ma un fattore strategico per lo sviluppo del settore e per l’evoluzione dei modelli di cura.
«La sostenibilità non può più essere interpretata come un tema esclusivamente reputazionale o di compliance, ma anche e soprattutto di sviluppo. È uno strumento di orientamento delle strategie aziendali e sta diventando un fattore di competitività per il settore dei dispositivi medici», sottolinea Faltoni.
La sostenibilità è un fattore strategico per lo sviluppo del settore e per l’evoluzione dei modelli di cura
«Il sistema salute è sempre più consapevole della necessità di contribuire alla riduzione degli impatti ambientali, al miglioramento dell’equità sociale e all’aumento dell’efficienza complessiva del sistema secondo un approccio One Health. Per questo continueremo ad accompagnare le imprese, soprattutto le PMI, con strumenti concreti, competenze e modelli di rendicontazione proporzionati, affinché la transizione ESG possa trasformarsi in innovazione e crescita per l’intera filiera», conclude il Presidente di Confindustria Dispositivi Medici.




