Il 15 marzo 2010 venne approvata e promulgata la Legge 38/2010, la prima normativa italiana a garantire il diritto di accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. Sedici anni dopo, l’Associazione Luca Coscioni sottolinea l’importanza di una legge ancora poco conosciuta e spesso applicata in modo disomogeneo sul territorio nazionale.
Numero Bianco: richieste in aumento
Negli ultimi 12 mesi, il Numero Bianco (0699313409), servizio gratuito coordinato da Valeria Imbrogno, ha ricevuto 16.035 richieste di informazioni sui diritti del fine vita, con una media di 44 telefonate al giorno e un aumento del 14% rispetto all’anno precedente.
Molte richieste riguardano aiuto alla morte volontaria o sedazione profonda, ma in tutti i casi il servizio fornisce anche indicazioni sulle cure palliative, considerate un primo passo fondamentale per chi deve affrontare decisioni delicate.
Diritto alle cure palliative e libertà di scelta
«Le cure palliative non devono essere limitate alle fasi terminali, offrono una prospettiva che mette la persona al centro, prendendosi cura non solo della gestione della malattia, ma anche della qualità della vita e la presa in carico dei familiari. Tuttavia, alcune persone affrontano sofferenze fisiche o esistenziali intollerabili, e a loro dovrebbe essere garantita la possibilità di scegliere tra cure palliative, sedazione profonda e suicidio assistito, come riconosciuto dalla sentenza 242/2019 della Corte Costituzionale. Non esiste alcuna contrapposizione tra il diritto alle cure palliative e il diritto all’aiuto alla morte volontaria. Usare le cure palliative come pretesto per negare la libertà di scelta è un atto ideologico compiuto sulla pelle di chi soffre» – dichiarano Filomena Gallo e Marco Cappato.
Le sei proposte al Governo
L’Associazione Luca Coscioni chiede al Governo e alle Regioni di:
- promuovere campagne informative sul diritto di accesso alle cure palliative;
- applicare in modo omogeneo la Legge 38 del 2010;
- ridurre le differenze di accesso tra assistenza domiciliare, hospice e terapia del dolore;
- formare e aggiornare gli operatori sanitari sulla medicina palliativa;
- sostenere le migliori pratiche per la gestione del dolore, comprese terapie innovative come cannabis e psichedelici;
- pubblicare annualmente una relazione aggiornata sull’applicazione della legge.



