Dai campioni alla conoscenza: ViVa, la biobanca dell’ISS per la ricerca multidisciplinare

Luisa Minghetti (Istituto Superiore di Sanità) racconta a TrendSanità la nascita di ViVa, nuova biobanca multidisciplinare che potrà conservare fino a 5 milioni di campioni biologici (umani, animali e ambientali) a supporto della ricerca e della salute pubblica

Dietro ogni avanzamento della medicina ci sono campioni biologici e dati accuratamente raccolti, conservati e studiati nel tempo. Sono queste risorse, invisibili ai più ma decisive per la ricerca, a permettere di comprendere i meccanismi delle malattie, sviluppare nuove terapie e migliorare la prevenzione.

Per rispondere a questa esigenza, all’Istituto Superiore di Sanità sta nascendo ViVa, una biobanca che si estenderà su circa 700 metri quadrati e potrà contenere fino a 5 milioni di campioni – umani, animali ed ecologici – insieme alle informazioni che li accompagnano. Una vera e propria infrastruttura multidisciplinare, pensata per supportare in modo sistematico la ricerca biomedica e ambientale, che si inserisce nella strategia internazionale di centralizzazione e qualificazione delle biobanche di ricerca, e che nasce dalla collaborazione fra l’Istituto Superiore di Sanità e partner industriali con esperienza nella progettazione di laboratori per la crioconservazione dei campioni.

ViVa integrerà campioni umani, animali, microbiologici e ambientali in un’unica struttura

Per capire meglio le caratteristiche della biobanca, che cosa conterrà e che tipo di ricerca sarà possibile sviluppare abbiamo intervistato Luisa Minghetti, direttore del Servizio Tecnico Scientifico Coordinamento e supporto alla ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità.

Che cos’è una biobanca?

Una biobanca di ricerca è una infrastruttura dove i campioni biologici sono raccolti, preparati e conservati per essere resi disponibili per scopi di ricerca. Oltre ai campioni, la biobanca di ricerca conserva tutti i dati relativi ai campioni in una piattaforma informatica; i dati sono la vera ricchezza della biobanca, in quanto aumentano con i risultati delle nuove ricerche eseguite sui campioni biologici nel corso del tempo.

In Italia esistono numerose biobanche di ricerca, per lo più presenti in ospedali, IRCCS, enti di ricerca, molte delle quali fanno parte della rete nazionale BBMRI.it che afferisce all’infrastruttura di ricerca europea delle Biobanche e delle Risorse BioMolecolari BBMRI-ERIC, un consorzio che mette in rete le biobanche di ricerca di oltre 20 Paesi europei.

Che cosa differenzia ViVa dalle biobanche già esistenti?

Luisa Minghetti

Come detto, esistono in Italia molte biobanche di ricerca. Nella gran parte dei casi si tratta di strutture che custodiscono campioni di sola origine umana, o in alcuni casi di sola origine animale. La Biobanca che stiamo realizzando presso il nostro Istituto, in partnership con SIAD Medigas, sarà una biobanca multidisciplinare nella quale conservare materiale biologico di molteplici origini e tipologie (animale, umana, microbiologica, ambientale). Questa sarà una unicità di ViVa e rispecchia la multidisciplinarietà della ricerca condotta in ISS, che tocca tutti gli ambiti relativi alla tutela della salute pubblica.

L’ISS dispone attualmente di varie aree di crioconservazione, dove sono custodite importanti collezioni di campioni biologici umani  – come ad esempio la biobanca di popolazione nell’ambito del progetto Cuore, che si basa sulla raccolta di campioni biologici da donatori di tutte le età, associati ai dati individuali raccolti al momento del prelievo (stili di vita, fattori di rischio, condizioni a rischio, patologie, fattori ambientali) – ma anche ambientali come, ad esempio, quelli che si stanno raccogliendo nell’abito di un recente progetto ISS in collaborazione con la Marina Militare per lo studio dei rischi per la salute, correlati ad ambiente e clima in una visione di Planetary Health (salute del pianeta).

La realizzazione della nuova biobanca consentirà di centralizzare e porre in qualità le strutture per la raccolta, preparazione, conservazione dei campioni biologici, seguendo una strategia internazionale che riconosce l’esigenza di creare infrastrutture di Biobanking – o biobancaggio – centralizzate e complesse ma più sostenibili.

Come ViVa può supportare la ricerca traslazionale?

I campioni biologici sono il materiale di elezione per la ricerca biomedica e in particolare per la ricerca traslazionale, che ha lo scopo di trasferire le scoperte ottenute dalla ricerca di base alla pratica clinica per il miglioramento della salute umana, attraverso la prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle malattie.

I dati sono la vera ricchezza della biobanca, poiché crescono con le nuove ricerche eseguite nel tempo

La qualità dei materiali biologici e dei dati associati sono essenziali per garantire risultati attendibili, riproducibili e affidabili. È quindi necessario garantire la qualità dei campioni durante tutte le fasi della ricerca: dalla raccolta del campione, all’analisi e alla conservazione, secondo i requisiti di qualità definiti da linee guida di buona pratica e dalla recente norma UNI ISO 20387, specifica per l’accreditamento di qualità delle biobanche.

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Chiara Finotti
Giornalista specializzata in salute e sanità