Dispositivi medici: stop cautelare al payback e rinvio alla Consulta sul Fondo 0,75%

Il Consiglio di Stato interviene su due dei principali nodi che gravano sul settore dei dispositivi medici, disponendo da un lato la sospensione cautelare delle richieste di payback 2015-2018 e dall’altro rinviando alla Corte costituzionale la questione di legittimità del contributo dello 0,75% destinato al Fondo per la governance del comparto.

Sul fronte payback, le associazioni AFORP–Associazione Fornitori Ospedalieri Pluriregionale e di Filiera, Confimi Industria Sanità e Confindustria Dispositivi Medici accolgono con favore lo stop alle compensazioni per le imprese ricorrenti, in attesa del giudizio di merito, la cui udienza è stata calendarizzata per il 24 settembre 2026. Una misura cautelare temporanea che, sottolineano, rappresenta comunque «un segnale di attenzione importante rispetto alle criticità più volte evidenziate dalle imprese», accompagnato dalla richiesta di «riconvocare con urgenza il tavolo sul payback presso il ministero dell’Economia e delle finanze affinché si lavori quanto prima al superamento definitivo del meccanismo».

Il Consiglio di Stato interviene su due dei principali nodi che gravano sul settore dei dispositivi medici

Parallelamente, il Consiglio di Stato ha rimesso alla Consulta la valutazione sul contributo dello 0,75% per il Fondo dispositivi medici. Per il presidente di Confindustria DM, Fabio Faltoni, si tratta di «un passaggio importante perché sottolinea la necessità di un quadro normativo organico per il settore, evitando una stratificazione di oneri – dal payback al contributo sul fatturato – che nel loro insieme rischiano di generare effetti distorsivi e cumulativi per le imprese». Una decisione che, secondo Faltoni, rappresenta «un’occasione per finalmente avviare una riflessione più ampia sul modello di governance e di finanziamento del settore», con la richiesta di convocare con urgenza il tavolo presso il Ministero della Salute.

Valutazione positiva anche da parte di Conflavoro PMI Sanità. Sul payback, il presidente Gennaro Broya de Lucia evidenzia che Palazzo Spada ha ritenuto prevalente l’interesse delle imprese a mantenere la res adhuc integra, disponendo la sospensione degli effetti delle sentenze del Tar: «È un’ottima notizia per chi non si è arreso e continua a confidare nel fatto che la giustizia farà il suo corso». Quanto al Fondo 0,75%, l’associazione parla di «un passaggio fondamentale per il comparto», auspicando «un chiarimento definitivo nell’interesse della certezza del diritto e della stabilità del settore».

Due decisioni che, pur su piani distinti, riaprono il confronto su sostenibilità, governance e carico regolatorio del medtech italiano, con passaggi giudiziari chiave attesi nei prossimi mesi.

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