Torino, al convegno AIIC l’innovazione che nasce dai bisogni di salute

Come nasce una nuova tecnologia sanitaria? Quali bisogni portano allo sviluppo di strumenti diagnostici, dispositivi medici o soluzioni basate sull’intelligenza artificiale? Sono le domande che guideranno il 26° Convegno nazionale dell’Associazione Italiana Ingegneri Clinici (AIIC), in programma dal 10 al 13 giugno alle Officine Grandi Riparazioni di Torino.

Il titolo scelto per l’edizione 2026, “Facciamo innovazione: come le tecnologie nascono in corsia”, sintetizza l’approccio proposto dagli ingegneri clinici: partire dai bisogni di salute concreti per comprendere come si sviluppano le innovazioni che entrano nella pratica assistenziale.

L’innovazione sanitaria deve partire dai bisogni reali di pazienti e professionisti

«Al centro del nostro evento nazionale ci sta la necessità di riportare tutta l’attenzione sul tema della salute e sui bisogni di una popolazione che è sempre più cronica e sempre più anziana. Desideriamo partire da qui, dal bisogno più che dalla rivoluzione tecnologica, e quindi parlare di quella innovazione che nasce dal letto di degenza, dalla corsia, dall’esigenza di salute colta dentro l’ospedale, e che si traduce in strumenti innovativi a tutto vantaggio dei pazienti», ha spiegato Lorenzo Leogrande, presidente del Convegno AIIC.

Tecnologia, AI e nuovi modelli organizzativi

Secondo il presidente AIIC Umberto Nocco, l’innovazione sanitaria deve essere il risultato della collaborazione tra professionisti, cittadini, organizzazioni e industria. «Privilegiamo l’analisi delle necessità di salute colte attraverso la collaborazione con i clinici, la voce dei cittadini, il dialogo con le organizzazioni ed anche con i produttori affinché si possano produrre benefici per i pazienti, oltre che per l’insieme del Ssn», ha sottolineato.

AI, telemedicina e tecnologie digitali protagoniste del Convegno AIIC 2026

Il programma prevede 45 sessioni scientifiche dedicate ai principali temi dell’innovazione sanitaria. Ampio spazio sarà riservato all’evoluzione delle tecnologie biomediche, all’integrazione dell’intelligenza artificiale nei percorsi clinici, alla diagnostica digitale, ai dispositivi intelligenti per monitoraggio e cura, ma anche ai modelli di procurement, alla gestione del rischio tecnologico e alla valutazione delle tecnologie sanitarie.

«Nelle giornate torinesi parleremo con gli oltre duemila iscritti al Convegno di innovazione tecnologica, di innovazione dei processi, di innovazione generata dall’industria e di innovazione proposta dalle strutture sanitarie, dai centri di ricerca e dalle start up con elementi di radicamento nella concretezza ospedaliera», ha evidenziato Stefano Bergamasco, presidente del Comitato scientifico.

Un confronto tra professioni, ricerca e industria

L’edizione 2026 si caratterizza anche per il forte coinvolgimento di altri attori del sistema salute. Tra gli ospiti della sessione inaugurale figurano Leonardo Chiariglione, inventore degli standard MPEG e MP3, e Claudio Ronco, nefrologo di fama internazionale che ha contribuito allo sviluppo di tecnologie avanzate per l’emodialisi.

Numerose le sessioni congiunte con società scientifiche, associazioni professionali e organizzazioni del Servizio sanitario nazionale. AIIC dialogherà, tra gli altri, con radiologi, manager di sala operatoria, dirigenti sanitari, esperti di sanità digitale e ingegneri gestionali.

Tra gli appuntamenti più attesi figurano inoltre le plenarie dedicate a sanità e spazio, ai modelli organizzativi dell’assistenza tecnica, all’ecosistema delle startup e agli approcci per la creazione dell’innovazione tecnologica, oltre a focus specifici su telemedicina, giovani ingegneri biomedici e sviluppo delle Case e degli Ospedali di Comunità.

L’ingegnere clinico come professione di connessione

Per AIIC, la sfida dell’innovazione non riguarda solo le tecnologie, ma anche la capacità di mettere in relazione competenze diverse e tradurre i bisogni assistenziali in soluzioni concrete.

L’ingegnere clinico si conferma figura di raccordo nell’ecosistema dell’innovazione sanitaria

«Affermare che l’innovazione nasce in corsia significa sottolineare che è nella contaminazione dei saperi e nella collaborazione effettiva che nasce la risposta tecnologica ai bisogni di salute», ha ricordato Umberto Nocco.

Un concetto ripreso anche da Lorenzo Leogrande nelle conclusioni del programma congressuale: «Il convegno 2026 di AIIC propone un programma complessivo ricco e vastissimo che conferma anche con queste sessioni congiunte la vocazione degli ingegneri clinici ad essere professione di connessione tra gli operatori della sanità».

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