Università e SSN: «È arrivata l’ora di disciplinare il rapporto»

Il rapporto tra università e Servizio Sanitario Nazionale necessita di una regolazione definitiva, dopo oltre dieci anni di sperimentazione senza un quadro normativo armonizzato. È quanto ha sottolineato Fabiola Fini, vicepresidente vicario FVM (Federazione Veterinari e Medici) e vice segretario nazionale dello Sindacato Medici Italiani (SMI), intervenendo a Roma nel gruppo del Ministero dell’Università e della Ricerca per l’analisi degli esiti della sperimentazione prevista dal decreto legislativo n. 517/1999.

Nel corso dell’intervento, Fini ha evidenziato la necessità di approfondire le differenze tra Aziende Ospedaliero-Universitarie integrate con il SSN (AOU) e Aziende Ospedaliere Integrate (AOI) con il sistema universitario, in particolare per quanto riguarda il profilo del personale e le procedure di conferimento degli incarichi di direttore di struttura complessa.

Nelle AOU la nomina avviene tramite designazione o proposta dell’Università, previo accordo con la Regione e con l’Azienda sanitaria, secondo quanto previsto dagli artt. 6-8 del d.lgs. n. 517/1999.

Dopo anni di sperimentazione serve una disciplina stabile dei rapporti tra università e Servizio sanitario nazionale

Diversamente, nelle Aziende Ospedaliere Integrate — prive di integrazione strutturale con l’Università e orientate alla sola funzione assistenziale — il medesimo incarico è conferito mediante concorso pubblico, con valutazione comparativa dei titoli e colloquio tecnico. La diversità dei procedimenti, ha spiegato, «non integra una disparità di trattamento», ma riflette «la differente natura funzionale dei due modelli: nelle AOU prevale la logica dell’integrazione didattico-assistenziale e della qualificazione scientifica, nelle AOI (o ACOI nella terminologia regionale) prevale invece la logica del servizio sanitario universale e della selezione concorsuale aperta».

Da questa impostazione deriva l’esigenza di «superare il quadro normativo definito dal d.lgs. n. 517/99» e di arrivare a una disciplina definitiva dei rapporti tra università, SSN e servizi sanitari regionali. Fini ha inoltre richiamato il possibile contributo degli ospedali universitari nel contrastare il collasso dei Pronto Soccorso e ha auspicato «in tempi brevi» un nuovo Protocollo d’Intesa nazionale tra Regioni e Università, accompagnato da «un provvedimento legislativo ad hoc» condiviso con le organizzazioni sindacali.

Può interessarti