Futuro delle professioni sanitarie al centro degli Stati generali FNO TSRM e PSTRP

A Roma si sono tenuti gli Stati generali della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (FNO TSRM e PSTRP), con l’obiettivo di avviare un confronto con Governo, Parlamento e Regioni sulla Legge delega per il riordino delle professioni sanitarie. L’iniziativa ha rappresentato un’occasione per delineare linee strategiche e proposte operative volte a rafforzare il ruolo dei professionisti nel sistema sanitario nazionale.

Schillaci: competenze centrali per la sanità territoriale

«Con il DDL sulle professioni sanitarie vogliamo promuovere un riordino complessivo nel settore, affrontando nodi centrali come la carenza di personale, l’evoluzione delle competenze professionali, l’aggiornamento dei percorsi di formazione e lo sviluppo delle opportunità di crescita professionale – ha detto il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, nel suo messaggio di saluti all’evento -. Il contributo delle professioni tecniche, della riabilitazione e della prevenzione sarà determinante anche nel rafforzamento della sanità territoriale, che costituisce uno degli assi di sviluppo del nostro sistema di assistenza».

Gli Stati generali della FNO TSRM e PSTRP hanno messo al centro il riordino delle professioni sanitarie

Schillaci ha sottolineato come il sistema sanitario stia affrontando trasformazioni profonde, richiedendo organizzazioni più flessibili, integrate e orientate al territorio, dove il ruolo dei professionisti diventa sempre più rilevante.

Criticità e linee guida per il futuro

Durante gli Stati generali sono emerse criticità comuni, tra cui carenza di personale, difficoltà nel rendere attrattive le professioni sanitarie, invecchiamento della popolazione e scarso riconoscimento economico e sociale. La Federazione ha delineato orientamenti condivisi con le Commissioni di albo nazionali e gli Ordini, con l’obiettivo di inserirsi nel più ampio processo di modernizzazione del SSN, rafforzando la capacità di risposta ai bisogni dei cittadini.

Un ruolo centrale è attribuito allo sviluppo di percorsi diagnostici terapeutici assistenziali (PDTA) multiprofessionali

Secondo la FNO TSRM e PSTRP, i fattori chiave del cambiamento riguardano investimenti sul personale, nuovi modelli di presa in carico, aggiornamento continuo delle competenze e formazione allineata agli standard europei, con percorsi di laurea magistrale clinica e maggiore autonomia professionale all’interno delle équipe multiprofessionali.

Catania: centralità delle competenze professionali

Diego Catania

«Il servizio sanitario nazionale non si difende solo con le risorse economiche: si difende soprattutto valorizzando le competenze, il lavoro e la responsabilità delle professioni sanitarie. È su questo capitale umano che si gioca il futuro della sanità italiana – ha spiegato il presidente FNO TSRM e PSTRP, Diego Catania -. Le professioni che questa Federazione rappresenta costituiscono una componente essenziale del sistema salute. Professioni che ogni giorno operano con competenza, responsabilità e dedizione all’interno del SSN, garantendo diagnosi, sicurezza, prevenzione, riabilitazione e qualità dei percorsi assistenziali».

Tra le proposte avanzate vi sono percorsi di specializzazione avanzata, valorizzazione economica attraverso flat tax sugli straordinari, riconoscimento di indennità di specificità e introduzione della figura del dirigente per area professionale.

PDTA multiprofessionali e modernizzazione del SSN

Un ruolo centrale è attribuito allo sviluppo di percorsi diagnostici terapeutici assistenziali (PDTA) multiprofessionali, volti a promuovere protocolli comuni nei diversi contesti di cura, valorizzando il contributo di tutti i professionisti e rafforzando la sanità di prossimità.

«Da parte del Consiglio Superiore di Sanità c’è una grande attenzione, un grande ascolto. L’importante è che questa sia un’occasione di instaurare dialoghi che possano potenziare la qualità di questi professionisti – ha aggiunto il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Alberto Siracusano -. L’aspetto primario è creare le condizioni per aumentare la professionalità rispetto ai nuovi bisogni di una società che cambia».

Verso una riforma concreta

Gli Stati generali hanno confermato che il riordino delle professioni sanitarie deve essere visto come una leva di sostenibilità del sistema, basata sulla valorizzazione delle competenze e dell’esperienza sul campo, con opportunità di task sharing e task shifting e un sistema di certificazione delle competenze.

Il passaggio decisivo ora spetta alla politica, per trasformare queste indicazioni in interventi concreti e riconoscere pienamente il lavoro dei professionisti che ogni giorno contribuiscono alla tutela della salute degli italiani.

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