Appropriatezza prescrittiva, SMI Campania: nuove regole su PPI e responsabilità dei prescrittori

La Segreteria regionale Campania del Sindacato Medici Italiani (SMI) esprime soddisfazione per il risultato ottenuto a seguito dell’interlocuzione con la Direzione Generale Tutela della Salute della Regione Campania sul tema dell’appropriatezza prescrittiva.

In una nota dello SMI Campania si sottolinea infatti che il Decreto Dirigenziale n. 100 del 16 marzo 2026 introduce misure stringenti di controllo e verifica delle prescrizioni farmacologiche, con particolare riferimento alla nuova Nota AIFA N01 sugli inibitori di pompa protonica, una delle principali voci di spesa farmaceutica regionale.

Secondo il sindacato, il provvedimento va verso una governance più efficace della spesa farmaceutica e della sostenibilità del SSR

Secondo il sindacato, il provvedimento va nella direzione di una governance più efficace della spesa farmaceutica e della sostenibilità del Servizio sanitario regionale.

Responsabilità prescrittiva e chiarezza delle indicazioni cliniche

Lo SMI definisce il provvedimento «un risultato storico per la medicina generale», perché introduce un principio sostenuto da tempo dal sindacato: il medico prescrittore, specialista o ospedaliero, deve indicare chiaramente la prescrivibilità del farmaco e la condizione clinica che giustifica l’erogazione a carico del Servizio sanitario nazionale.

Il decreto stabilisce in particolare che:

  • le prescrizioni devono essere associate in modo univoco alla condizione clinica;
  • l’informazione deve essere riportata obbligatoriamente nella ricetta SSN, nel campo “disposizioni regionali”;
  • le prescrizioni al di fuori delle condizioni previste dalla Nota AIFA N01 saranno considerate non appropriate;
  • le Aziende sanitarie dovranno verificare sistematicamente il rispetto degli obblighi.

Stop all’induzione prescrittiva non documentata

Secondo lo SMI Campania, il provvedimento contribuisce a superare «la pratica che addossa tutte le responsabilità della inadeguatezza prescrittiva sulla medicina generale» e rappresenta «un antidoto efficace per contrastare il fenomeno di induzione prescrittiva non documentata».

L’obiettivo è evitare che il medico di medicina generale venga utilizzato come mero esecutore e garantire maggiore trasparenza, responsabilità e tracciabilità nel percorso prescrittivo.

Appropriatezza e sostenibilità del SSN

Nella nota, lo SMI ribadisce che «l’appropriatezza prescrittiva, la responsabilità di chi prescrive e la chiarezza delle indicazioni cliniche sono condizioni imprescindibili per la tutela del Servizio sanitario nazionale, regionale e dei cittadini». Il sindacato sottolinea inoltre che continuerà a vigilare affinché le disposizioni siano applicate concretamente in tutte le Aziende sanitarie.

SMI: «Una vittoria di civiltà sanitaria»

Secondo la Segreteria regionale Campania dello SMI, il risultato rappresenta «una vittoria di civiltà sanitaria», perché rafforza il principio secondo cui chi prescrive deve assumersi la responsabilità clinica e amministrativa delle proprie indicazioni, assicurando appropriatezza prescrittiva e sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e regionale.

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