Nel 2025 il payback dei dispositivi medici ha inciso per il 16,5% del fatturato delle aziende. È uno dei dati evidenziati da Confindustria Dispositivi Medici nel rilanciare la richiesta di una revisione strutturale del meccanismo, anche alla luce della scadenza prevista per la nuova disciplina della spesa per i dispositivi medici.
Nel periodo 2019-2025, secondo il Centro Studi di Confindustria Dispositivi Medici, gli oneri complessivi hanno raggiunto circa 13 miliardi di euro, di cui 6,5 miliardi a carico delle imprese.
Secondo il Centro Studi di Confindustria DM, nel periodo 2019-2025 nessuna Regione ha rispettato il tetto di spesa per i dispositivi medici
Il tema torna al centro del confronto anche nell’ambito del contenzioso sul payback relativo al periodo 2015-2018. Nell’udienza di merito davanti al Consiglio di Stato, i giudici hanno sollevato dubbi sulla compatibilità del meccanismo con il diritto europeo. La decisione è attesa nei prossimi mesi.
Il superamento dei tetti di spesa
Secondo il Centro Studi di Confindustria Dispositivi Medici, nel periodo 2019-2025 nessuna Regione ha rispettato il tetto di spesa per i dispositivi medici. Nel 2019 erano 8 le Regioni che lo superavano di oltre il 50%; nel 2025 sono diventate 14, con punte di sforamento che toccano anche il 110%.

«Il problema, quindi, non è solo quanto si spende, ma l’adeguatezza di un tetto che viene sistematicamente superato. Se una soglia viene superata in modo strutturale, è la soglia che deve essere ripensata – dichiara Fabio Faltoni, Presidente di Confindustria Dispositivi Medici –. Non bastano aumenti marginali dello 0,2% l’anno: la soluzione è un modello di governo, già disponibile e attuabile, basato sulla programmazione, sull’utilizzo dei dati e sulla valutazione del valore delle tecnologie, spostando il focus dal costo ai risultati per il paziente e per il Servizio sanitario nazionale».
La nuova disciplina entro il 2026
Il legislatore ha già indicato una scadenza: l’art. 3-bis del DL n. 51/2023 prevede entro il 31 dicembre 2026 una nuova disciplina della spesa per i dispositivi medici, che tenga conto dell’evoluzione tecnologica e dell’innovazione del settore, anche attraverso l’Health Technology Assessment. Nelle more, la norma consente di modificare il sistema vigente.
Faltoni: «La prossima Legge di Bilancio è il momento per intervenire sul meccanismo»
«Il sistema del payback deve essere ripensato nella sua struttura – prosegue Faltoni –. La Corte costituzionale nel 2024 ha definito il meccanismo riferito al quadriennio 2015-2018 un ‘contributo di solidarietà non sproporzionato e temporaneo’. Un contributo considerato come temporaneo è oggi diventato strutturale».
Per Confindustria Dispositivi Medici, la prossima Legge di Bilancio è quindi il momento per intervenire sul meccanismo.
L’impatto sulle imprese
«La prossima Legge di Bilancio è quindi il momento per intervenire e superare strutturalmente il payback. Non possiamo chiedere alle imprese di investire in AI, digitale, ricerca e produzione in Italia e contemporaneamente mantenere un meccanismo che nel prossimo triennio può pesare circa 1,5 miliardi di euro l’anno sulle imprese, oltre alle tasse ordinarie – conclude Faltoni –. Se vogliamo attrarre capitali e consolidare la filiera della salute, oggi dobbiamo dare alle imprese certezza e capacità di programmare».




