L’attività chirurgica è tra le aree più articolate e ad alta complessità della pratica ospedaliera: richiede il lavoro integrato di diverse professionalità, un uso intensivo di risorse e una gestione attenta del rischio clinico, che in questo ambito rimane particolarmente elevato. In un contesto in cui le tecnologie evolvono rapidamente e i pazienti arrivano in sala operatoria con condizioni e priorità molto diverse, l’ottimizzazione del percorso operatorio diventa un obiettivo strategico per i sistemi sanitari.
La tracciabilità digitale dei tempi chirurgici può migliorare efficienza, programmazione e decisioni cliniche
In questa direzione si muove il progetto regionale “Sistema di Tracciabilità dei Tempi Chirurgici”, guidato dalla ASL BT in Puglia come ente capofila e finanziato dal PNRR. L’iniziativa introduce strumenti digitali per il monitoraggio automatico dei tempi intra-operatori, favorendo una pianificazione più accurata, il contenimento dei costi e decisioni clinico-gestionali basate sui dati. Avviato nel gennaio 2024 ed entrato a regime nel giugno 2025, il progetto ha ottenuto una menzione speciale dall’Osservatorio Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano.
TrendSanità ne ha parlato con Maria Cammarrota, Responsabile Unità Operativa Semplice a Valenza Dipartimentale ICT e Responsabile per la Transizione Digitale della ASL BT.

Il progetto di tracciabilità dei tempi chirurgici introduce antenne beacon e braccialetti BLE (Bluetooth Low Energy) per monitorare in tempo reale il percorso intra-operatorio. Di che cosa si tratta e in che modo questa innovazione può migliorare la sicurezza del paziente e l’efficienza della sala operatoria?
«L’introduzione di queste due tipologie di device, dotate di tecnologia Bluetooth, consente di velocizzare il processo di monitoraggio del paziente garantendo una tracciabilità in tempo reale e un’eccellente fruibilità del dato. L’antenna Bluetooth Beacon è un potente gateway, strumento IoT, che esegue la scansione dei dispositivi Bluetooth presenti nelle vicinanze e li carica sul server. Al fine di permettere una corretta gestione dei dati raccolti e provvedere al monitoraggio costante, è stato progettato il software Surgery Time, una soluzione dedicata alla visualizzazione del percorso operatorio, dei tempi delle singole attività, elaborando i dati raccolti e rendendoli fruibili in appositi cruscotti.
Il sistema, basato su antenne e dispositivi Bluetooth supportati da un software dedicato, riduce le attese in sala e migliora la comunicazione
Gli hardware comunicano difatti con il sistema Surgery Time, che consente la rilevazione di tempi automatici e l’inserimento manuale di eventuali altri tempi; l’inizio induzione anestesia, per esempio, è un tempo manuale che richiede l’inserimento in Surgery Time e successivamente si integrerà con i sistemi di Blocco Operatorio. La telecamera a bordo del dispositivo in uso all’utente (PC, Tablet, ecc.) consente di effettuare la scansione del nosologico/bracciale da barcode/QRcode. Questo permette una corretta associazione del paziente nel sistema, dando così avvio alla tracciabilità del percorso dello stesso in tempo reale. Tale innovazione consente di poter verificare il percorso di degenza e di avere una riduzione dei tempi di attesa dell’utilizzo della sala grazie ad una comunicazione migliorata tra gli attori coinvolti».
Gli indicatori previsti, come turnover time, start time tardiness (ritardo rispetto all’inizio previsto) o tasso di casi cancellati, possono diventare strumenti di governo clinico. Come la disponibilità di questi dati può influenzare le decisioni gestionali della ASL e della Regione Puglia?
«Ogni dato raccolto in ambito sanitario deve essere sempre gestito come uno strumento di miglioramento del governo clinico. Per questa particolare progettualità, i dati forniti possono fornire maggiori indicazioni circa gli effettivi tempi di gestione di specifiche attività operatorie, comprendendo a pieno quali siano i punti di rallentamento all’interno del processo clinico, consentendo di marcare in maniera puntuale eventuali zone carenti e mettere in atto le opportune azioni correttive.
Ogni dato raccolto in ambito sanitario deve essere sempre gestito come uno strumento di miglioramento del governo clinico
Attraverso i dati raccolti è possibile migliorare la capacità di programmazione delle risorse, di pianificazione degli interventi e di gestione dei materiali per l’allestimento delle sale. E non solo: la misurazione permette di analizzare e migliorare i tempi d’uso delle sale operatorie e di ridurre il tasso di interventi cancellati, di gestire più efficacemente le liste d’attesa dei ricoveri che prevedono interventi grazie ad una migliore pianificazione dei flussi operativi e la possibilità di confrontare prassi operative simili tra diverse strutture».
Quali sono stati, alle attuali evidenze, i vantaggi e le criticità del progetto?
«Tra i principali benefici vi è la possibilità di migliorare l’efficienza e la qualità delle cure chirurgiche, riducendo al minimo i ritardi e gli errori grazie al monitoraggio in tempo reale del paziente, che ci consente di verificare anche le prestazioni del personale chirurgico e identificare eventuali aree che necessitano di formazione o addestramento supplementari. Il monitoraggio contribuisce a incrementare la sicurezza del paziente, assicurando una verifica costante di ciascuna fase e dei tempi di attesa durante l’intero percorso operatorio, dall’accettazione fino alla dimissione. Questa progettualità ci ha permesso di poter sfidare i limiti dell’azienda e trovare nuove soluzioni utili al nostro sistema sanitario quali una gestione dei tempi d’attesa delle liste ricoveri.
La sfida principale è stata disegnare i processi con gruppo di lavoro multidisciplinare garantendo coordinamento e obiettivi condivisi
Tra i vantaggi vi è inoltre l’integrazione nativa di strumenti di Business Intelligence, la quale fornisce cruscotti di monitoraggio sempre aggiornati, garantendo una fruibilità dei dati sicura e coerente, al fine di poter mettere in atto con facilità le dovute migliorie. Le principali sfide hanno riguardato la necessità di disegnare i processi con gruppo di lavoro multidisciplinare, mantenendo al contempo un elevato livello di coordinamento e di condivisione degli obiettivi. Queste sfide, affrontate con un costante dialogo tra le diverse professionalità coinvolte, hanno contribuito a rafforzare la collaborazione interna e a consolidare una visione comune del progetto».
L’introduzione di nuove tecnologie in ospedale richiede un cambiamento culturale. Quali sono state le principali resistenze del personale clinico e amministrativo e come le avete affrontate per favorire l’adozione del sistema?
«Le principali resistenze emerse nel progetto pilota hanno riguardato la paura che i dati venissero utilizzati in modo punitivo per valutare le performance individuali e lo scetticismo tecnologico unito alla sfiducia sull’effettiva utilità del Sistema. Per superare questi ostacoli e favorire l’adozione, abbiamo coinvolto fin dall’inizio i professionisti nella progettazione, rendendoli parte attiva di un cambiamento pensato per supportare il loro lavoro. Sono stati inoltre attivati percorsi di formazione e supporto dedicato nei principali reparti dei presidi ospedalieri di Andria e Barletta a partire da maggio 2025, che hanno permesso di conoscere operativamente il sistema e comprenderne i reali benefici e vantaggi».
Il progetto è regionale, ma non tutte le strutture partono dallo stesso livello di digitalizzazione. Quali strategie avete adottato per garantire uniformità e non creare disparità tra presidi ospedalieri?
«Per garantire uniformità e ridurre eventuali differenze, sono state adottate strategie calibrate sul livello di maturità digitale di ciascun presidio: nelle strutture già dotate di sistemi più evoluti l’integrazione è avvenuta in continuità con i processi in uso, mentre per quelle che richiedevano un maggiore consolidamento digitale è stato previsto un supporto tecnico mirato e un accompagnamento operativo costante.
Per garantire uniformità sono state adottate strategie adattate alla maturità digitale di ciascun presidio
Parallelamente, si è provveduto a standardizzare protocolli, procedure e indicatori di tracciabilità, affinché tutti i presidi adottassero lo stesso linguaggio e le stesse regole operative, pur rispettando le specificità locali. Il monitoraggio continuo e il confronto tra strutture hanno inoltre favorito la condivisione di buone pratiche e la progressiva riduzione di eventuali scostamenti».
Oltre alla tracciabilità dei tempi, immagina un’integrazione con sistemi di intelligenza artificiale per predire i carichi di lavoro o ottimizzare le liste operatorie? Quanto siamo lontani da questo scenario in Puglia?
«L’integrazione dell’intelligenza artificiale con la tracciabilità dei tempi chirurgici apre scenari molto promettenti: i sistemi potrebbero analizzare i dati storici e in tempo reale per prevedere i picchi di lavoro e poterli gestire distribuendoli nel tempo coerentemente alle esigenze dei pazienti, anticipare possibili ritardi o sovrapposizioni e ottimizzare le liste operatorie in modo dinamico. Ciò permetterebbe una pianificazione più efficiente delle sale, una riduzione dei tempi morti e una migliore distribuzione delle risorse tra i reparti, trasformando i dati raccolti in strumenti decisionali concreti a supporto del personale clinico e amministrativo. Quanto descritto rappresenta uno scenario realistico anche per la Puglia, ma al momento si tratta di un obiettivo ancora distante. Per arrivare a una piena integrazione con i sistemi di tracciabilità dei tempi chirurgici è necessario proseguire nel percorso di standardizzazione dei processi, nella condivisione di buone pratiche e, soprattutto, nell’investimento sulla formazione del personale sanitario e tecnico. Solo così sarà possibile trasformare queste potenzialità in soluzioni operative diffuse.
L’integrazione dell’intelligenza artificiale con la tracciabilità dei tempi chirurgici apre scenari molto promettenti
Inoltre, siamo particolarmente orgogliosi del ruolo della ASL BT come azienda capofila a livello regionale nello sviluppo di questo progetto innovativo, nonché come azienda pilota nella fase di implementazione. Essere capofila di un progetto Regionale è senza dubbio alcuno un grande onore, ma anche una grande responsabilità. Questo riconoscimento sottolinea l’impegno costante della nostra ASL nel promuovere l’innovazione e la digitalizzazione della sanità, portando concretezza ed efficienza ai processi clinici. Nel maggio scorso, ASL BT ha ricevuto l’Attestato di Menzione per questo progetto nell’ambito della cerimonia per l’Innovazione Digitale in Sanità, del Politecnico di Milano – School of Management. Un risultato reso possibile anche grazie all’eccellente lavoro del team che ha gestito al meglio la governance e la complessità di questo progetto.
Guardando al futuro, ci aspettiamo uno sviluppo progressivo del progetto che possa estendersi anche ad altre strutture regionali, consolidando un modello di sanità più efficientemente organizzato, trasparente e tecnologicamente avanzato. La ASL BT è orgogliosa di essere stata pioniera in questo percorso e conferma il proprio impegno nel guidare la trasformazione digitale della sanità, per offrire ai cittadini servizi sempre più sicuri, rapidi e innovativi».






