Giornata Mondiale del Rene: l’accesso alla terapia dietetico-nutrizionale ipoproteica è ancora un problema

Con circa dodici chili di alimenti aproteici al mese, ogni persona con malattia renale cronica avanzata potrebbe seguire un regime alimentare capace di ridurre i sintomi dell’insufficienza renale e posticipare l’ingresso in dialisi. Un’occasione a rischio per molti pazienti italiani che, a causa dei tetti di spesa adottati dalla maggior parte delle Regioni, possono acquistare poco più di 5 chili di alimenti speciali. Solo Lombardia e Basilicata rimborsano il quantitativo di prodotti necessario a seguire la dieta correttamente.

Garantire un accesso omogeneo alle cure su tutto il territorio nazionale significa includere pienamente anche la terapia dietetico-nutrizionale ipoproteica

A sollevare il problema, in occasione della Giornata Mondiale del Rene (12 marzo), sono il FORUM Nazionale delle Associazioni di Nefropatici, Trapiantati d’Organo e di Volontariato, l’Associazione Malati di Reni, la Fondazione Italiana del Rene (FIR), l’Associazione Scientifica Alimentazione Nutrizione e Dietetica (ASAND) e la Federazione Ordini Farmacisti Italiani (FOFI). Uniti in un tavolo di lavoro multidisciplinare, lanciano un appello affinché l’accesso alla Terapia Dietetica Nutrizionale (TDN) ipoproteica sia equamente garantito su tutto il territorio nazionale. La task force ha già presentato in Senato, nello scorso mese di novembre, il primo Manifesto per il diritto alla TDN ipoproteica.

Appello dei senatori e dei professionisti

«La Giornata Mondiale del Rene richiama l’attenzione delle Istituzioni nazionali e regionali sulle necessità delle persone con malattia renale cronica», afferma il Senatore Ignazio Zullo. «Garantire un accesso omogeneo alle cure su tutto il territorio nazionale significa includere pienamente anche la terapia dietetico-nutrizionale ipoproteica, che costituisce un elemento rilevante nel percorso assistenziale di questi pazienti. Il confronto avviato nei mesi scorsi prosegue con l’obiettivo di individuare, insieme a pazienti, professionisti sanitari e decisori pubblici, soluzioni sostenibili che consentano di ottimizzare le risorse disponibili e rafforzare l’equità del nostro Servizio sanitario».

Dieta ipoproteica: una vera terapia per pazienti cronici

«La malattia renale cronica coinvolge oltre quattro milioni di persone nel nostro Paese e ha un impatto significativo non solo sotto il profilo clinico, ma anche sociale ed economico», evidenzia Massimo Morosetti, Presidente FIR. «Negli stati avanzati della malattia, la dieta ipoproteica rappresenta una vera e propria terapia, spesso affiancata al trattamento farmacologico, in grado di mantenere l’organismo in condizioni ottimali e di ritardare l’ingresso in dialisi. Seguita oggi da circa 20.000 pazienti italiani, questa terapia comporta un investimento annuo di circa 32 milioni di euro, di cui oltre 8 milioni restano ancora a carico diretto dei cittadini».

Richieste delle associazioni

«Come già enunciato nel nostro Manifesto, anche in occasione della Giornata Mondiale del Rene, ribadiamo alcune richieste essenziali», dichiara Leonardo Loche, Presidente Forum Nazionale delle Associazioni di Nefropatici. «Chiediamo di valorizzare il canale distributivo della farmacia aperta al pubblico e di adottare un modello di rimborsabilità fondato sul piano terapeutico e sui quantitativi realmente necessari, non su tetti economici prefissati, così da garantire ai pazienti una dieta completa, varia ed equilibrata e la possibilità di scegliere tra un’ampia gamma di prodotti».

Il ruolo del dietista e del farmacista

«La terapia dietetico-nutrizionale ipoproteica si basa su un apporto controllato di proteine ed è personalizzata in base alle condizioni cliniche del paziente», spiega Ersilia Troiano, Presidente ASAND. «Il dietista accompagna il paziente nella gestione quotidiana del regime alimentare, migliorando l’aderenza al trattamento e i risultati clinici».

«La presenza capillare dei farmacisti sul territorio favorisce accesso, continuità terapeutica e supporto ai pazienti cronici», sottolinea Andrea Mandelli, Presidente FOFI. «L’esperienza della Lombardia nella dispensazione della terapia dietetico-nutrizionale attraverso i farmacisti dimostra che è possibile coniugare equità, appropriatezza e qualità di vita».

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