Hantavirus, il virus che torna a preoccupare

di Ivana Barberini

L’Hantavirus è tornato al centro del dibattito pubblico dopo il sospetto focolaio individuato a bordo della nave da crociera MV Hondius, dove sono stati registrati alcuni contagi confermati e diversi decessi nel corso di una traversata tra il Sud America e Capo Verde. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha avviato indagini epidemiologiche per chiarire l’origine delle infezioni e stabilire se vi sia stata trasmissione da persona a persona, evenienza ritenuta comunque molto rara.
La vicenda ha riportato sotto i riflettori un agente patogeno poco noto al grande pubblico ma da anni tenuto sotto controllo dalle autorità sanitarie di tutto il mondo. In Europa la circolazione dell’Hantavirus riguarda prevalentemente le regioni settentrionali e in Italia, al momento, non emergono casi di infezione e non vi sono ragioni per alimentare allarmismi.

Orfeo Mazzella

Sul fronte politico, tuttavia, le preoccupazioni ci sono. Il senatore Orfeo Mazzella (M5S) ha sollecitato l’adozione di misure preventive urgenti: «Non si tratta di allarmismo, ma di metodo e di scrupolosità. In un mondo globalizzato, dove l’Italia rappresenta un hub cruciale per il turismo internazionale e i collegamenti marittimi, sottovalutare i focolai internazionali significherebbe esporre il nostro Paese a rischi sanitari inaccettabili.

È imperativo rafforzare i controlli nei porti e negli aeroporti, attivare un monitoraggio costante sui passeggeri provenienti dalle zone a rischio e potenziare la rete di sorveglianza epidemiologica nazionale. La salute dei cittadini e la protezione dei più fragili devono essere la priorità».

Ilenia Malavasi

Analoga preoccupazione è stata espressa dalla parlamentare del PD Ilenia Malavasi, che ha presentato un’interrogazione al Ministro della Salute per richiedere trasparenza immediata e una valutazione puntuale dei rischi per il nostro Paese.

«I casi confermati in Europa e negli Stati Uniti e la dispersione dei passeggeri in più nazioni impongono la massima attenzione. Chiediamo di sapere se siano stati attivati protocolli di sorveglianza per i cittadini italiani coinvolti, quali controlli siano previsti in aeroporti e porti, quali strutture ospedaliere siano pronte a gestire eventuali casi e se il Governo intenda coinvolgere gli organismi tecnico-scientifici competenti».

Che cos’è l’Hantavirus

Con il termine Hantavirus si designa un insieme di virus appartenenti alla famiglia Hantaviridae. Il serbatoio naturale è costituito principalmente da roditori selvatici come i topi in grado di eliminare il patogeno attraverso urine, saliva e feci, senza manifestare sintomi evidenti di malattia. La via di trasmissione all’essere umano avviene principalmente per inalazione di particelle virali sospese nell’aria, in particolare negli ambienti chiusi o polverosi dove siano presenti deiezioni di roditori infetti. Meno frequentemente il contagio può verificarsi attraverso morsi, graffi o contatto diretto con materiali contaminati.

Secondo il Ministero della Salute, le patologie associate all’Hantavirus si manifestano in due forme principali: la febbre emorragica con sindrome renale (HFRS), più diffusa in Europa e in Asia, e la sindrome polmonare da Hantavirus (HPS), prevalente nelle Americhe e associata a gravi insufficienze respiratorie.

Perché c’è preoccupazione

Il timore nei confronti dell’Hantavirus deriva dalla capacità di alcune varianti di evolvere rapidamente verso quadri clinici severi. I sintomi iniziali (febbre, dolori muscolari, cefalea, nausea, vomito e stanchezza intensa) sono generici e facilmente confondibili con un’influenza comune e ciò rende complessa una diagnosi tempestiva.
Nella forma polmonare, a distanza di alcuni giorni possono insorgere tosse persistente, difficoltà respiratoria e accumulo di liquidi nei polmoni. In questi casi i tassi di letalità possono raggiungere il 35-38% nelle varianti più gravi.
A pesare sul quadro complessivo c’è anche l’assenza di una terapia antivirale mirata. Il trattamento è essenzialmente di supporto e punta a stabilizzare le condizioni del paziente, sostenere la funzione respiratoria e gestire le eventuali complicanze renali o cardiovascolari.

Va tuttavia precisato che, stando alle valutazioni degli esperti e dell’OMS, il rischio per la popolazione generale rimane basso e la trasmissione interumana è considerata del tutto eccezionale.

OMS conferma otto casi e tre decessi

Sono otto i casi accertati o sospetti legati al focolaio di Hantavirus. Lo ha comunicato il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Ghebreyesus, nel corso di una conferenza stampa, come riferito dalla Bbc. Cinque dei casi sono stati confermati, mentre i restanti tre restano ancora sotto indagine.
Il direttore generale ha inoltre ricordato come, nelle precedenti epidemie da Hantavirus, la trasmissione tra esseri umani si sia verificata soltanto con un contatto prolungato, circostanza che sembrerebbe ricorrere anche in questo caso.

L’OMS ha dichiarato di essere a conoscenza di altre segnalazioni su persone con sintomi compatibili che potrebbero aver avuto contatti con i passeggeri della nave e di essere in costante raccordo con le autorità sanitarie competenti. Tenuto conto che il periodo di incubazione della malattia può estendersi fino a sei settimane, non si esclude la comparsa di nuovi casi nelle prossime settimane. Ciononostante, l’organizzazione internazionale valuta il rischio per la salute pubblica complessivamente come basso.

Come prevenire il contagio da Hantavirus

Le indicazioni di OMS, CDC e Ministero della Salute puntano tutte nella stessa direzione, ridurre al minimo il contatto con i roditori e con i materiali che potrebbero essere stati contaminati. È fondamentale evitare qualsiasi esposizione a urine, saliva e feci di topi e ratti, così come non spazzare né aspirare la polvere in ambienti a rischio, per non disperdere nell’aria eventuali particelle virali. Prima di pulire locali chiusi a lungo inutilizzati, è consigliabile arieggiare per almeno trenta minuti. Durante le operazioni di pulizia e disinfezione è opportuno indossare guanti e mascherina, trattare le superfici con prodotti a base di candeggina e conservare alimenti e rifiuti in contenitori ermetici. Non va trascurato il controllo periodico di eventuali infestazioni da roditori, sia in casa che in ambienti di lavoro.

Gli esperti raccomandano inoltre di rivolgersi tempestivamente a un medico in caso di febbre improvvisa, dolori muscolari e difficoltà respiratorie, soprattutto se si è stati a contatto con roditori o con i loro escrementi.

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