Ampliare lo screening neonatale e costruire una rete regionale di odontoiatria solidale per le persone più fragili. Sono i due obiettivi dei nuovi progetti promossi dalla Regione Piemonte, dall’Assessorato e dalla Direzione Sanità insieme alla Consulta delle Fondazioni di Origine Bancaria del Piemonte e della Liguria, che mettono a disposizione complessivamente oltre 3,6 milioni di euro.
Le iniziative puntano a rafforzare due ambiti strategici della sanità pubblica: la diagnosi precoce delle malattie rare e l’accesso alle cure odontoiatriche per le fasce di popolazione più vulnerabili.
Il Piemonte amplia lo screening neonatale da 49 a 65 patologie individuabili alla nascita
«Con questi due progetti il Piemonte diventa la prima regione italiana per numero di patologie individuate alla nascita e compie un ulteriore passo avanti nella costruzione di una sanità che investe sulla prevenzione, sull’innovazione e sull’equità», ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi.
Secondo Marco Gilli, presidente della Consulta delle Fondazioni del Piemonte e della Liguria, «la filantropia non deve sostituirsi alla sanità pubblica, ma anticiparne i bisogni e sperimentare soluzioni che poi il sistema può fare proprie».
Screening neonatale: individuare 65 patologie alla nascita
Il progetto di ampliamento dello screening neonatale esteso, con capofila Fondazione Compagnia di San Paolo, consentirà di passare dalle attuali 49 a 65 patologie individuabili alla nascita.
L’iniziativa, della durata di 24 mesi, sarà gratuita e garantita in modo uniforme in tutti i punti nascita di Piemonte e Valle d’Aosta, indipendentemente dalla residenza e dalle condizioni economiche delle famiglie.
Su circa 50 mila nascite attese nei due anni e con un’adesione volontaria stimata al 95%, saranno sottoposti allo screening circa 47.500 neonati. Le stime indicano la possibilità di identificare circa 80 nuovi casi all’anno di patologie oggi non intercettate attraverso i programmi esistenti.
Il modello organizzativo prevede tre livelli:
- i punti nascita, dove viene effettuato il prelievo;
- l’hub analitico regionale presso l’Azienda Ospedaliera OIRM-Sant’Anna per l’analisi dei campioni;
- i centri clinici specialistici per la conferma diagnostica e la presa in carico dei bambini.
L’obiettivo è identificare le patologie nella fase più precoce possibile, quando gli interventi terapeutici possono modificare significativamente il decorso della malattia.
L’investimento previsto è di 3,4 milioni di euro in due anni. I dati raccolti contribuiranno inoltre a produrre evidenze utili per un possibile futuro inserimento dell’ampliamento del panel nei Livelli essenziali di assistenza (LEA).
Odontoiatria solidale: una rete per le persone vulnerabili
Il secondo progetto riguarda lo sviluppo di un modello regionale di odontoiatria solidale, con capofila Fondazione CRC e realizzato da Azienda Zero Piemonte.
L’iniziativa prevede un percorso di prevenzione, cura e follow-up odontoiatrico rivolto alle persone in condizioni di vulnerabilità: cittadini con reddito basso, persone senza dimora, anziani fragili, migranti e altri gruppi a rischio di esclusione.
Il progetto coinvolgerà almeno dieci partner territoriali, tra servizi sociali, enti del Terzo settore, strutture di accoglienza, medici di medicina generale e mediatori culturali, oltre a prevedere la creazione di un Albo regionale dei professionisti aderenti.
Una rete pubblico-terzo settore per offrire cure odontoiatriche alle fasce vulnerabili e prevenire accessi impropri
Nella prima fase sperimentale, della durata di 12 mesi, saranno prese in carico almeno 300 persone e saranno erogate oltre 1.000 prestazioni odontoiatriche.
Tra gli obiettivi anche la riduzione degli accessi impropri al pronto soccorso per problematiche odontoiatriche evitabili, stimata tra il 20 e il 30%, attraverso un modello strutturato e misurabile anche tramite un report di impatto sociale (SROI).
Il valore economico del progetto nel primo anno è pari a 205 mila euro.
Un modello di collaborazione pubblico-privato
Pur intervenendo su ambiti diversi, i due progetti condividono un approccio comune: utilizzare la collaborazione tra istituzioni e filantropia per sperimentare modelli innovativi, valutarne gli effetti e renderli potenzialmente replicabili all’interno del Servizio sanitario.
«La sanità pubblica deve saper cogliere e valorizzare le migliori esperienze innovative, sperimentarle e, quando producono risultati concreti, renderle patrimonio dell’intero sistema», ha sottolineato Riboldi.
Il Piemonte punta così a rafforzare una sanità orientata alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alla riduzione delle disuguaglianze nell’accesso alle cure.




