Roma sperimenta il “badante di condominio”, insieme a Farmacap, per un nuovo welfare urbano

di Ivana Barberini

A Roma prende forma un nuovo modello di assistenza di prossimità, pensato per rispondere a una delle trasformazioni sociali più evidenti: l’invecchiamento della popolazione e la crescente solitudine degli anziani. Con una delibera approvata all’unanimità dall’Assemblea capitolina, la città si prepara a sperimentare la figura del “badante di condominio”, un servizio leggero che punta a sostenere autonomia, relazioni e qualità della vita.

Dalle attività condivise nei cortili alle iniziative di quartiere, l’obiettivo è ricostruire legami e senso di comunità

Nelle grandi città, dove gli over 65 sono sempre più numerosi e spesso vivono soli, il tema dell’assistenza non è più rinviabile. «Stiamo andando verso il cosiddetto invecchiamento attivo», sottolinea Nella Converti a TrendSanità, Consigliera comunale, Presidente della Commissione Politiche sociali e della Salute, membro della commissione LL.PP. – Patrimonio Politiche Abitative – PP.OO e firmataria della delibera, ricordando come una parte crescente della popolazione anziana chieda non solo cure, ma strumenti per mantenere indipendenza e dignità «perché la vecchiaia non è una malattia».

A chi si rivolge

Nella Converti

Il progetto partirà nei prossimi mesi in alcune strutture di edilizia residenziale pubblica, per poi estendersi progressivamente. Il badante di condominio non sostituirà l’assistenza domiciliare né avrà compiti sanitari. Si occuperà piuttosto di attività quotidiane come consegna di farmaci, accompagnamento a visite e commissioni, piccoli aiuti domestici, ma soprattutto presenza e compagnia. Un supporto leggero, pensato per colmare quei vuoti che spesso né le famiglie né i servizi riescono a coprire.

«Molte persone anziane, anche autosufficienti, si trovano isolate», osserva ancora Converti. «Per questo è fondamentale costruire momenti di socialità, anche semplici».

Il ruolo di Farmacap

Al centro del progetto c’è il ruolo operativo di Farmacap, la rete delle farmacie comunali capitoline, chiamata a gestire uno degli aspetti più delicati della sperimentazione. Sarà infatti Farmacap a occuparsi della gestione del servizio sul territorio, con modalità da definire.
Una scelta non casuale. Le farmacie comunali rappresentano una rete capillare già integrata nel tessuto urbano e sociale della città, con una consolidata esperienza nei servizi rivolti agli anziani. Un sistema più snello rispetto ad altre strutture della pubblica amministrazione, capace di garantire prossimità e rapidità di intervento.

Enrico Cellentani

La scelta di affidare a Farmacap un ruolo nella sperimentazione nasce da un percorso già avviato negli ultimi anni. «La scelta è ricaduta su di noi perché, poco dopo l’insediamento della nuova gestione, abbiamo avviato una serie di attività a supporto dei servizi sociali, dell’assessorato e del dipartimento», spiega a TrendSanità Enrico Cellentani, presidente Farmacap.
A questo si aggiunge la presenza capillare sul territorio: «Abbiamo già i nostri sportelli sociali aperti e questo ha certamente aiutato, ha reso quasi naturale il coinvolgimento dell’azienda pubblica nella fase sperimentale».

Sui contenuti operativi del servizio, però, la prudenza resta massima. «Tutto quello che riguarda selezione, formazione, albo degli operatori sono aspetti strettamente contrattuali e disciplinati da linee guida in fase di elaborazione. Fattivamente ci si sta mettendo all’opera per capire come gestire questa sperimentazione». Un progetto ancora in evoluzione, ma già avviato.

Dalla farmacia dei servizi al presidio sociale sul territorio

Alla base del coinvolgimento di Farmacap c’è anche un cambiamento più ampio che ha investito il sistema farmacia negli ultimi anni. «La vera sliding door è stata il Covid», spiega il presidente. «In quel periodo le farmacie hanno dimostrato di poter offrire servizi anche quando altre strutture erano in difficoltà. Le farmacie hanno continuato a operare costantemente, ampliando progressivamente le proprie funzioni, dai tamponi ai vaccini. Farmacap presenta però una specificità. Essendo un ente pubblico comunale, ha sempre svolto anche un’attività di carattere sociale, un impegno che nel tempo si è evoluto, dalla telecompagnia e teleassistenza, inizialmente via telefono, fino agli sportelli sociali presenti oggi in 12 farmacie».

Farmacap è un ente pubblico comunale, con attività anche di carattere sociale

Si tratta di un servizio strutturato, realizzato in convenzione con Roma Capitale: «Ci sono psicologi, assistenti sociali, operatori. Si va dalla gestione di progetti specifici alle attività ordinarie di supporto. Un presidio che intercetta bisogni spesso difficili da individuare perché sono molte le persone che non sanno a chi rivolgersi o non hanno l’abitudine di chiedere aiuto».

Una consapevolezza che si accompagna anche a una rivendicazione: «Con un pizzico di orgoglio, perché per anni l’azienda è stata vista solo per le perdite economiche. Oggi, invece, il ruolo sembra cambiare, forse siamo meno competitivi sul piano commerciale, ma su altri fronti la partita possiamo giocarcela».

Sperimentazione al via, verso il welfare di prossimità

Il progetto partirà in forma gratuita per gli utenti selezionati, con un investimento iniziale di circa 100 mila euro. La fase sperimentale servirà a valutarne l’efficacia e la sostenibilità, con l’obiettivo, se i risultati saranno positivi, di estenderlo anche ai condomini privati.

Il progetto partirà in forma gratuita per gli utenti selezionati

In una città complessa come Roma, dove la solitudine degli anziani è una realtà diffusa, il badante di condominio si propone come un nuovo presidio sociale. «Vogliamo raggiungere quelle persone che sono totalmente senza nulla», conclude Converti. Un tassello di un welfare urbano che prova a reinventarsi, mettendo al centro non solo l’assistenza, ma anche la relazione.

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