Telemedicina, la Toscana definisce gli indirizzi per la presa in carico dei malati cronici

La telemedicina entra stabilmente nei percorsi di cura della sanità toscana. La Giunta regionale ha approvato nuovi indirizzi che definiscono modalità omogenee per l’utilizzo dei servizi di telemedicina nella cura e nella presa in carico delle persone con patologie croniche.

Gli ambiti prioritari individuati sono diabetologia, cardiologia, pneumologia, neurologia e oncologia. L’obiettivo è consentire, quando appropriato, lo svolgimento delle visite di controllo dal domicilio o dal presidio sanitario più vicino, riducendo gli spostamenti delle persone.

Televisite prioritarie per diabete, cardiologia, pneumologia, neurologia e oncologia

«Non vogliamo sostituire il rapporto diretto tra professionista e paziente – chiarisce l’assessora alla sanità della Toscana, Monia Monni -. L’obiettivo semmai è quello di rendere le cure più accessibili, coordinate e vicino alle persone». La telemedicina, aggiunge, «deve progressivamente diventare una componente ordinaria dell’organizzazione sanitaria e non un servizio separato. Lo facciamo con modalità omogenee per tutta la Toscana».

Dalla piattaforma alla definizione dei percorsi

La piattaforma regionale per visite e consulti da remoto è disponibile da luglio 2025. Superata la fase sperimentale, la Regione ha scelto di definire anche come e da chi la telemedicina possa essere utilizzata concretamente nei percorsi assistenziali.

Gli indirizzi sono stati elaborati insieme alle aziende sanitarie, all’agenzia regionale per la sanità e ai professionisti coinvolti.

Quando è possibile la televisita

La televisita potrà essere utilizzata per il controllo del diabete, dello scompenso cardiaco stabilizzato, delle patologie respiratorie, del Parkinson e delle demenze, anche con il supporto del caregiver, oltre che per alcuni follow-up oncologici.

Il ricorso alla televisita è previsto anche in alcune situazioni successive alla dimissione ospedaliera, per la restituzione degli esami e per il rinnovo o la modifica dei piani terapeutici.

La scelta tra televisita e visita in presenza spetta sempre al medico

Progressivamente il servizio sarà utilizzato anche nelle Rsa e negli istituti penitenziari, dove sono già in corso sperimentazioni.

La televisita non sostituisce automaticamente la visita in presenza. La scelta spetta al medico e il requisito fondamentale è che non sia necessario un esame obiettivo diretto o un accertamento diagnostico che richieda la presenza fisica.

Il servizio è rivolto soprattutto a pazienti già conosciuti e presi in carico, anche se in alcune situazioni può essere utilizzato per una prima valutazione.

Al termine della televisita viene prodotto un referto firmato digitalmente e inserito nel Fascicolo sanitario, rendendolo disponibile anche al medico di medicina generale.

Consulti a distanza tra più specialisti

Gli indirizzi regionali prevedono anche consulti da remoto tra professionisti, coinvolgendo due o più medici, anche appartenenti ad aziende sanitarie diverse.

Lo strumento è pensato in particolare per le persone con più patologie, consentendo al medico di famiglia di richiedere contemporaneamente il parere di uno o più specialisti.

I consulti a distanza coinvolgeranno più specialisti anche di aziende sanitarie diverse

Il consulto può servire a migliorare l’inquadramento diagnostico, impostare o modificare una terapia o gestire eventuali effetti collaterali. Quando non è necessario un esame diretto, questo modello può ridurre il numero di visite a cui deve sottoporsi il paziente e accelerare la risposta.

Per rendere possibile il coordinamento tra professionisti dovranno essere organizzate agende dedicate e sincronizzate.

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