Favorire la presa in carico trasversale dei pazienti affetti da malattie neurologiche attraverso il binomio telemedicina e case manager. È questo l’obiettivo del progetto “NeuroTeleCare” promosso dall’Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano grazie al sostegno della Fondazione F4S – Friends For Silvia.
Il case manager è l’infermiere specializzato che coordina e ottimizza il percorso di cura dei pazienti, una figura sempre più importante nella gestione del malato.
Attiva da quasi cinque anni, la piattaforma di telemedicina dell’Istituto Besta supporta ora anche “NeuroTeleCare” a rendere più efficiente e sicura la gestione dei dati. Il progetto favorisce la collaborazione tra professionisti (neurologi, fisiatri, genetisti, neurofisiologi…) e costruisce percorsi di cura sempre più personalizzati e partecipati.
Spiega il Professor Roberto Eleopra, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche, Fondazione IRCSS Istituto Neurologico Besta: «Il progetto è iniziato nel 2022 per le malattie neurodegenerative come il Parkinson. Tra giugno e settembre di quest’anno NeuroTeleCare viene applicato anche ai casi di tumori e malattie rare, sempre nell’ambito neurologico».
Il progetto è attivo per pazienti affetti da Parkinson, tumori e malattie rare
Questo progetto consente la presa in carico di circa 200 pazienti affetti da malattie neurologiche e neurodegenerative croniche, 100 pazienti con malattie neurologiche rare e circa 100 pazienti che presentano neoplasie del sistema nervoso centrale. Il case manager diventa quindi il punto di connessione tra tutte queste realtà, mentre la piattaforma consente di condividere documenti clinici, referti, richieste, in modo tracciabile e sicuro.
Prosegue il Professor Eleopra: «Il case manager ha il duplice ruolo di gestire il percorso terapeutico del paziente e affrontare le emergenze. Nel caso di un’emergenza, questo infermiere esegue infatti un triage, per stabilire il livello di urgenza del caso. Se si tratta di codice bianco, la situazione è gestita dal case manager stesso, se il codice è giallo viene organizzata una visita in telemedicina entro 72 ore, in caso di codice rosso c’è una visita in presenza. Su 5mila richieste ricevute da pazienti affetti da Parkinson, il 90% dei casi è stato risolto dal case manager. In tal modo è anche possibile stabilire una programmazione delle visite adeguata alla condizione del paziente.
Il 90% delle richieste ricevute da pazienti affetti da Parkinson è stato risolto dal case manager
«Con questo progetto i pazienti e caregiver hanno una risposta immediata e personalizzata dei loro problemi. Un altro vantaggio è evitare gli accessi inutili al Pronto Soccorso. Il case manager risolve le necessità assistenziali del paziente e gli appuntamenti successivi vengono fissati in base alle problematiche che insorgono. Ad esempio, se il paziente è a rischio cadute oppure ha problemi di sonno, o altre problematiche assistenziali, verrà indirizzato allo specialista di competenza del caso. Il progetto prevede anche un numero verde e una mail dedicati».
Il case manager può avere un ruolo importante anche nell’accompagnare pazienti e famiglie attraverso le fasi più delicate delle cure oncologiche che richiedono un percorso di cura più lungo e complesso.
“NeuroTeleCare” può diventare un modello di riferimento. Il progetto prevede infatti un’analisi degli impatti clinici, economici e organizzativi in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, al fine di mettere i risultati a disposizione del Sistema sanitario regionale per l’estensione delle applicazioni in altri contesti.
“NeuroTeleCare” può diventare un modello di riferimento per le patologie croniche
Aggiunge il Professor Eleopra: «Il progetto mira anche a raggiungere uno standard di cura per tutti i disturbi neurologici di tipo cronico favorendo la personalizzazione del percorso assistenziale di ogni singolo paziente. È prevista un’analisi di sistema a un anno di presa in carico di paziente. Questo progetto di telenursing dell’Istituto Neurologico Besta è seguito con molto interesse per valutare se sia un modello applicabile anche al di fuori delle patologie neurologiche».
«Il progetto NeuroTeleCare mostra concretamente come la tecnologia possa essere di supporto nella presa in carico di pazienti affetti da patologie croniche, pazienti che in Lombardia superano i tre milioni – sottolinea Mario Melazzini, Direttore Generale Welfare di Regione Lombardia.
Il progetto di telenursing è seguito con interesse per valutarne l’applicabilità al di fuori delle patologie neurologiche
L’Istituto Besta è una realtà monotematica neurologica con all’interno competenze specialistiche che collaborano per offrire un approccio integrato al paziente. È quindi fondamentale un coordinamento sempre più stretto tra neurologi, fisiatri, genetisti, neurofisiologi, farmacisti e tutto questo sarà possibile attraverso l’innovativo ruolo del case manager. La sua figura renderà il lavoro più fluido e organizzato. Allo stesso tempo, il rapporto con il territorio, resta centrale per una presa in carico efficace».
La telemedicina, un settore in crescita
Telemedicina: i numeri sono in crescita, ma c’è ancora strada da percorrere. Secondo Grand View Research, il mercato globale della telemedicina è in piena espansione: nel 2024 ha superato i 140 miliardi di dollari e le stime parlano di oltre 380 miliardi entro il 2030.
In Italia la televisita è usata dal 36% degli specialisti e dal 52% dei medici di base
E in Italia? Secondo l’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano, la televisita è usata dal 36% degli specialisti e dal 52% dei medici di base, mentre il telemonitoraggio coinvolge circa un terzo dei professionisti. Ma spesso l’utilizzo è ancora saltuario, non pienamente integrato nei percorsi di cura.
Sul fronte pazienti, solo il 12% ha sperimentato un telemonitoraggio, mentre la comunicazione con il medico passa ancora per canali poco sicuri come WhatsApp (usato dal 59% dei pazienti per inviare referti). Un approccio che espone a rischi di privacy e aggiunge carico di lavoro al professionista.






