Salute mentale, PANSM accolto positivamente. E ora avanti con le riforme

A TrendSanità le voci dei professionisti della salute mentale: psichiatri e psicologi condividono valutazioni positive sul Piano di Azioni Nazionale per la Salute Mentale 2025‑2030, tra risorse dedicate e nuovi percorsi di presa in carico

La salute è una sola, e la salute mentale è parte integrante della salute globale: il nuovo Piano di Azioni Nazionale per la Salute Mentale 2025‑2030 (PANSM) nasce proprio da questa prospettiva. Dopo anni di attese e rinvii, a fine 2025 il Piano è stato approvato dalla Conferenza Unificata, segnando un cambio di passo significativo.

Tra le novità principali: un quadro nazionale unitario, il rafforzamento del ruolo pubblico dei Dipartimenti di Salute Mentale, l’integrazione concreta tra ospedale e territorio, percorsi strutturati per i pazienti autori di reato e risorse economiche specifiche per sostenere i servizi.

Il PANSM rafforza l’integrazione ospedale-territorio e i percorsi di cura personalizzati

Le risorse sono già stanziate: la legge di bilancio 2026 prevede 80 milioni di euro per il 2026, 85 milioni per il 2027 e 90 milioni per il 2028, destinati alle azioni di prevenzione, diagnosi, cura e assistenza indicate nel Piano. A questi si aggiungono 30 milioni annui per l’assunzione di personale sanitario e sociosanitario, con l’obiettivo di rafforzare la presenza sul territorio e sostenere concretamente i servizi di salute mentale.

Positive le reazioni delle categorie professionali coinvolte nell’attuazione del PANSM

Guido Di Sciascio

Spiega Guido Di Sciascio, Presidente SIP (Società Italiana di Psichiatria) a TrendSanità: «Accogliamo con favore l’approvazione del PANSM  2025–2030. È un passaggio atteso e significativo, che consente finalmente al nostro Paese di dotarsi di un quadro strategico aggiornato e condiviso dopo oltre un decennio. Il Piano offre una visione unitaria e moderna dell’assistenza, riconosce la salute mentale come componente essenziale della salute globale e pone le basi per rafforzare l’integrazione tra servizi e garantire percorsi di cura più continui, equi e centrati sulla persona».  

Non mancano però le criticità. «La vera sfida, ora, è l’attuazione – chiarisce Di Sciascio – Il Piano potrà colmare ritardi storici solo a condizione che venga applicato in modo coerente e omogeneo su tutto il territorio nazionale. Il rischio, come spesso accaduto in passato, è che indicazioni programmatiche condivise restino disomogenee nella loro traduzione pratica. Per questo è fondamentale rafforzare i servizi e sostenere il lavoro quotidiano dei professionisti, affinché i principi enunciati possano diventare cambiamenti concreti e misurabili».  

Il PANSM introduce per la prima volta uno stanziamento dedicato e strutturato alla salute mentale

Le risorse economiche per sostenere i progetti del PANSM sono un aspetto fondamentale per il loro successo. Commenta Di Sciascio: «Il PANSM introduce per la prima volta uno stanziamento dedicato e strutturato alla salute mentale: parliamo di 260 milioni di euro in tre anni, un fatto senza precedenti nella storia recente del nostro Paese. Non era mai accaduto che la salute mentale trovasse una collocazione così esplicita all’interno della legge di bilancio, e questo rappresenta un segnale politico e istituzionale di grande rilevanza. Detto questo, le risorse previste costituiscono un primo passo importante, ma non possono da sole colmare il divario accumulato in oltre vent’anni di progressivo impoverimento dei servizi. Per rafforzare davvero il servizio pubblico sarà fondamentale che questi finanziamenti si traducano in interventi concreti su personale, organizzazione e rete dei servizi, e che l’impegno economico venga reso stabile e coerente con gli obiettivi indicati dal Piano».

Ed è quindi ora di mettersi al lavoro. Quello che è urgente fare è chiaro. «Presa in carico precoce, attenzione ai bisogni delle giovani generazioni e personalizzazione degli interventi – spiega Di Sciascio – Centrale è il ruolo dei Dipartimenti di Salute Mentale come perno di una rete integrata sanitaria e sociale. Come Società Scientifica siamo pronti a sostenere questo percorso, mettendo a disposizione competenze cliniche, formative e di ricerca, affinché il Piano possa tradursi in un miglioramento reale della qualità delle cure e della tutela dei diritti delle persone con disturbi mentali e delle loro famiglie».

Le valutazioni dei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura

Tradurre il piano nella pratica clinica e organizzativa è ora compito dei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC), riunitisi recentemente a Bergamo per fare il punto sulle nuove prospettive e le future attività.

Emi Bondi

Spiega Emi Bondi, presidente Coordinamento Nazionale SPDC: «Negli ultimi anni si è parlato molto di salute mentale come di un’emergenza montante che ha colpito gruppi diversi di popolazione. Tra questi, in particolare, adolescenti, in merito a un maggior bisogno di cure, al rischio suicidario e a una risposta da parte dei servizi spesso inadeguata; utilizzatori di nuove sostanze d’abuso, che rappresentano un fattore di incremento delle emergenze comportamentali, degli accessi in pronto soccorso e della psicopatologia. E poi migranti, come area di soggetti esposta a specifici fattori di stress che richiedono assistenza dedicata nell’area della salute mentale; soggetti autori di reato nelle carceri e nei percorsi psichiatrico-forensi, con la necessità di garantire specifici percorsi di cura che assicurino salute e sicurezza. Infine anziani, con particolare riferimento a soggetti fragili, soli e non autosufficienti». 

Psicologi componente essenziale del Servizio Sanitario Nazionale

Il PANSM arriva alla fine di un lungo percorso di confronto, un lavoro che ha coinvolto anche il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP), i coordinamenti territoriali e i gruppi di lavoro dedicati.

Con il nuovo Piano viene rafforzato il ruolo della psicologia come componente essenziale del Servizio Sanitario Nazionale.

Maria Antonietta Gulino

Il commento del CNOP, nelle parole della presidente Maria Antonietta Gulino a TrendSanità, è positivo: «Esprimiamo soddisfazione per il nuovo Piano, il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha fatto bene a investire nell’ambito della salute mentale, dimostrando di avere a cuore questa emergenza».

Tra gli aspetti che il CNOP considera più significativi nel PANSM figurano la definizione più attenta della funzione dello psicologo nei consultori, il riconoscimento della Psicologia di Assistenza Primaria come servizio di prossimità nei Distretti sanitari e nelle Case della Comunità, e il ruolo delle Scuole di Specializzazione pubbliche.

Prosegue Gulino: «Lo psicologo di Assistenza Primaria è un nuovo servizio per il cittadino. È un intervento di prevenzione e prossimità a contatto con la persona. Grazie a un intervento precoce si vuole evitare anche abusi o uso inappropriato degli psicofarmaci da parte delle persone. Il Servizio psicologico di base esiste già in diverse Regioni con risultati molto soddisfacenti, ma ci auguriamo che si estenda a tutto il territorio nazionale. Quanto ai Consultori, dopo le novità introdotte dalla riforma Cartabia, va ricordato che gli psicologi lavorano per accompagnare lo sviluppo del bambino o del ragazzo minorenne, sostenendo anche i genitori. Lo psicologo del consultorio deve poter favorire percorsi di cura e non valutare da un punto di vista peritale (obiettivi specifici degli psicologi forensi)». L’attività professionale del perito, infatti, è quella di fornire un parere tecnico-valutativi in sede legale.

Psicologia e prevenzione precoce diventano centrali per rispondere ai bisogni della comunità

«Scuole di specializzazione pubbliche: è un bene che siano state incluse nel PANSM. – commenta ancora Gulino – Abbiamo fatto un lavoro positivo con il professor Alberto Siracusano, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e coordinatore del tavolo tecnico sulla salute mentale insieme al dottor Giuseppe Nicolo (coordinatore vicario)».

Non poteva mancare un accenno alle risorse economiche necessarie. «Il Piano è finanziato per i prossimi anni. Ci attendiamo che l’attività degli psicologi del territorio sia accompagnata da risorse continuative e adeguate per affrontare l’emergenza psicologica e intervenire precocemente su ogni fascia della popolazione, bambini, giovani, adulti e anziani» è l’augurio della Presidente del CNOP.

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Alessandra Margreth
Giornalista professionista, esperta di temi salute e sanità