La relazione di cura come risorsa: 34 centri certificati con il progetto Perla

Un “bollino” di qualità per le strutture sanitarie che valorizzano la relazione di cura: è quanto attribuito a 34 centri sulla base della valutazione di oltre 1.600 pazienti in 9 regioni italiane, durante il Convegno “La cura a misura di persona” all’Istituto Superiore di Sanità.

Il progetto Perla, promosso dall’associazione CuraPerlaPersona, è la prima certificazione che valuta la qualità della relazione e della comunicazione nei servizi sanitari attraverso l’esperienza diretta dei pazienti. Il progetto si avvale del contributo metodologico di un Board scientifico che include Istituto Superiore di Sanità, Agenas, Simen (Società italiana di medicina narrativa), Ordini degli infermieri e dei medici, Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere, Uniamo-Federazione italiana delle malattie rare e Cittadinanzattiva.

La visione dell’ISS sulla cura

«Negli ultimi anni – sottolinea Rocco Bellantone, presidente dell’Iss – il Servizio Sanitario Nazionale è chiamato a confrontarsi con trasformazioni profonde. In questo contesto diventa sempre più importante interrogarsi non soltanto su quali interventi offrire, ma anche su come i sistemi sanitari riescano ad accompagnare le persone nei loro percorsi di cura».

Un servizio sanitario non si valuta soltanto attraverso indicatori clinici e organizzativi, ma anche attraverso il punto di vista delle persone

«Molte strutture sanitarie – aggiunge Andrea Piccioli, direttore dell’Iss – hanno scelto di partecipare al percorso di valutazione previsto dal progetto Perla. Significa riconoscere che un servizio sanitario non si valuta soltanto attraverso indicatori clinici e organizzativi, ma anche attraverso il punto di vista delle persone».

«La cura – rileva Amalia Egle Gentile, responsabile del laboratorio di Health Humanities dell’Iss – è sempre un processo complesso, che coinvolge conoscenze, organizzazioni, tecnologie, ma anche esperienze, emozioni e significati. Parlare di cura a misura di persona significa costruire sistemi sanitari capaci di riconoscere e valorizzare le relazioni che attraversano i percorsi di cura».

I risultati dell’edizione 2026 di Perla

La seconda edizione della certificazione ha raccolto 1.684 valutazioni da pazienti di 9 regioni, coprendo numerose specialità cliniche: oncologia, cardiologia, neurologia, ginecologia, gastroenterologia, psichiatria, chirurgia, riabilitazione, RSA e cure palliative. Il Lazio è la regione più rappresentata con 17 servizi certificati.

I dati mostrano livelli molto elevati di soddisfazione: il 97,6% valuta positivamente l’assistenza complessiva, il 97,3% la comunicazione con il personale e il 97% si è sentito accolto come persona. Il 98,6% tornerebbe nello stesso centro e il 99,2% consiglierebbe i professionisti ad altri pazienti.

Continuità della relazione e strumenti di contatto

Lo studio ha rilevato come la comunicazione a distanza sia prevalentemente telefonica (78,6%), seguita da e-mail (34%) e messaggi SMS o WhatsApp (26,7%). L’uso della telemedicina resta marginale (2,4%).

Si evidenzia anche un’attenzione crescente alla qualità della vita dei pazienti: consigli su alimentazione (59,8%), sonno (38,7%), attività fisica (37,4%) e gestione delle relazioni familiari (34,6%).

Valorizzare l’ascolto e la fiducia

«Più di 1.000 pazienti in Regioni e contesti assistenziali molto diversi attribuiscono costantemente il massimo dei voti alla relazione di cura – rileva Cristina Cenci, fondatrice di DNM-Digital Narrative Medicine e co-ideatrice di Perla – L’ascolto, la comunicazione, la personalizzazione non dipendono dalla sensibilità individuale dei singoli professionisti, ma sono parte integrante del modello organizzativo».

«Perla – prosegue Stefania Polvani, co-ideatrice del progetto – restituisce visibilità a ciò che in sanità rischia di restare invisibile: l’ascolto, la fiducia, il tempo dedicato a capire chi si ha di fronte. Il lavoro ora è fare in modo che diventino la norma, non l’eccezione».

Il Premio Perla

Dal progetto nasce anche il Premio Perla, assegnato alla struttura che meglio comunica l’attenzione alla relazione di cura con un video-racconto.
Nel 2026 il riconoscimento è stato assegnato a Paideia International Hospital, Unità Operativa di Oncologia, per aver raccontato la propria realtà orientata alla relazione con i pazienti.

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