Assistenza protesica e LEA: verso una riforma equa, uniforme e sostenibile del sistema

In occasione del convegno “Assistenza protesica e LEA – Verso una riforma equa e sostenibile del sistema”, promosso presso il Senato della Repubblica su iniziativa del Senatore Bartolomeo Amidei, FIOTO, ANTOI e la Commissione di Albo Nazionale dei Tecnici Ortopedici intendono sottoporre all’attenzione delle istituzioni le principali istanze del comparto ortoprotesico, alla luce delle criticità emerse nell’attuazione dei LEA 2017 e delle profonde evoluzioni normative, tecnologiche e organizzative intervenute negli ultimi anni.

Protesi, ortesi e ausili devono essere considerati strumenti sanitari inseriti all’interno di un percorso assistenziale complesso e personalizzato

L’assistenza protesica rappresenta un ambito essenziale del Servizio sanitario nazionale, attraverso il quale vengono garantiti tutela della salute, recupero funzionale, autonomia personale, inclusione sociale e prevenzione delle complicanze a persone con disabilità, pazienti cronici, soggetti neurologici, anziani e persone affette da patologie degenerative o esiti amputativi.

Il comparto ritiene necessario ribadire che protesi, ortesi e ausili non possano essere considerati semplici forniture tecniche o beni standardizzati, ma strumenti sanitari inseriti all’interno di un percorso assistenziale complesso e personalizzato, che comprende valutazione clinica, progettazione, personalizzazione, adattamento, collaudo, follow-up e monitoraggio degli esiti funzionali.

A quasi dieci anni dall’entrata in vigore del DPCM 12 gennaio 2017 sui Livelli Essenziali di Assistenza, l’esperienza applicativa maturata sul territorio nazionale evidenzia il permanere di rilevanti criticità strutturali che rendono non più rinviabile una revisione organica dell’assistenza protesica.

A quasi dieci anni dall’entrata in vigore del DPCM sui LEA permangono rilevanti criticità strutturali sull’assistenza protesica

Persistono infatti significative disomogeneità regionali nei criteri di qualificazione delle strutture erogatrici, nei requisiti organizzativi, nelle modalità di erogazione delle prestazioni e nell’interpretazione delle disposizioni normative, con conseguenti differenze nell’accesso alle cure e nella qualità dell’assistenza garantita ai cittadini.

Allo stesso tempo, il sistema tariffario vigente risulta non pienamente coerente con i costi reali dei dispositivi medici su misura, con la crescente complessità tecnologica del settore, con gli adempimenti introdotti dal Regolamento (UE) 2017/745 e con il tempo clinico-assistenziale necessario alla presa in carico della persona. Le organizzazioni firmatarie evidenziano come il valore dell’assistenza protesica non possa essere determinato esclusivamente dal dispositivo finale o dai materiali utilizzati, ma debba necessariamente comprendere l’intero processo sanitario e professionale che accompagna la personalizzazione del dispositivo e la continuità assistenziale del paziente. L’attuale modello organizzativo appare ancora prevalentemente centrato sul prodotto, mentre l’evoluzione del sistema richiede oggi un approccio fondato sulla presa in carico multidisciplinare, sulla responsabilità sanitaria, sulla qualità organizzativa delle strutture, sulla tracciabilità del percorso assistenziale e sulla misurazione degli esiti di salute.

Il sistema tariffario e il nomenclatore dell’assistenza protesica necessitano di una revisione

Anche il nomenclatore dell’assistenza protesica necessita di una revisione strutturale e periodica, capace di recepire in modo appropriato l’innovazione tecnologica, i nuovi materiali, i processi avanzati di personalizzazione e l’evoluzione dei percorsi riabilitativi.

FIOTO, ANTOI e la Commissione di Albo Nazionale dei Tecnici Ortopedici riconoscono l’importanza del percorso di aggiornamento avviato attraverso l’Atto del Governo n. 391 relativo al primo aggiornamento del DPCM LEA 2017. Tuttavia, il comparto ritiene che gli interventi previsti risultino ancora limitati e non affrontino in maniera organica le principali criticità applicative, organizzative ed economiche che caratterizzano oggi l’assistenza protesica. Permane, in particolare, la necessità di intervenire in modo strutturale sull’uniformità nazionale dei criteri di erogazione, sulla definizione di standard minimi omogenei per autorizzazione e accreditamento delle strutture, sulla revisione complessiva degli elenchi dell’Allegato 5 e sulla sostenibilità economica dei percorsi di personalizzazione e presa in carico.

Le organizzazioni firmatarie ritengono pertanto prioritario avviare una revisione organica dei LEA protesica fondata su principi essenziali e condivisi:

  • è necessario riconoscere il valore sanitario dell’intero percorso assistenziale, superando una visione limitata alla sola fornitura del dispositivo e valorizzando tutte le componenti cliniche, tecniche e professionali che contribuiscono alla qualità dell’assistenza;
  • occorre garantire standard nazionali uniformi per autorizzazione, accreditamento, requisiti strutturali e organizzativi delle strutture erogatrici, al fine di assicurare qualità, appropriatezza e parità di accesso alle prestazioni sull’intero territorio nazionale;
  • si ritiene inoltre indispensabile introdurre un sistema stabile, trasparente e periodico di revisione tariffaria, fondato su analisi reali dei costi organizzativi e produttivi, sulla valorizzazione del tempo clinico-assistenziale e sulla sostenibilità dei percorsi di presa in carico;
  • le organizzazioni firmatarie ritengono altresì necessario istituire un Tavolo tecnico permanente con il coinvolgimento del Ministero della Salute, delle Regioni, della Commissione LEA, degli Ordini professionali, delle Società scientifiche e delle rappresentanze del settore, finalizzato a garantire un confronto strutturato e continuativo sui processi di aggiornamento dell’assistenza protesica.
  • si richiama inoltre l’attenzione sul ruolo centrale del Tecnico Ortopedico quale professionista sanitario responsabile della progettazione, personalizzazione, sicurezza e appropriatezza tecnica dei dispositivi medici su misura, nonché della qualità e continuità del percorso assistenziale;
  • si sottolinea infine l’importanza di sviluppare modelli di valutazione fondati sugli esiti clinici e funzionali, attraverso indicatori capaci di misurare recupero funzionale, autonomia, prevenzione delle complicanze, riduzione delle cadute e contenimento dei ricoveri evitabili.

FIOTO, ANTOI e la Commissione di Albo Nazionale dei Tecnici Ortopedici confermano la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni nazionali e regionali affinché possa essere avviato un percorso condiviso di riforma dell’assistenza protesica, coerente con il Regolamento (UE) 2017/745, sostenibile per il Servizio Sanitario Nazionale e realmente centrato sulla persona, sulla qualità dell’assistenza e sugli esiti di salute.

Può interessarti