Osservatorio Salute Benessere e Resilienza: nuove fragilità sociali e sostenibilità del SSN

Il Servizio sanitario italiano si trova davanti a una trasformazione profonda, determinata da cambiamenti demografici, epidemiologici, sociali, tecnologici e ambientali. È il quadro delineato dal IV Rapporto dell’Osservatorio Salute, Benessere e Resilienza (OSBR) della Fondazione RiES ETS, presentato al Senato nel corso del convegno “La salute che cambia: nuovi bisogni, nuove risposte”, promosso su iniziativa del Senatore Francesco Zaffini, Presidente della 10ª Commissione permanente del Senato.

Attraverso l’Indice di Vicinanza della Salute (IVS®), che analizza l’evoluzione del sistema lungo 72 indicatori dal 2010 al 2025, il Rapporto evidenzia un quadro caratterizzato da luci e ombre: mentre resistono gli ambiti più strettamente legati all’erogazione delle prestazioni sanitarie, emergono criticità legate alla sostenibilità futura del sistema, all’equità territoriale e alle condizioni sociali in cui vivono le persone.

Isolamento, salute mentale e fragilità relazionali: gli effetti persistenti del post-pandemia

A cinque anni dalla fase più acuta della pandemia, alcuni indicatori sociali non sono ancora tornati ai livelli precedenti al 2020. L’isolamento sociale resta a 84 punti rispetto agli 86 del 2019, la coesione sociale è scesa a 93 rispetto ai 102 pre-pandemici, mentre l’indicatore relativo alla salute mentale registra un calo da 107 nel 2023 a 101 nel 2025.

A cinque anni dalla fase più acuta della pandemia, alcuni indicatori sociali non sono ancora tornati ai livelli precedenti al 2020

Secondo il Rapporto, l’indebolimento delle reti familiari e di prossimità, aggravato dall’invecchiamento della popolazione e dalle migrazioni interne, riduce la capacità delle famiglie di assistere le persone più fragili, alimentando il fenomeno della non autosufficienza sommersa.

«La transizione demografica e la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale sono oggi due facce della stessa sfida — ha dichiarato il Senatore Francesco Zaffini, Presidente della 10ª Commissione permanente (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) del Senato della Repubblica —. La società che invecchia impone al legislatore di accelerare sull’integrazione sociosanitaria e sulla piena attuazione del Sistema Nazionale per la popolazione Anziana Non Autosufficiente. Il IV Rapporto OSBR offre una base scientifica preziosa per orientare le scelte di politica pubblica».

Carenza di professionisti, rinuncia alle cure e divari territoriali

Il Rapporto evidenzia anche le difficoltà organizzative del sistema sanitario. I medici di medicina generale passano da 7,6 ogni 10.000 abitanti nel 2012 a 6,7 nel 2022, mentre cresce la quota dei medici con massimale di assistiti, dal 27,3% al 47,7%.

Aumenta inoltre la rinuncia alle prestazioni sanitarie, che nel 2024 riguarda il 9,9% della popolazione, pari a circa sei milioni di persone, contro il 6,3% del 2019. Persistono anche importanti differenze territoriali nella capacità economica dei cittadini, con il Mezzogiorno che presenta un gettito IRPEF pro capite pari al 73% della media nazionale, contro il 129% del Nord, con ricadute sulla possibilità di accedere alle cure anche attraverso forme integrative.

Le nuove risposte: integrazione sociosanitaria, welfare complementare e digital health

Di fronte a questo scenario, il Rapporto individua la necessità di un cambio di paradigma. «La metafora cardine del Rapporto — nuovi bisogni, nuove risposte — sintetizza la necessità di un cambio di paradigma assistenziale», spiega Duilio Carusi, Coordinatore scientifico dell’Osservatorio Salute, Benessere e Resilienza.

«Servono nuove risposte su tre direttrici strettamente interconnesse: la definizione dell’integrazione sociosanitaria come superamento della frammentazione tra dimensione sanitaria e sociale; l’estensione del welfare sanitario integrativo come pilastro complementare e non sostitutivo del SSN, da governare con strumenti fiscali e regolatori adeguati; la riforma dei caregiver da sviluppare anche attraverso l’individuazione di nuove figure a contrasto del crescente burden sociale».

Le disuguaglianze di salute non sono un effetto collaterale della transizione, ma il suo principale fattore di accelerazione

Anche Chris Brown, Head del Venice Office for Investment for Health and Development dell’OMS Europa, richiama il tema delle disuguaglianze: «Le disuguaglianze di salute non sono un effetto collaterale della transizione, ma il suo principale fattore di accelerazione. Investire in equità economica, sociale e digitale è oggi la più efficace politica di salute pubblica».

Sulla necessità di superare le disparità territoriali si è soffermato anche Angelo Tanese, Direttore generale di AGENAS: «Il Rapporto della Fondazione RiES mette bene a fuoco l’evoluzione dei bisogni di salute della popolazione italiana, e al tempo stesso, le sfide che il nostro sistema di welfare è chiamato ad affrontare superando la frammentazione delle competenze istituzionali e le disparità territoriali. Oggi implementando il modello delle Case della Comunità e la completa digitalizzazione del sistema dobbiamo ridurre progressivamente le distanze geografiche, sociali e organizzative che ancora limitano l’accesso alle cure, e far sì che nessun cittadino si senta abbandonato o lasciato solo».

Tra le direttrici indicate dal IV Rapporto OSBR figurano inoltre la social prescription, il rafforzamento della health literacy, il coinvolgimento dei giovani, la valorizzazione degli asset del territorio e una maggiore armonizzazione tra LEA, LEP e LEPS.

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