Jazz’Inn, il modello di innovazione collaborativa che mette al centro territori, comunità e persone

La decima edizione del Living Lab di Fondazione Ampioraggio fa tappa a Ostra (29 giugno - 3 luglio) e a Roma (9- 13 novembre). Tema: "Umanità aumentata. Persone oltre la tecnologia"

Oltre 90 milioni di euro di ricadute economiche, centinaia di partnership, nuovi progetti territoriali e reti nazionali tra pubblico e privato. Sono questi i numeri che Jazz’Inn porta in dote alla sua decima edizione. Il Living Lab nazionale ideato da Fondazione Ampioraggio quest’anno raddoppia: prima tappa a Ostra (AN), dal 29 giugno al 3 luglio, poi a Roma, dal 9 al 13 novembre all’Acquario Romano, con Jazz’Inn Capitale. Due appuntamenti complementari per rappresentare la doppia anima dell’Italia (borghi, cuore del saper fare, e metropoli, hub di servizi e ricerca) e costruire ponti concreti tra territori troppo spesso distanti.

A raccontare il percorso di Jazz’Inn 2026 sarà anche TrendSanità, media partner dell’iniziativa, che seguirà le due tappe del Living Lab, offrendo approfondimenti, interviste e contenuti dedicati ai temi del rapporto tra tecnologia, territori e persone.

Jazz’Inn è un living lab che connette startup, istituzioni e territori per trasformare l’innovazione in progetti concreti

La presentazione ufficiale si è tenuta il 12 giugno in Campidoglio alla presenza delle istituzioni romane, della sindaca di Ostra, di imprese, startup e innovatori. Un segnale politico preciso: l’innovazione non è più un tema riservato alle grandi città, ma una sfida che attraversa l’intero Paese.

La PA come abilitatore, non come spettatore

Federica Fanesi, Riccardo Corbucci, Antonella Melito

«Siamo molto felici come Roma Capitale di ospitare a novembre la seconda tappa di Jazz’Inn 26 insieme a Fondazione Ampioraggio. Stiamo costruendo un grande evento che ospiterà tantissime realtà associative, startup, aziende, istituzioni. Saranno presenti numerosi amministratori provenienti da tutto il resto d’Italia per parlare insieme non solo di innovazione tecnologica ma di innovazione sociale e dell’importanza di dar voce ai territori nella trasformazione che stiamo vivendo in questi anni», ha sottolineato Riccardo Corbucci, Presidente Commissione Innovazione Tecnologica Roma Capitale che aggiunge: «La pubblica amministrazione deve essere abilitatore delle innovazioni, non soggetto passivo. Deve creare ecosistemi e garantire che il valore generato dall’innovazione sia per tutti. La co-progettazione è essenziale per disegnare insieme la città e la tecnologia, ormai pervasiva, deve tenere conto dei bisogni e delle necessità dei cittadini che devono usarla».

Una posizione condivisa dalla Vicepresidente della stessa Commissione, Antonella Melito, che ha evidenziato l’importanza di un progetto di co-intelligenza urbana e della visione di una mano pubblica sull’innovazione e che inquadra Jazz’Inn come metodo prima ancora che come evento. «Roma sa guardare al futuro senza perdere il legame con la storia. Jazz’Inn nasce dall’incontro di competenze sui territori: non è solo un evento, ma un laboratorio permanente che mette in relazione mondi che non sempre dialogano tra loro, come università, istituzioni, start-up, amministrazione. La tecnologia può ampliare le qualità umane, ridurre le disuguaglianze e creare nuove opportunità. Il futuro si costruisce insieme, guardando avanti senza perdere di vista l’intelligenza umana».

Dieci anni di territori, bisogni reali e intelligenza collettiva

Il decennale di Jazz’Inn è anche l’occasione per fare un bilancio di un modello che ha saputo tenere insieme tre dimensioni spesso separate. Come spiega Guglielmo De Gennaro, Presidente del Comitato Scientifico di Fondazione Ampioraggio: «Innovazione tecnologica, intelligenza collettiva, sviluppo sostenibile sono elementi che si collegano nei territori, dove vivono le persone, e che si sono incontrati in dieci anni di Jazz’Inn. Quando si parla di bisogni reali, occorre mettere sul tavolo i fabbisogni e chi ha le idee per risolverli».

La formula, spiega Giuseppe De Nicola, Direttore Generale della Fondazione, non è quella della fiera o del convegno tradizionale. «Jazz’Inn è un living lab dell’innovazione. Partiamo dagli innovatori per approfondire tematiche di vario genere e offriamo un laboratorio di rigenerazione e sperimentazione. Roma è una vetrina nazionale: le idee condivise da tutta Italia diventeranno interventi e politiche sul futuro». L’innovazione tecnologica è solo uno strumento, il fine ultimo è l’uomo. Un messaggio che si ritrova potente nell’enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, pubblicata il 25 maggio.

L’innovazione tecnologica è solo uno strumento, il fine ultimo è l’uomo

«Il tema di Jazz’inn 2026 “Umanità Aumentata. Persone oltre la tecnologia” entra in una sorprendente e profonda comunione con la prima enciclica di Papa Leone XIV, ‘Magnifica Humanitas’ – aggiunge De Nicola. Leggendone le prime sintesi ho ritrovato una visione che nasce dalla stessa consapevolezza: la tecnologia non può essere il fine del progresso umano, ma restare uno strumento al servizio della persona, delle comunità e della dignità umana. L’enciclica di Leone XIV afferma che l’intelligenza artificiale non è ‘di per sé un male’, ma non è nemmeno neutrale, perché assume il volto di chi la progetta, la finanzia, la governa e la utilizza. È esattamente il punto da cui parte Jazz’Inn: non celebrare la tecnologia come mito, ma creare spazi in cui persone, territori, imprese, startup, istituzioni e comunità possano interrogarsi insieme su quale umanità costruire nell’era dell’AI e come metterla a disposizione delle esigenze centrali del Paese: reddito, competenze, salute, rigenerazione, benessere, futuro sostenibile».

Ostra: il debito morale come motore del cambiamento

La prima tappa marchigiana non è scelta per caso. Ostra è il primo socio di Fondazione Ampioraggio e aveva già partecipato all’edizione 2025 come portatore di sfida territoriale. La sindaca Federica Fanesi si è detta grata di vedere presto il suo borgo trasformato in un laboratorio diffuso di innovazione che ospiterà imprese, startup, pubbliche amministrazioni, investitori, ricercatori e stakeholder chiamati a confrontarsi su sfide reali e soluzioni concrete e racconta la spinta profonda che ha portato il borgo a candidarsi come sede del decennale. «Vogliamo creare un ponte ideale con la capitale, ma anche un collegamento concreto per le buone pratiche e le idee per risolvere i problemi. Il motore per intraprendere questo percorso è il debito morale che sentiamo verso i nostri imprenditori, dopo l’alluvione del 2022. In quel caso, gli imprenditori hanno perso tutto, materiali, edifici, tutto, ma hanno rimesso in piedi la loro azienda decidendo di restare sul territorio e di non arrendersi. La possibilità di incontrare altri imprenditori che arrivano da diversi territori è una bella opportunità».

Ostra, dunque, non vuole solo ospitare un evento, vuole guidare il cambiamento. “Umanità aumentata”, il tema scelto per il 2026, è anche la cifra di questa ambizione, spingere lo sguardo più lontano, senza rinunciare alla propria storia

Dal 29 giugno al 3 luglio Ostra diventerà un vero e proprio “demo smart lab”

Per cinque giorni il centro storico del borgo marchigiano ospiterà quindi tavoli di lavoro, open talk, keynote speech, startup challenge, laboratori di innovazione e momenti di networking informale, trasformando piazze, spazi culturali e luoghi della comunità in ambienti di confronto aperto tra pubblico e privato. Un modello che supera la logica dell’evento tradizionale per favorire relazioni autentiche, progettualità condivise e nuove connessioni tra persone, imprese e istituzioni. Ostra diventa così un vero e proprio “demo smart lab”, grazie al contributo di alcune realtà appartenenti all’ecosistema di Fondazione Ampioraggio che trasformeranno il borgo in uno spazio di sperimentazione tecnologica applicata ai territori,

Il programma: 60 startup, due città, un modello

Sul fronte operativo, Jazz’Inn 2026 prevede la selezione di 60 startup e PMI innovative che parteciperanno a entrambe le tappe, contribuendo a sfide territoriali reali. Le aree di interesse spaziano dall’AI alla Blockchain, dall’IoT alla sostenibilità, fino a settori chiave come Agrifood, Digital Health, Smart Lands, Turismo, Energia, Cultura e Media. Un ecosistema multidisciplinare che mette in relazione tecnologie emergenti, innovazione sociale e sviluppo territoriale, con particolare attenzione a progettualità capaci di generare impatto concreto e sostenibile per comunità, imprese e territori.

Roma Capitale sarà protagonista della seconda tappa di novembre, confermando la volontà dell’amministrazione capitolina di fare dell’innovazione una leva di competitività e coesione sociale. «Roma può tornare competitiva attraverso queste esperienze», ha ricordato Melito. «Jazz’Inn rappresenta un incontro di tante intelligenze per fare in modo che ai giovani del nostro Paese possa essere restituito un futuro e la speranza di lavoro, di capacità professionali, di competitività».

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Ivana Barberini
Ivana Barberini
Giornalista specializzata in ambito medico-sanitario, alimentazione e salute