A Baveno (VCO) si apre il Primo modulo di Masterpharm 2026, la quinta edizione dell’evento multidisciplinare dedicato ai temi dell’innovazione sanitaria, che si svolgerà dal 18 al 20 giugno. L’iniziativa, articolata in due moduli (il secondo previsto a Torino in autunno), si conferma come un laboratorio nazionale di confronto su governance, innovazione clinica, HTA e organizzazione dei servizi.
“Rivoluzione copernicana della sanità” e centralità del valore
Introducendo le giornate di Baveno, Francesco Cattel (Direttore Generale dell’ASL Verbano-Cusio-Ossola-VCO, coordinatore regionale FIASO Piemonte, componente del Consiglio direttivo SIHTA e responsabile Laboratorio HTA della SIFO), così inquadra l’evento nel contesto generale della trasformazione in atto nel sistema sanitario: «Masterpharm si sta qualificando da tempo come un laboratorio di idee che opera durante l’anno per far emergere spunti di visione strategica e suggerimenti operativi utili per la sanità di tutto il territorio nazionale. Quest’anno abbiamo messo al centro del nostro lavoro un tema centrale a volte francamente troppo sottovalutato: il valore della sanità.
L’evento rilancia il ruolo dei territori non metropolitani come centri attivi di innovazione sanitaria
Stiamo attraversando un periodo di rivoluzione copernicana dei servizi sanitari. Le modifiche demografiche, l’impatto delle cronicità, l’arrivo di terapie sempre più avanzate e costose, il passaggio ad una sanità di prossimità ci obbligano a riflettere con attenzione a quale sia e dove sia il reale valore dei servizi che noi proponiamo ai cittadini. Su questi temi si sviluppa Masterpharm ‘26 coinvolgendo i migliori esperti per identificare una serie di proposte intelligenti e percorribili per la Sanità del nostro Paese».
Le cinque aree del programma: PNRR, digitale e innovazione clinico-organizzativa
Il programma, coordinato da Paolo Abrate, Maria Rachele Chiappetta e Annarosa Fornero, si articola in cinque sessioni plenarie principali:
- PNRR, sanità digitale, HTA e ricerca clinica (giovedì pomeriggio)
- Innovazione: Ospedale 2036 (giovedì pomeriggio)
- Innovazione clinico-organizzativa (venerdì mattina)
- Alleanza tra ospedale e territorio: prevenzione, stili di vita e cittadinanza attiva (venerdì mattina)
- Managerialità al femminile (venerdì mattina)
Saranno presenti al primo Modulo di MasterPharm 2026, tra gli altri: Federico Riboldi (Assessore alla sanità, Regione Piemonte), Carlo Picco (Federsanità), Antonio Maconi (Direttore DAIRI Regionale), Francesco Marchitelli (Direttore Generale ASL Alessandria), Davide Minniti ( Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria San Luigi Gonzaga di Orbassano-Torino), Arturo Cavaliere (SIFO), Maria Chiara Silvani (SifACT), Giandomenico Nollo (SIHTA), Adriano Leli (FARE), Umberto Nocco (AIIC) e Giuseppe Quintavalle (FIASO).
Accanto alle plenarie, il programma prevede tavole rotonde dedicate a:
- HTA e ricerca clinica
- Ricerca e innovazione dei dati
- Modelli regionali e decisori a confronto, con la partecipazione dei Direttori Generali delle ASL piemontesi
Terzo settore, cronicità e nuove terapie al centro del confronto
La fase conclusiva del modulo prevede due tavoli di confronto ad ampio spettro.
Il primo è dedicato a “Il ruolo del terzo settore in sanità”, con la partecipazione di AVIS, AUSER, ANPAS, Croce Verde, Croce Rossa Italiana, Protezione Civile, Amici dell’Oncologia, FAVO e CISOM Croce di Malta.
Il secondo si concentra su “Prevenzione, gestione del paziente e nuove terapie”, con esperti provenienti dagli ambiti delle malattie rare, delle patologie del sistema nervoso centrale, delle patologie respiratorie, delle maculopatie e delle patologie dermatologiche.
La giornata conclusiva (sabato 20 giugno) vedrà inoltre il confronto tra Direttori di Farmacia delle ASL e direttori di servizi farmaceutici regionali di Piemonte, Lazio e Campania.
Sanità nei territori non metropolitani e centralità delle competenze
Conclude Cattel: «Con questo Primo modulo ’26, Masterpharm conferma la sua presenza in un territorio non-metropolitano come quello dell’ASL VCO. Intendiamo così implicitamente lanciare anche un messaggio strategico: si può fare buona sanità e si può essere al centro del dibattito anche operando in ambiti non ad alta densità di popolazione. Le tante esperienze di sanità eccellente che registriamo nell’ASL VCO possono essere condivise anche durante questo evento, diventando apripista di altre situazioni rurali o montane in cui si fa ottima sanità anche senza essere costantemente sotto i riflettori».




