Dopo oltre dieci anni arriva un aggiornamento delle tariffe nazionali per la riabilitazione ospedaliera e la lungodegenza post-acuzie. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 giugno il decreto del Ministero della Salute, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ridefinisce le tariffe massime per la remunerazione delle prestazioni a carico del Servizio sanitario nazionale. Il provvedimento, previsto dalla Legge di Bilancio 2025, è entrato in vigore il 1° luglio 2026 e rappresenta il primo aggiornamento organico dal decreto del 18 ottobre 2012.
Le nuove tariffe sono in vigore dal 1° luglio 2026
Per la Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER) si tratta del risultato di un lungo lavoro istituzionale volto a valorizzare il ruolo della riabilitazione all’interno del sistema sanitario.
Tariffe aggiornate per adeguare la remunerazione delle cure

L’obiettivo del decreto è adeguare la remunerazione delle prestazioni all’evoluzione dei costi e delle esigenze assistenziali, mantenendo come riferimento appropriatezza, efficienza e sostenibilità del SSN. Le nuove tariffe costituiscono il limite massimo nazionale, mentre le Regioni potranno adottare propri tariffari, anche superiori, purché compatibili con gli equilibri di bilancio.
«Anni di lavoro di più consigli di presidenza di Simfer hanno portato il loro frutto: è stato riconosciuto finalmente il valore aggiunto delle cure riabilitative per le persone con disabilità. È la risposta che tanti colleghi impegnati quotidianamente nei reparti di Riabilitazione attendevano da anni». È soddisfatto il presidente Simfer Giovanni Iolascon.
Resta invariato il sistema tariffario, in attesa della riforma della complessità
Sottolinea Iolascon: «Il provvedimento conferma, in questa fase, l’attuale articolazione tariffaria della riabilitazione ospedaliera, rinviando a un successivo decreto la revisione del sistema di remunerazione basato sui tre livelli di complessità previsti dal decreto ministeriale 5 agosto 2021 (riabilitazione intensiva ad alta complessità, intensiva a minore complessità ed estensiva), una volta conclusa la sperimentazione della nuova Scheda di Dimissione Ospedaliera riabilitativa».
Incrementi differenziati in base al consumo di risorse
L’aggiornamento tariffario è stato elaborato utilizzando i dati delle Schede di Dimissione Ospedaliera del 2024 e una ricognizione dei costi svolta in alcune Regioni, mantenendo invariati i principali criteri di remunerazione già previsti nel 2012, come le soglie di degenza e i relativi meccanismi di abbattimento tariffario.
L’incremento medio delle tariffe è del 14%, con aumenti maggiori per alcune categorie diagnostiche
Secondo SIMFER, uno degli elementi qualificanti del nuovo impianto riguarda la distribuzione differenziata degli incrementi tariffari, calibrata sul reale assorbimento di risorse delle diverse categorie diagnostiche.
«Simfer ha contribuito attivamente alla definizione delle nuove tariffe, sostenendo un criterio di maggiore appropriatezza nella distribuzione delle risorse. L’aumento delle tariffe, infatti, non è stato applicato in modo uniforme a tutte le categorie diagnostiche, ma è stato modulato in base al reale assorbimento di risorse durante il ricovero. L’incremento medio è stato di circa il 14%, ma per la MDC 1 e cod 60 l’incremento è stato intorno al 24%».
Un impatto da oltre 249 milioni di euro l’anno
La relazione tecnica allegata al decreto stima un incremento della remunerazione delle prestazioni di riabilitazione in regime di ricovero ordinario pari a circa 249 milioni di euro annui (+13,4%), cui si aggiungono gli aumenti previsti per i ricoveri diurni e per la lungodegenza post-acuzie, nell’ambito delle risorse stanziate dalla Legge di Bilancio 2025.
Il nuovo decreto rappresenta il riferimento nazionale per la remunerazione delle prestazioni di riabilitazione ospedaliera e di lungodegenza erogate dal Servizio sanitario nazionale.




