Il rientro a scuola rappresenta un momento di passaggio delicato per milioni di studentesse e studenti, ma per le famiglie di ragazze e ragazzi con DSA, Disturbi Specifici dell’Apprendimento, la preparazione del nuovo anno scolastico può richiedere un’attenzione particolare. Per rispondere a questa esigenza, l’Associazione Italiana Dislessia (AID) lancia la guida “Pronti, partenza… SCUOLA! Guida pratica per le famiglie, per un rientro senza ansie”, uno strumento pratico pensato per accompagnare le famiglie nelle prime settimane dell’anno scolastico e da utilizzare in sinergia con il test digitale “Rientro a scuola con un DSA: siete pronti?”.
Il punto di partenza della nuova guida è un cambio di prospettiva: preparare il rientro a scuola non significa cercare di controllare ogni dettaglio o prevedere in anticipo ogni possibile difficoltà, ma creare, insieme alla scuola e alle studentesse e agli studenti con DSA, le condizioni più favorevoli per affrontare lo studio con serenità, utilizzare gli strumenti più adeguati e sviluppare progressivamente una maggiore autonomia. In questa prospettiva, il rapporto tra famiglia, scuola e studente diventa centrale e il rientro non viene vissuto come un momento di semplice organizzazione, ma come l’avvio di un percorso condiviso.
Il PDP è un vero e proprio progetto di studio flessibile
Uno degli aspetti affrontati dalla guida riguarda il Piano Didattico Personalizzato (PDP), che AID invita a non considerare come un semplice adempimento formale, ma come un vero e proprio progetto di studio flessibile, costruito sulla base delle caratteristiche e dei bisogni dello studente e che i docenti devono redigere entro il primo trimestre. L’Associazione sottolinea inoltre l’importanza di non attendere la formalizzazione del documento per iniziare a costruire una relazione con gli insegnanti e con il coordinatore di classe. Fin dalle prime settimane è infatti possibile condividere le informazioni utili, osservare ciò che funziona e individuare insieme le strategie più efficaci, senza vivere il PDP come un documento statico, ma come uno strumento da verificare e, quando necessario, aggiornare nel corso dell’anno.
Un’attenzione particolare è dedicata anche agli strumenti compensativi, come la sintesi vocale, i libri digitali, le mappe concettuali o la calcolatrice. La guida ricorda che questi strumenti non rappresentano un pacchetto standard né un privilegio concesso allo studente, ma sono risorse fondamentali per ridurre l’impatto delle difficoltà specifiche e consentire a ciascuno di esprimere al meglio le proprie capacità. Allo stesso tempo, AID invita le famiglie a utilizzare questi strumenti anche come occasione per sviluppare gradualmente l’autonomia, attraverso un percorso fatto di piccoli passi e calibrato sull’età e sulle caratteristiche di ciascun ragazzo, dalla scuola primaria fino alle scuole superiori. La domanda da porsi, in questo percorso, è semplice ma fondamentale: “Qual è la parte che puoi fare da solo e quella in cui ti serve ancora una mano?”.
Il disagio del rientro a scuola può manifestarsi anche attraverso sintomi fisici
La guida dedica poi uno spazio importante al benessere emotivo, perché il ritorno a scuola può essere accompagnato da emozioni diverse e talvolta contrastanti, dall’entusiasmo all’ansia, fino al rifiuto o alla preoccupazione. In alcuni casi, il disagio può manifestarsi anche attraverso sintomi fisici, come mal di testa o mal di pancia. Per questo AID invita le famiglie all’ascolto attivo, evitando di minimizzare le difficoltà o di arrivare troppo rapidamente a conclusioni. Anche la preparazione ai nuovi ritmi può contribuire a rendere più graduale il passaggio dalle vacanze alla quotidianità scolastica: la guida suggerisce di iniziare a ristabilire progressivamente i ritmi di sonno e veglia nei 7-10 giorni precedenti l’inizio delle lezioni, accompagnando questo momento con un’attenzione particolare ai punti di forza individuali dei ragazzi e senza ricorrere a stereotipi legati al talento o alle caratteristiche dei DSA.
Per aiutare le famiglie a trasformare queste indicazioni in azioni concrete, la guida “Pronti, partenza… SCUOLA! Guida pratica per le famiglie, per un rientro senza ansie” propone anche una tabella di marcia per le prime settimane dell’anno scolastico. Nei 7-10 giorni che precedono il ritorno in classe è utile riprendere gradualmente i ritmi quotidiani, verificare i materiali e controllare che gli strumenti digitali siano pronti e funzionanti. Durante le prime due settimane di scuola diventa invece importante osservare come procede l’avvio dell’anno e stabilire un primo contatto con i docenti, condividendo le informazioni che possono essere utili. Entro il primo trimestre è quindi possibile dedicare maggiore attenzione alla lettura e alla condivisione del PDP, mentre dopo circa 4-6 settimane AID suggerisce di fare un primo bilancio concreto su ciò che sta funzionando, dal carico di studio al livello di autonomia, fino al benessere dello studente, valutando insieme alla scuola l’eventuale necessità di modificare o integrare le strategie adottate.
Si propone anche una tabella di marcia per le prime settimane dell’anno scolastico
«Nessun alunno deve affrontare questo percorso da solo – afferma la Presidente di AID Lucia Iacopini – le sezioni territoriali AID attive in tutta Italia possano offrire occasioni di confronto e supporto attraverso sportelli di orientamento, webinar, incontri informativi e spazi di condivisione rivolti a genitori e docenti. La nuova guida vuole così essere non soltanto uno strumento operativo per affrontare il rientro in classe, ma un invito a costruire una collaborazione stabile tra famiglia, scuola e studente, nella convinzione che l’obiettivo non sia semplicemente superare le difficoltà, ma mettere ogni ragazza e ogni ragazzo nelle condizioni di imparare, crescere e diventare progressivamente più autonomo».




