Come rendere più rapido l’accesso alle innovazioni sanitarie, garantendo sostenibilità e valore per il Servizio sanitario regionale? È la domanda al centro dell’incontro “Il valore dell’innovazione nella sanità: modelli e prospettive dell’HTA in Veneto”, organizzato da Confindustria Veneto il 7 ottobre, in collaborazione con Health Ecole – Scuola di Sanità.
L’iniziativa ha approfondito l’evoluzione dei processi di Health Technology Assessment (HTA) nella Regione Veneto, con l’obiettivo di favorire il dialogo tra istituzioni, strutture sanitarie, imprese e professionisti sulla valutazione e sull’adozione di dispositivi medici, farmaci e servizi. L’HTA consente infatti di considerare le implicazioni cliniche, economiche, organizzative, etiche e sociali delle tecnologie, supportando decisioni basate sulle evidenze.
Vitae, un HUB per la collaborazione pubblico-privato
Nel corso dell’incontro Marco Dal Brun e Giusy Mainardi (Confindustria Veneto) hanno presentato obiettivi e attività di VITAE, l’Hub Veneto delle Scienze della Vita e della Salute, nato con l’intento di riunire gli attori pubblici e privati del sistema sanitario regionale, promuovendo il dialogo e il confronto e favorendo lo sviluppo di indirizzi, progetti e sperimentazioni condivisi.
L’iniziativa punta a mettere a sistema competenze e valori e a consolidare le sinergie tra pubblico e privato, valorizzando un ecosistema della salute già riconosciuto a livello nazionale e rafforzandone la capacità di generare soluzioni innovative, in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini in un contesto in rapida evoluzione.
Sul piano operativo, VITAE si propone di dar vita a una piattaforma permanente di osservazione, confronto e innovazione sanitaria, con l’obiettivo di contribuire al miglioramento dei servizi sanitari e della qualità della vita dei cittadini.
HTA in Veneto: istituzioni, professionisti e imprese a confronto
Nel corso dell’incontro si sono svolte due tavole rotonde per approfondire, da un lato, lo stato dell’arte e le prospettive dell’HTA in Veneto e, dall’altro, il ruolo dei professionisti e delle imprese nei processi di valutazione e adozione delle tecnologie sanitarie.
Alla prima tavola rotonda hanno partecipato Valentina Orsini, Anna Cavazzana, Barbara Camerin e Anna Gelisio, di Azienda Zero Regione Veneto.
Il secondo confronto ha coinvolto Giancarlo Bizzarri (ULSS 2 Veneto), Francesca Menotto (Azienda Ospedale-Università di Padova), Marina Coppola (IOV – Istituto Oncologico Veneto), Stefano Bergamasco (AIIC – Associazione Italiana Ingegneri Clinici), Alessandro Preziosa (Confindustria Dispositivi Medici), Paolo Daniele Siviero (Farmindustria) e Fulvio Sbroiavacca (ANITEC-ASSINFORM).
Le conclusioni sono state affidate a Giovanna Scroccaro, per la Regione Veneto, e Stefano Miotto, per Confindustria Veneto SIAV.




