Rafforzare l’utilizzo dell’Health Technology Assessment (HTA) nei processi decisionali del Servizio sanitario nazionale, promuovendo scelte di investimento fondate sulle evidenze scientifiche, sui bisogni di salute e sul valore delle tecnologie per i cittadini. È questo l’obiettivo del primo InfoDay territoriale dedicato al Programma Nazionale HTA Dispositivi Medici 2026-2028, promosso da AGENAS e ospitato nella Sala Tirreno della Regione Lazio, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni nazionali e regionali, delle aziende sanitarie, delle società scientifiche, delle organizzazioni civiche e delle imprese del settore.
L’iniziativa, dal titolo “L’HTA nei territori: dalle indicazioni nazionali alle decisioni regionali e aziendali”, inaugura un percorso di confronto e coinvolgimento che proseguirà nelle prossime settimane a Verona, Napoli, Palermo e Torino, con l’obiettivo di accompagnare l’attuazione del Programma e favorire una maggiore integrazione dell’HTA nelle attività di programmazione, organizzazione e gestione dei servizi sanitari.
«La sfida è trasformare l’HTA da uno strumento percepito come esclusivamente tecnico a una componente strutturale dei processi decisionali del Servizio sanitario nazionale», ha sottolineato il Direttore Generale di AGENAS, Angelo Tanese, aprendo i lavori. «Per fare questo è fondamentale costruire una comunità di professionisti, decisori e rappresentanti del sistema produttivo che condivida conoscenze, responsabilità e obiettivi».
Un sistema nazionale sempre più strutturato
A tre anni dall’avvio del percorso di rafforzamento dell’HTA dei dispositivi medici, il sistema nazionale può contare su un modello di governance operativo, fondato sulla Cabina di regia nazionale, sul ruolo tecnico-scientifico di AGENAS, su una rete di centri collaborativi e sul coinvolgimento strutturato dei portatori di interesse.
Nel videomessaggio di apertura, il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nonché Presidente di AGENAS, Massimiliano Fedriga, ha evidenziato i progressi compiuti rispetto al 2023, quando il sistema era ancora in fase di costruzione. «Costruire l’infrastruttura da sola non basta. La vera sfida dei prossimi anni è fare in modo che il Programma entri stabilmente nei processi decisionali del Servizio sanitario nazionale», ha affermato Fedriga, richiamando il ruolo determinante delle Regioni e delle aziende sanitarie nel tradurre le indicazioni nazionali in scelte concrete di programmazione, allocazione delle risorse e acquisto delle tecnologie.
I risultati del Programma: crescono valutazioni, partecipazione e formazione
Nel corso della giornata, Marco Marchetti, Direttore della UOC Health Technology Assessment di AGENAS, ha illustrato i principali risultati raggiunti e le prospettive di sviluppo del Programma.
I dati presentati testimoniano il progressivo consolidamento del sistema nazionale:
- 58 segnalazioni di tecnologie da valutare pervenute nei primi dieci mesi del 2026 da società scientifiche, produttori, associazioni di pazienti, Regioni, pubbliche amministrazioni e cittadini;
- 37 valutazioni in corso o in fase conclusiva, relative a categorie che comprendono complessivamente circa 100 dispositivi medici, alle quali si prevede di aggiungere ulteriori valutazioni derivanti dalle segnalazioni del secondo semestre;
- 25 centri collaborativi accreditati, che costituiscono la rete tecnico-scientifica a supporto delle attività di valutazione;
- oltre 90 organizzazioni saranno coinvolte nella rete dei portatori di interesse, rispetto alle 44 iniziali;
- percorsi formativi avviati in tutte le Regioni, con l’obiettivo di coinvolgere oltre 1.900 operatori sanitari, affiancati da iniziative di formazione avanzata in collaborazione con il mondo universitario.
Tra le prossime priorità figurano la digitalizzazione dell’intero processo di HTA, dalla segnalazione e prioritizzazione delle tecnologie fino alla formulazione delle raccomandazioni, il rafforzamento della collaborazione con le centrali di acquisto e lo sviluppo di iniziative per la generazione di evidenze sulle tecnologie innovative. L’obiettivo, ha evidenziato Marchetti, è rendere l’HTA uno strumento ordinario e sistematico a supporto delle decisioni di allocazione delle risorse, ai diversi livelli di governo del Servizio sanitario nazionale.
Appropriatezza, sostenibilità ed equità: il confronto tra le istituzioni
Il confronto istituzionale ha posto al centro la necessità di coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità economica e universalità del diritto alla salute.
Il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha richiamato l’importanza di disporre di criteri oggettivi per distinguere le innovazioni capaci di produrre benefici reali per i pazienti e orientare efficacemente le scelte di acquisto. «Buona spesa significa individuare dei criteri il più possibile oggettivi sulla qualità di ciò che andiamo ad acquistare», ha sottolineato, ribadendo che le tecnologie in grado di migliorare la qualità della vita, la diagnosi e le risposte terapeutiche devono essere accessibili ai cittadini.
Francesco Saverio Mennini, Capo Dipartimento della programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del SSN del Ministero della Salute e Presidente della Cabina di regia HTA, ha evidenziato il valore della collaborazione tra amministrazioni centrali e Regioni e la necessità di adottare un approccio multidimensionale alla valutazione delle tecnologie, capace di considerare non soltanto i costi, ma anche i benefici clinici, organizzativi, economici e sociali lungo l’intero percorso di cura.
Il Presidente della 10ª Commissione Affari sociali e Sanità del Senato, Francesco Zaffini, ha sottolineato il contributo dell’HTA alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, evidenziando l’importanza di orientare gli investimenti verso interventi in grado di migliorare l’appropriatezza delle prestazioni, ridurre le disuguaglianze e garantire un utilizzo più efficace delle risorse disponibili.
Dalle valutazioni alle decisioni: il ruolo dei territori
Le due tavole rotonde hanno approfondito le condizioni necessarie per rendere effettivo l’utilizzo dell’HTA nelle decisioni regionali e aziendali.
In una prima tavola rotonda – «Il ruolo delle Regioni nell’attuazione del PNHTA-DM» sono intervenuti Francesco Saverio Mennini, Capo Dipartimento della programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del SSN, Ministero della Salute; Presidente della Cabina di regia HTA DM; Pietro Calamea, Direttore dell’Ufficio 6 – Sperimentazione clinica dei dispositivi medici e Health Technology Assessment (HTA), Ministero della Salute; Andrea Urbani, Direttore della Direzione regionale Salute e Integrazione sociosanitaria, Regione Lazio; Thomas Schael, Direttore della Direzione generale della Sanità, Regione Sardegna; Alessandro Giommi, Regione Marche.
Alla seconda tavola rotonda «Dal bisogno clinico alle decisioni aziendali: integrare le evidenze nel governo delle tecnologie» hanno partecipato: Giandomenico Nollo, Presidente SIHTA – Società Italiana di Health Technology Assessment; Enrico Di Rosa, Presidente SItI – Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica; Ludovico Docimo, Presidente SIC – Società Italiana di Chirurgia; Massimo Grimaldi, Presidente ANMCO – Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri; Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva; Fabrizio d’Alba, Direttore Generale dell’AOU Policlinico Umberto I e Presidente di Federsanità ANCI; Nicola Pinelli, Direttore Generale di FIASO – Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere; Arturo Cavaliere, Direttore Generale della ASL Frosinone e Presidente SIFO – Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie; Umberto Nocco, Presidente AIIC – Associazione Italiana Ingegneri Clinici; Guido Beccagutti, Direttore Generale di Confindustria Dispositivi Medici.
Particolare attenzione è stata dedicata al coinvolgimento dei professionisti sanitari, al rafforzamento delle competenze manageriali e alla necessità di consolidare il dialogo tra istituzioni, comunità scientifica e sistema produttivo, affinché le innovazioni tecnologiche possano tradursi in benefici concreti per i pazienti e per il sistema sanitario.
Le prossime tappe
Dopo Roma, il calendario degli InfoDay territoriali proseguirà con quattro appuntamenti, ciascuno rivolto a un raggruppamento di Regioni, individuato su base territoriale:
- Verona, 13 novembre 2026 – Regione ospitante: Veneto. Regioni coinvolte: Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna.
- Napoli, 19 novembre 2026 – Regione ospitante: Campania. Regioni coinvolte: Puglia, Molise e Basilicata.
- Palermo, 10 dicembre 2026 – Regione ospitante: Sicilia. Regione coinvolta: Calabria
- Torino, 14 dicembre 2026 – Regione ospitante: Piemonte. Regioni coinvolte: Valle d’Aosta, Lombardia e Liguria.




