L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha diffuso una nota ufficiale per rispondere ad alcune analisi giornalistiche sull’andamento della spesa farmaceutica, in particolare i calcoli presentati nella trasmissione Dataroom del 23 febbraio.
Secondo AIFA, il calcolo dell’impatto economico della riclassificazione delle gliflozine «è molto complesso e non può essere ridotto a una semplice operazione aritmetica».
Diffusa una nota ufficiale con l’analisi tecnica (data check) e alcune indicazioni metodologiche
Per garantire trasparenza, l’Agenzia ha reso disponibile l’analisi tecnica (data check) predisposta dagli uffici afferenti alla competente Direzione Tecnico-Scientifica, evidenziando alcuni rilievi metodologici, tra cui:
- il calcolo presentato è basato su un prodotto che non rappresenta i consumi prevalenti delle gliflozine e su dati di una singola Regione, senza considerare la variabilità territoriale;
- non sono stati considerati rilevanti elementi regolatori, e ciò ha condotto a una ricostruzione incompleta e metodologicamente non corretta del quadro complessivo;
- è stato considerato un fattore non pertinente, ossia il pay-back di ripiano dello sfondamento a livello nazionale del tetto degli acquisti diretti;
- non sono stati conteggiati costi finanziari, amministrativi, di stoccaggio e distribuzione dei farmaci legati agli acquisti diretti regionali, dati che non rientrano nell’attività ordinaria di monitoraggio della spesa farmaceutica dell’Agenzia.
La riclassificazione dei farmaci da A-pht ad A, spiega AIFA, è avvenuta in conformità alla normativa vigente e ha permesso di incrementare i risparmi per il SSN e le Regioni tramite il recupero degli sconti negoziati e la rinegoziazione dei prezzi di cessione.
AIFA ha inoltre convocato il 12 marzo 2026 il Tavolo di Coordinamento tecnico AIFA-Regioni per acquisire osservazioni, fornire chiarimenti e aggiornare i dati sulle confezioni erogate.




