Concluso a Shenzhen (Cina) il 6° congresso internazionale di ingegneria clinica 

“È stata una splendida edizione dell’ICETHMC, che ha confermato l’autorevole posizionamento di AIIC sullo scenario della comunità professionale internazionale. Mentre tutta la sanità si sviluppa cercando di interpretare ed utilizzare al meglio le opportunità offerte dalle tecnologie avanzate e dall’intelligenza artificiale, è risultato evidente al Congresso che è sempre più estesa e non rimandabile la necessità di avere professionisti capaci di gestire questo immenso processo di innovazione. Gli ingegneri clinici sono ovunque la risposta a questa urgenza”: queste sono le parole del presidente Umberto Nocco al momento della chiusura della sesta edizione del Congresso ICEHTMC, che si è tenuto a Shenzhen dal 17 ottobre.

All’evento – che nel 2019 era stato realizzato a Roma con il forte contributo organizzativo dell’ingegneria clinica italiana – hanno partecipato circa 1.000 professionisti da tutto il mondo. Tra i partecipanti era presente una delegazione AIIC di oltre venti specialisti e con una forte componente del Consiglio direttivo, tra cui Minniti, Lanzani, Poggialini, Giaconia, Fisher, Chiarolla, Traldi, Rizzetto e Puleo. AIIC è rimasta particolarmente soddisfatta per l’alto numero di paper italiani selezionati dal comitato scientifico ICEHTMC.

In una delle sessioni plenarie a Shenzhen il presidente AIIC ha proposto una lecture illustrando il “modello italiano di ingegneria clinica”, che si distingue per la forte integrazione tra pubblico e privato, per le relazioni con le istituzioni e con uno sguardo avanzato verso l’innovazione capace di miscelare performance e sostenibilità sociale, ambientale ed economica. 

In una delle sessioni plenarie a Shenzen Umberto Nocco ha proposto una lecture illustrando il modello italiano di ingegneria clinica

Stefano Bergamasco (in qualità di componente dell’Advisory Council della Global Clinical Engineering Association) ha sottolineato che “l’evento di Shenzhen si è qualificato soprattutto per le preziose occasioni di confronto tra professionisti che, pur vivendo contesti anche molto diversi per organizzazione dei servizi sanitari e gestione delle tecnologie biomediche, condividono problematiche comuni con l’obiettivo universale di garantire efficacia e sicurezza delle cure. Tra i momenti di confronto più concreti c’è stato il tradizionale appuntamento del Global CE Summit, in cui i delegati delle associazioni di ingegneria clinica partecipanti si sono confrontati sulle sfide più rilevanti da condurre nel prossimo biennio ed hanno identificato un panel di temi specifici su cui agire quali la condivisione delle conoscenze, il riconoscimento professionale dell’ingegneria clinica, l’accreditamento dei servizi all’interno degli ospedali, il governo dell’innovazione tecnologica, il rapporto con le istituzioni a livello locale e globale“. 

La riflessione conclusiva di Nocco dal Congresso ICEHTMC richiama l’attenzione sulla necessità di una gestione “universale ed equa dello sviluppo tecnologico in sanità. Da Shenzhen è infatti emerso l’obiettivo che la comunità degli ingegneri clinici dei Paesi più avanzati sia in grado di supportare i colleghi di Paesi meno sviluppati. Occorre cioè che lo sviluppo tecnologico non generi nuove disparità, ma sia in grado di imprimere uno slancio socio-economico anche in territori meno avanzati”. Questo sarà certamente uno dei temi al centro della settima edizione di ICEHTMC, che – come annunciato a Shenzhen – si terrà nel 2027 in una sede europea.

Può interessarti