Deprescribing e medication review, perché rivedere le terapie è parte della cura

L’appropriatezza prescrittiva passa anche dalla rivalutazione periodica delle terapie. È questo il messaggio emerso dal convegno “Medication review e deprescribing come strategia di ottimizzazione delle polifarmacoterapie”, organizzato dall’Università di Verona il 24 e 25 giugno, durante il quale sono stati presentati i risultati di un’esperienza dedicata ai pazienti anziani e fragili in politerapia. Il progetto evidenzia come la revisione sistematica dei trattamenti possa migliorare la sicurezza delle cure e, al tempo stesso, generare risparmi per il Servizio sanitario nazionale.

La revisione periodica delle terapie migliora appropriatezza, sicurezza e personalizzazione delle cure nei pazienti in politerapia

Secondo i dati illustrati, per ogni paziente sono stati rivalutati in media quattro trattamenti farmacologici, con eventuale sospensione o rimodulazione quando clinicamente appropriato. L’impatto economico stimato è di circa 60 mila euro di risparmio annuo ogni 100 pazienti valutati.

Medication review: rivalutare le terapie per migliorarne appropriatezza e sicurezza

Tra i farmaci più frequentemente sottoposti a revisione figurano benzodiazepine e altri psicofarmaci, statine, diuretici e inibitori di pompa protonica. Pur trattandosi di medicinali di comprovata efficacia, il loro utilizzo richiede una rivalutazione periodica in funzione dell’evoluzione clinica del paziente, della durata del trattamento, delle possibili interazioni e del bilancio tra benefici e rischi.

Benzodiazepine, statine, diuretici e gastroprotettori sono tra i farmaci più frequentemente rivalutati

«Il deprescribing non è una politica di riduzione indiscriminata delle terapie, ma uno strumento di appropriatezza prescrittiva», dichiara Armando Genazzani, presidente della Società Italiana di Farmacologia (SIF). «L’obiettivo non è togliere farmaci, bensì assicurare che ogni paziente riceva, in ogni fase della propria storia clinica, i trattamenti realmente necessari, efficaci e sicuri. Innovazione farmacologica e revisione delle terapie sono due componenti complementari della medicina personalizzata».

La politerapia come sfida dell’invecchiamento

L’aumento dell’età media della popolazione rende sempre più frequente la politerapia nei pazienti affetti da patologie croniche multiple. In questi casi la combinazione di più trattamenti è spesso indispensabile, ma richiede una verifica periodica per evitare interazioni farmacologiche, duplicazioni terapeutiche, dosaggi non più adeguati o terapie protratte oltre il necessario.

La medication review rappresenta uno strumento strutturato per analizzare l’intera terapia del paziente, valutando indicazione, dosaggio, durata, aderenza e rapporto beneficio-rischio. Eventuali modifiche o sospensioni devono essere effettuate gradualmente e in accordo con il paziente.

L’esperienza di Verona mostra benefici clinici e un risparmio stimato di 60 mila euro ogni 100 pazienti

«La nostra esperienza conferma che una revisione sistematica delle terapie può produrre benefici concreti per il paziente e per il Servizio sanitario nazionale», spiega Gianluca Trifirò, ordinario di Farmacologia all’Università di Verona e membro della SIF. «Non si tratta di considerare un farmaco appropriato o inappropriato in assoluto, ma di valutarne l’utilità nella specifica persona e in uno specifico momento del percorso di cura».

Verso modelli organizzativi estesi al territorio

Per la SIF, la revisione delle terapie non dovrebbe rimanere confinata agli ospedali, ma diventare parte integrante dell’assistenza territoriale. L’obiettivo è sviluppare reti regionali capaci di coinvolgere farmacologi clinici, specialisti, medici di medicina generale e farmacisti in un percorso condiviso di appropriatezza prescrittiva.

La SIF propone reti regionali per portare medication review e deprescribing dall’ospedale al territorio

«Il servizio avviato a Verona rappresenta un punto di riferimento nazionale e può diventare un modello da estendere ad altre strutture sanitarie e al territorio», prosegue Trifirò. «La prospettiva è favorire reti e modelli organizzativi regionali che integrino la revisione delle terapie nella pratica clinica, valorizzando la collaborazione tra farmacologi, specialisti, medici di medicina generale e farmacisti».

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