Medici e infortunio sul lavoro, Pina Onotri (SMI): “È ora di ampliare la misura ai medici di medicina generale e liberi professionisti”

“Siamo d’accordo con il Presidente dell’Inail, Franco Bettoni, sulla necessità che l’infortunio sul lavoro debba essere ampliato ai medici di medicina generale e liberi professionisti e ad altre categorie  di lavoratori attualmente senza questa tutela”. Così Pina Onotri, Segretario Generale del Sindacato Medici Italiani (SMI), in risposta a quanto dichiarato oggi dal presidente dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

 

“I medici della medicina convenzionata sono tuttora privi di tutele, come invece previsto in altri paesi europei. Non sono bastati i circa 400 medici di famiglia deceduti per far estendere le tutele sul lavoro al contagio da virus e farlo rientrare nei casi d’infortunio sul lavoro. Alla luce della recente pandemia è quanto mai urgente stilare uno strumento normativo adeguato che riconosca ai medici convenzionati le tutele previste per tutti gli altri lavoratori”.

 

“Bene farà l’Inail se riuscirà a riconoscere, anche, che i medici di famiglia hanno subito, in questi mesi, veri e propri infortuni sul lavoro a causa del contagio trasmesso dai loro pazienti. Le famiglie dei medici hanno diritto ad essere indennizzate in caso di morte dei propri congiunti. Dobbiamo tutelare, una volta e per tutte, i medici che sono le figure cardini del Servizio Sanitario Nazionale”.

 

“Il V congresso SMI che si terra il 7/8/9 ottobre 2022 a Tivoli lancerà un appello a tutte le organizzazioni sindacali di categoria e alle forze politiche affinché il prossimo Parlamento affronti tra le prime misure quella del riconoscimento dell’infortunio per i medici dell’area convenzionata”, conclude.

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