Il Sindacato Medici Italiani (SMI) della Campania ribadisce la propria contrarietà al ruolo unico della medicina generale e annuncia la promozione di un’assemblea pubblica a Marano di Napoli, per discutere le criticità della riforma e il ricambio generazionale nella professione.
Riporta SMI in una nota che l’idea del ruolo unico, «superata e risalente a circa 15 anni fa», non ha raggiunto gli obiettivi originari della Legge Balduzzi, che puntava a creare una reale integrazione tra Medico di Famiglia e Continuità Assistenziale. Secondo il sindacato, la mancata attuazione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali «ha prodotto non l’unificazione dei servizi, ma addirittura uno sdoppiamento del medico di famiglia».
L’idea del ruolo unico, risalente a 15 anni fa, non ha realizzato l’integrazione prevista dalla Legge Balduzzi
SMI collega questa situazione alla crescente difficoltà di attrarre e trattenere professionisti: «Sempre più giovani medici si allontanano dalla professione e alcuni già in servizio chiedono il prepensionamento». Un dato emblematico riguarda gli ambiti carenti di medicina generale 2025 in Campania, dove «su 704 posti a disposizione meno della metà è stata assegnata».
Particolarmente critica la situazione nelle aree interne e all’ASL Napoli 2 Nord, Distretto 38 di Marano di Napoli, dove «molti cittadini sono senza medico». Da qui l’annuncio di un’assemblea pubblica, «aperta a tutte le forze che si battono per una sanità pubblica e universale», per mettere a fuoco le criticità del ruolo unico e del ricambio generazionale.
Infine, l’appello al presidente della Giunta regionale della Campania, Roberto Fico: «Ribadiamo il nostro no al ruolo unico e confermiamo l’impegno affinché il medico possa riaffermarsi, con il proprio ambulatorio, come clinico di riferimento del territorio».



