La Conferenza Stato-Regioni ha approvato lo Schema di accordo sul decreto delle equipollenze in osteopatia, chiudendo l’iter avviato con la Legge 3/2018 e completando il percorso di regolamentazione della professione in Italia. Il provvedimento definisce i criteri per il riconoscimento dei titoli pregressi e dell’esperienza professionale, e istituisce elenchi speciali per gli osteopati già formati, che potranno così iscriversi all’Albo professionale degli Osteopati, garantendo maggiore chiarezza e sicurezza sia per i professionisti sia per i cittadini.

“Le istituzioni hanno recepito pienamente le nostre proposte di modifica sul testo dell’accordo. È un momento storico per gli osteopati italiani – ha annunciato Mauro Longobardi, presidente del ROI (Registro Osteopati d’Italia) – L’ingresso dell’osteopatia nel perimetro del Sistema Sanitario Nazionale rappresenta il consolidamento di un processo di integrazione che potrà svilupparsi gradualmente anche nei contesti pubblici, riconoscendo il contributo degli osteopati alla prevenzione e alla promozione della salute dei cittadini di ogni età, in collaborazione con le altre professioni sanitarie”.
“Da oggi – prosegue Longobardi – la nostra missione e il nostro impegno saranno quelli di accompagnare i professionisti, in stretta collaborazione con la Federazione Nazionale degli Ordini TSRM e PSTRP, in modo equo e ordinato lungo il percorso che, attraverso gli elenchi speciali, li condurrà all’Albo professionale degli Osteopati: la loro sede naturale e unica garanzia di identità, rappresentanza e tutela della categoria”, ha concluso Longobardi.
Longobardi (Presidente ROI): “È un momento storico per gli osteopati italiani”
“L’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni – aggiunge Diego Catania, Presidente della FNO TSRM e PSTRP – risponde alla richiesta di chiarezza che la categoria professionale degli Osteopati attendeva da tempo. Il provvedimento riconosce la formazione e le competenze acquisite sul campo per molti professionisti qualificati, valorizzandone l’impegno e la serietà, con cui hanno costruito la propria carriera professionale”.

Il documento approvato stabilisce le regole che permetteranno agli Osteopati già formati di iscriversi formalmente agli Elenchi speciali della professione di Osteopata, che verranno istituiti presso gli Ordini TSRM e PSTRP: una svolta per la salute pubblica.
“Si tratta di un traguardo importante – aggiunge Catania – sia per gli Osteopati, che verranno inseriti definitivamente nel contesto regolamentato delle professioni sanitarie, sia per i cittadini, che potranno contare su un quadro normativo di riferimento, in linea con i principi stabiliti dal Sistema sanitario sanitario”.
Catania (FNO TSRM e PSTRP): “Passo decisivo verso la piena regolamentazione della professione”
Le modifiche richieste dal ROI, integralmente recepite nell’Accordo approvato, riguardano innanzitutto il mantenimento degli elenchi speciali per il tempo necessario a garantire a tutti gli osteopati, inclusi neodiplomati e studenti ancora in formazione in istituti privati, la possibilità di completare l’iter di accesso all’Albo Professionale.
Accordata a tutti i professionisti la riduzione da 1.500 a 1.000 del numero di ore di tirocinio pratico, in linea col monte ore previsto per quelli con laurea sanitaria. Un altro punto centrale è l’estensione del periodo entro cui è possibile maturare i 36 mesi di attività professionale: la nuova finestra temporale includerà i 24 mesi successivi alla pubblicazione dell’Accordo in Gazzetta Ufficiale.
È stato anche approvato il prolungamento della permanenza massima negli elenchi speciali da 36 mesi a 6 anni, per garantire maggiore flessibilità nella fase transitoria. Infine, il decreto riconosce la possibilità di far valere titoli pregressi – come altre lauree, master o percorsi formativi precedentemente svolti – per ridurre i 30 crediti formativi universitari per gli osteopati che non hanno anche una laurea sanitaria; tale percorso consentirà ai professionisti di ottenere la Laurea in Osteopatia. Quanto alla possibilità di svolgere i corsi integrativi in modalità telematica asincrona, così da agevolare la partecipazione degli osteopati che lavorano, il ROI nelle prossime settimane si farà carico di presentare istanze in tal senso agli organi universitari competenti.
Con la firma dell’accordo e la sua futura pubblicazione in Gazzetta Ufficiale si conclude, dopo quasi otto anni, un percorso storico che completa la piena regolamentazione della professione di osteopata in Italia.



