Un SMS può fare la differenza tra una diagnosi precoce e una tardiva? Il recente via libera del Garante per la protezione dei dati personali consente alle aziende sanitarie di inviare messaggi informativi sugli screening utilizzando i recapiti dei pazienti adulti, anche se questa finalità non era stata esplicitamente indicata al momento della raccolta del dato. Un passo per rafforzare l’adesione ai programmi di prevenzione, che però apre interrogativi su trasparenza, consenso e tutela dei dati sanitari.
TrendSanità ne ha parlato con Isabella Mori, Responsabile Tutela di Cittadinanzattiva, per capire come coniugare innovazione digitale, diritti e fiducia dei cittadini nel Servizio sanitario nazionale.




