Il sistema dei trapianti in Italia continua a crescere, ma resta segnato da criticità strutturali legate alle liste d’attesa e alla disponibilità di organi. È quanto emerge dal report presentato a Milano sull’evoluzione del sistema trapiantologico nazionale.
Nel 2024 i trapianti hanno registrato un incremento del 4%, raggiungendo 4.642 interventi complessivi, mentre nel 2025 si attestano a 4.583 operazioni, con la Lombardia prima regione per numero di trapianti (916).
Crescono trapianti e donazioni in Italia, ma restano lunghe attese e squilibrio tra domanda e offerta
Crescono anche le donazioni: nel 2024 i donatori utilizzati sono stati 1.730 (+3,8%), con la Lombardia che rappresenta da sola il 19% del totale nazionale.
Liste d’attesa ancora lunghe: oltre 8.500 pazienti
Nonostante il trend positivo, il sistema continua a fare i conti con tempi di attesa elevati. In media i pazienti attendono circa 3,7 anni, con punte superiori ai sei anni per alcuni organi, come il pancreas.
Al 31 dicembre 2024 i pazienti in lista erano oltre 8.000, saliti a 8.575 nell’aprile 2026, segnale di uno squilibrio ancora significativo tra domanda e disponibilità di organi.
A incidere è anche il tasso di opposizione alla donazione, che supera il 33% delle dichiarazioni registrate, evidenziando una cultura della donazione ancora non pienamente consolidata.
Innovazione e logistica tra le priorità
Il sistema resta regolato dalla legge 91 del 1999, che disciplina donazione e trapianti secondo i principi di gratuità, anonimato e consenso informato, sotto il coordinamento del Centro Nazionale Trapianti.
Innovazione tecnologica e cultura della donazione sono decisive per ridurre liste d’attesa e migliorare il sistema trapiantologico
Negli ultimi anni si è aperto un confronto istituzionale per aggiornare il modello, anche alla luce delle nuove tecnologie. In questa direzione va lo stanziamento di 10 milioni di euro previsto dalla legge di bilancio 2025 per migliorare conservazione e trasporto degli organi, in attesa del decreto attuativo.
Tra le principali sfide emergono:
- miglioramento della logistica
- tecnologie di conservazione più avanzate
- riduzione dei tempi di attesa
- rafforzamento della cultura della donazione
Tecnologie come la perfusione normotermica potrebbero infatti aumentare le possibilità di trapianto, estendendo i tempi di utilizzo degli organi e contribuendo a ridurre le liste d’attesa.
In questo scenario, innovazione organizzativa e culturale si confermano leve decisive per la sostenibilità e l’evoluzione del sistema trapiantologico italiano.




