Salute respiratoria in Europa: integrazione tra ambiente, prevenzione e accesso alle cure

Le disuguaglianze sociali e ambientali pesano sulla salute respiratoria in Europa. In occasione del “Workshop on European Policies and Advocacy in Respiratory care” di Bruxelles, organizzato da Cittadinanzattiva-Active Citizenship Network, il professor Guglielmo Trovato sottolinea la necessità di un approccio integrato tra politiche ambientali, prevenzione e formazione dei professionisti sanitari per garantire equità e qualità delle cure

In Europa, salute respiratoria e disuguaglianze sociali sono strettamente legate: prevenzione, farmaci e ambiente devono integrarsi per garantire un accesso equo alle cure. Il 3 ottobre 2025, a Bruxelles, si è svolto  il “Workshop on European Policies and Advocacy in Respiratory care”,dedicato alle politiche sanitarie e all’advocacy nella cura delle malattie respiratorie, organizzato da Cittadinanzattiva-Active Citizenship Network nell’ambito del progetto  “Advancing Respiratory Care at the EU Level”. L’evento ha visto la partecipazione di rappresentanti di associazioni civiche e di pazienti, professionisti sanitari, accademici ed esperti di advocacy, con lo scopo di promuovere un approccio alle cure delle patologie respiratorie che non sia dettato da situazioni di emergenza ma, piuttosto, legato a strategie a lungo termine, integrate in politiche sanitarie più ampie.

Negli ultimi vent’anni le politiche europee hanno puntato a migliorare ambiente urbano, qualità dell’aria e salute respiratoria cronica

A margine dell’evento, TrendSanità ha intervistato il professor Guglielmo Trovato, clinico esperto di medicina e di politiche sanitarie, raccogliendo le sue riflessioni sulle sfide e le opportunità in questo settore.

Ambiente e determinanti sociali della salute

Secondo il professor Trovato, “negli ultimi vent’anni le politiche europee, tra cui il Green Deal e la Zero Pollution Strategy, hanno puntato a migliorare l’ambiente urbano e abitativo, con effetti diretti sulle malattie respiratorie”. Queste strategie hanno già influenzato non solo la qualità dell’aria e la mobilità, ma anche aspetti indiretti come il sonno e la gestione di condizioni croniche, tra cui la sindrome da apnea notturna e le poliposi nasali.

Guglielmo Trovato

Esempi concreti mostrano come l’adozione di mezzi elettrici e la riduzione dell’inquinamento a Londra abbiano migliorato la vivibilità urbana: “Londra oggi è estremamente più vivibile di molte città italiane, con effetti positivi sulla salute respiratoria dei cittadini”, spiega Trovato. “Tutto questo ha un impatto enorme sulle malattie respiratorie. L’effetto dell’inquinamento atmosferico è ormai evidente, ma anche altri tipi di inquinamento incidono in modo significativo, sebbene in maniera meno immediatamente percepibile. Un esempio concreto è quello dei disturbi del sonno, come la sindrome delle apnee notturne, che possono essere correlate a condizioni come il reflusso gastroesofageo o la presenza di poliposi nasale: entrambe fortemente influenzate da fattori ambientali. Pensiamo, ad esempio, a questo proposito, al ruolo dei pollini e alla qualità dell’aria”.

Anche il design urbano può contribuire alla prevenzione: ad esempio, nelle soluzioni architettoniche oggi alquanto di moda, i cosiddetti boschi verticali, la scelta di alberi adatti a ridurre la produzione di pollini irritanti o allergizzanti, rappresenta un approccio innovativo per limitare le allergie respiratorie.

Disuguaglianze e accesso alle cure

Non solo ambiente: le disuguaglianze economiche e sociali condizionano l’accesso ai servizi sanitari. “La povertà e la scarsa alfabetizzazione sanitaria, con aspetti di disinformazione, influiscono sulle possibilità di prevenzione e sulle cure disponibili, in particolare per i farmaci respiratori essenziali”, osserva Trovato. L’accesso a farmaci come corticosteroidi inalatori o vaccini respiratori varia notevolmente tra i Paesi europei, contribuendo a disparità significative di salute.

Le disuguaglianze economiche e sociali condizionano l’accesso ai servizi sanitari

L’Unione Europea finanzia progetti per migliorare il supporto sociale e l’health literacy, cioè l’alfabetizzazione in tema di salute e malattia, ma “spesso queste iniziative sono percepite come soluzioni burocratiche e non pienamente integrate nella pratica clinica”, aggiunge l’esperto, sottolineando l’importanza di politiche attivamente efficaci sul territorio.

Ruolo dei professionisti sanitari

Per affrontare le disuguaglianze, secondo Trovato, è essenziale sviluppare competenze trasversali tra i professionisti della salute. “Non basta parlare con i pazienti: bisogna saperli visitare, fare esami di base come l’ecografia polmonare e considerare pienamente l’ambiente in cui vivono”. La formazione deve coinvolgere medici, figure emergenti delle case della comunità e decisori sanitari, aumentando la consapevolezza dei determinanti sociali della salute.

Prevenzione e vaccinazioni

La prevenzione rimane un cardine della cura respiratoria. Vaccinazioni anti-influenzali, anti-pneumococciche e altre strategie profilattiche sono strumenti fondamentali per ridurre ospedalizzazioni e complicanze. “I vaccini servono nei bambini, negli adulti e negli anziani: a tal fine devono essere agevolmente accessibili e adeguatamente compresi dalla popolazione”, precisa Trovato.

Verso un approccio integrato

Prevenzione e trattamento non possono essere considerati compartimenti separati. La prevenzione secondaria, il ripristino della salute sul territorio e la gestione domiciliare delle patologie respiratorie sono parte integrante delle cure. “Prevenzione, terapia e ambiente non sono cose distaccate: c’è una sovrapposizione fortissima, e questa finalità integrata deve guidare le politiche e la pratica clinica”, conclude Trovato.

Prevenzione, terapia e ambiente si sovrappongono e questa integrazione deve guidare politiche e clinica

Mariano Votta

Migliorare la salute respiratoria in Europa significa affrontare le disuguaglianze sociali, rafforzare le competenze dei professionisti sanitari e promuovere interventi ambientali, urbanistici e preventivi efficaci, integrando politiche, ricerca e innovazione con strategie di informazione ben focalizzata e persuasiva. “Anche per questo” – sottolinea Mariano Votta, Responsabile delle politiche europee di Cittadinanzattiva – “siamo impegnati per promuovere a livello europeo una azione coordinata e strutturata volta ad incoraggiare le Istituzioni Europee ad impegnarsi per un piano europeo per la salute respiratoria. Ne discuteremo a febbraio al Parlamento Europeo con rappresentanti di Commissione e Parlamento, professionisti sanitari e del mondo accademico, organizzazioni impegnate nella tutela dei diritti di cittadini e pazienti”.

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Rossella Iannone
Rossella Iannone
Direttrice responsabile TrendSanità