di Ivana Barberini
Raggiunta in Conferenza Stato-Regioni l’intesa sul Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) 2026-2031, un Piano atteso dalle Regioni che definisce le linee strategiche delle politiche di prevenzione sanitaria per i prossimi anni, con l’obiettivo di rendere più efficace, accessibile e omogenea la tutela della salute su tutto il territorio nazionale.
Per l’attuazione del Piano sono destinati alle Regioni e alle Province autonome 200 milioni di euro annui, a cui si aggiungono ulteriori 50 milioni per il 2026 dedicati alle attività di prevenzione territoriale.
Il Piano rafforza l’integrazione tra prevenzione, assistenza e programmazione regionale, promuovendo un sistema più vicino ai bisogni dei cittadini e orientato a garantire maggiore equità nell’accesso ai servizi sanitari. Promuove, inoltre, l’approccio One Health, che considera in modo congiunto salute umana, ambiente e determinanti sociali e produttivi, rafforzando una visione più ampia e preventiva della tutela della salute.
Tra le novità principali, l’introduzione di una piattaforma digitale nazionale per la pianificazione, il monitoraggio e la valutazione dei Piani regionali di prevenzione, pensata per assicurare trasparenza, uniformità e maggiore capacità di coordinamento.
L’obiettivo è dotare il SSN di strumenti tecnologico-organizzativi capaci di supportare la pianificazione e il monitoraggio della prevenzione, sviluppare modelli di simulazione e previsione a medio e lungo termine e garantire una governance più efficace dei LEA
Il Ministero della Salute coordinerà il percorso di attuazione e monitoraggio del Piano, assicurando il raccordo operativo con Regioni e Province autonome per il raggiungimento degli obiettivi di prevenzione previsti fino al 2031. Il cronoprogramma, infine, prevede che le Regioni recepiscano le indicazioni con un proprio atto e adottino i nuovi Piani regionali di prevenzione e documentino annualmente lo stato di avanzamento degli interventi.
Principi fondamentali
Il Piano si articola attorno a sette pilastri strategici:
- One Health: interconnessione tra salute umana, animale e ambientale; approccio essenziale per affrontare pandemie, cambiamenti climatici e antimicrobico-resistenza.
- Health in All Policies (HiAP): la salute come obiettivo trasversale a tutti i settori: scuola, lavoro, trasporti, urbanistica, ambiente.
- Centralità della persona e delle comunità: empowerment dei cittadini, health literacy, coinvolgimento attivo dei territori; ruolo strategico riconosciuto a medici di medicina generale e pediatri di libera scelta.Approccio life-course: interventi preventivi dalla nascita (primi 1.000 giorni) fino all’invecchiamento attivo, con attenzione alle differenze di genere.
- Approccio per setting: scuole, luoghi di lavoro, comunità e servizi sanitari come ambienti privilegiati per la promozione della salute.
- Efficacia ed efficienza: Evidence-Based Prevention, buone pratiche documentate, integrazione tra prevenzione, cure primarie e assistenza territoriale.
- Equità: riduzione delle disuguaglianze sociali, geografiche (Nord/Sud, centri urbani/aree periferiche) e di accesso ai servizi.
- Approccio life-course: interventi preventivi dalla nascita (primi 1.000 giorni) fino all’invecchiamento attivo, con attenzione alle differenze di genere.
I 7 macro obiettivi
- La struttura operativa del PNP 2026–2031 si articola in sette Macro-obiettivi (MO), a ciascuno dei quali corrispondono obiettivi strategici misurabili e linee di intervento:
- MO1 – Malattie croniche non trasmissibili. Prevenzione delle patologie cardio-cerebrovascolari, oncologiche, metaboliche e respiratorie, con consolidamento degli screening oncologici (colon-retto, cervice uterina, mammella) e introduzione di nuovi percorsi di screening basati sul rischio individuale. Particolare attenzione alla salute mentale, all’obesità (Legge 149/2025), alla demenza e alla salute riproduttiva nei primi 1.000 giorni di vita.
- MO2 – Dipendenze e problemi correlati. Contrasto al tabagismo, al consumo rischioso e dannoso di alcol e all’uso di sostanze psicotrope; prevenzione delle dipendenze comportamentali.
- MO3 – Incidenti domestici e stradali. In Italia si stimano circa 2,5 milioni di incidenti domestici in due anni, di cui 6.000 mortali. Sulle strade, nel 2023, sono stati registrati 166.525 incidenti con 3.039 decessi. Il Piano punta a costruire una cultura della sicurezza e ad aderire all’obiettivo ONU di dimezzare le vittime della strada entro il 2030.
- MO4 – Salute, sicurezza e benessere dei lavoratori. Prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, con adozione dei modelli Workplace Health Promotion (WHP) e Total Worker Health (TWH), integrazione tra sicurezza occupazionale e promozione della salute, anche nella Pubblica Amministrazione.
- MO5 – Ambiente, clima e salute. Qualità dell’aria indoor e outdoor, sicurezza chimica, radiazioni, gestione dei rischi ambientali in ottica One Health, integrazione con il Piano Nazionale di contrasto all’antimicrobico-resistenza.
- MO6 – Malattie infettive prioritarie. Sorveglianza epidemiologica, profilassi vaccinale, preparedness e risposta rapida alle emergenze, gestione delle malattie trasmesse da vettori e zoonosi.
- MO7 – Sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria. Tutela della salute dei consumatori, controllo sugli allergeni, sicurezza nella ristorazione collettiva, contrasto all’antibiotico-resistenza in ambito veterinario e alimentare.
I 14 Programmi Predefiniti per le Regioni
Le Regioni e le Province Autonome attuano il PNP attraverso 14 Programmi Predefiniti (PP) vincolanti, uguali per tutto il territorio nazionale:
- PP1: Scuole che promuovono salute
- PP2: Comunità attive
- PP3: Luoghi di lavoro che promuovono salute
- PP4: Dipendenze
- PP5: Monitoraggio qualità della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro
- PP6: Prevenzione del rischio cancerogeno e reprotossico professionale, del sovraccarico biomeccanico e dei rischi psicosociali
- PP7: Prevenzione in edilizia, agricoltura e utilizzo sicuro di macchine e attrezzature
- PP8: Screening oncologici organizzati per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori
- PP9: Ambiente, clima e salute
- PP10: Sorveglianza e controllo delle malattie infettive in ambito umano
- PP11: Prevenzione nella gestione integrata della cronicità
- PP12: Promozione della salute nei primi mille giorni
- PP13: Malattie trasmissibili con gli alimenti, tutela della salute dei consumatori e nutrizione
- PP14: Problematiche sanitarie emergenti nell’ambito degli animali da compagnia.
Ogni programma include almeno un obiettivo “tracciante” considerato prioritario e almeno un indicatore di copertura che misura la quota di popolazione o strutture raggiunte dagli interventi.
Innovazione digitale: il National Health Prevention Hub
Una delle principali novità del PNP 2026–2031 è il National Health Prevention Hub (NHPH), finanziato dal PNRR nell’ambito della Missione 6 “Salute” – Componente 2 “Innovazione, ricerca e digitalizzazione del SSN”. Si tratta di una piattaforma nazionale interistituzionale per integrare dati sanitari, ambientali, animali e sociali provenienti da ospedali, laboratori veterinari, enti ambientali, stazioni meteorologiche e strutture sociali.
La nuova versione della piattaforma web-based a supporto dei Piani Regionali (PF-PRP 2026–2031) introdurrà anche moduli basati sull’intelligenza artificiale per potenziare le funzionalità di interrogazione e reportistica.
Il tema dell’equità e la lotta alle disuguaglianze
L’equità costituisce il fil rouge dell’intero Piano. I dati confermano che le persone appartenenti a classi sociali svantaggiate si ammalano di più, guariscono meno e hanno una minore aspettativa di vita. A queste disuguaglianze sociali si sommano quelle geografiche: il divario Nord-Sud e tra centri urbani e aree periferiche, rurali o montane.
Il PNP 2026–2031 prevede l’integrazione sistematica dei criteri di equità nella governance, nella progettazione e nella valutazione degli interventi. Ogni Regione dovrà predisporre un profilo di salute ed equità della propria comunità come punto di partenza per la programmazione. Particolare attenzione è dedicata alle Regioni del Sud Italia, nell’ambito del Programma Operativo Nazionale “Equità nella Salute” 2021–2027, per ridurre le disparità nell’accesso agli screening oncologici e agli altri servizi preventivi.
Fonte: Bozza dell’Intesa ai sensi dell’art. 8, comma 6, della Legge 131/2003 tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano concernente il Piano Nazionale della Prevenzione 2026–2031. Ministero della Salute, maggio 2026




