Un museo può diventare anche uno spazio di cura, relazione e partecipazione per le persone con Alzheimer e i loro caregiver. Dalla visita alle opere alle attività espressive e sensoriali, le esperienze artistiche stanno entrando in percorsi pensati per sostenere il benessere e contrastare l’isolamento sociale che può accompagnare la demenza.
I musei possono diventare spazi di relazione e partecipazione per le persone con Alzheimer e i caregiver
È l’approccio sperimentato da Airalzh ETS, che dal 2024 promuove anche progetti di ricerca dedicati all’arte-terapia e ha sviluppato esperienze in Toscana, Lombardia e, più recentemente, in collaborazione con il MUSE di Trento.
Non si tratta di sostituire le terapie tradizionali, ma di affiancarle con attività capaci di coinvolgere persone con demenza e caregiver attraverso emozioni, immaginazione, memoria affettiva e partecipazione condivisa.
I progetti museali in Toscana, Lombardia e in Trentino
Tra le esperienze già avviate c’è «Tracce di Memoria», sviluppata in Toscana da Airalzh ETS da tre anni insieme alle associazioni territoriali e alla Società per la Salute del Mugello, anche grazie al sostegno dei fondi dell’8×1000 Valdese. Il progetto coinvolge persone con Alzheimer, familiari e caregiver in piccoli gruppi accompagnati dagli operatori. I percorsi prevedono l’osservazione condivisa delle opere, ma anche attività partecipative all’interno degli spazi museali. Il lavoro si basa sul racconto, sul confronto e sull’esplorazione sensoriale, con l’obiettivo di favorire emozioni, immaginazione, memoria affettiva e partecipazione. Alla fine di settembre è previsto l’avvio di un nuovo ciclo di incontri.
Le esperienze artistiche possono affiancare le terapie tradizionali e ridurre il livello di stress
Dall’esperienza toscana è nato «Creative Age – Musei e arte per l’Alzheimer: percorsi di benessere e inclusione per persone con demenza e i loro caregiver», un progetto rivolto alle persone con demenza e alle loro famiglie nelle province di Bergamo, Brescia e Pavia. L’iniziativa è stata realizzata con il coinvolgimento della Fondazione Accademia Carrara di Bergamo e il patrocinio di Regione Lombardia. Professionisti del settore museale e socio-sanitario sono stati coinvolti in un percorso di formazione con docenti di MTA – Musei Toscani per l’Alzheimer, che ha previsto anche una fase pratica presso l’Accademia Carrara. Le attività rivolte a pazienti e caregiver nei musei coinvolti prenderanno il via alla fine di ottobre, secondo un calendario dedicato.
L’esperienza maturata in Toscana e Lombardia è alla base anche di «MUSE Piano Piano», nuovo progetto di Airalzh ETS in collaborazione con MUSE – Museo delle Scienze di Trento.
Contro l’isolamento sociale di pazienti e famiglie
Secondo Airalzh, queste esperienze possono contribuire anche a contrastare l’isolamento sociale che spesso coinvolge le famiglie.
«Dalla ricerca scientifica, negli ultimi anni, sono emerse alcune evidenze che hanno indicato come l’Arte e, più in generale, le esperienze artistiche e di inclusione museale, possano portare possibili benefici per il benessere e la qualità della vita delle persone affette da Alzheimer e dei loro famigliari e caregivers – afferma Alessandra Mocali, Presidente di Airalzh ETS –
Questo tipo di esperienze sono in grado di riattivare emozioni che portano a ridurre il livello di ansia e stress legate alla malattia. I progetti svolti ed in corso di svolgimento nei Musei toscani e lombardi, inoltre, aiutano ad interrompere l’isolamento: i pazienti, con i rispettivi carer, escono di casa ed entrano in un nuovo ‘ambiente’, dove incontrano persone nella loro stessa situazione e dove possono stringere nuove relazioni e legami, andando a ricostruire quella dimensione di ‘condivisione’ che la malattia tende a spezzare».




