Danza e musica come terapia digitale contro il declino cognitivo

Il progetto DANCEREX sperimenta una riabilitazione digitale precoce e domiciliare per sclerosi multipla e decadimento cognitivo lieve

Intervenire prima che la malattia diventi evidente, quando il cervello conserva ancora margini di adattamento e recupero. È questa la direzione verso cui si muove oggi la riabilitazione neurologica, sempre più orientata a soluzioni integrate che combinano stimoli sensoriali e tecnologie digitali. In questo contesto si inserisce DANCEREX (DANCE Rehabilitation EXperience), un progetto che unisce danza, musica e innovazione per agire sulla plasticità cerebrale e sperimentare nuove modalità di intervento precoce nelle patologie neurodegenerative.

L’iniziativa, guidata dall’IRCCS Fondazione Don Gnocchi in collaborazione con l’IRCCS “Bonino Pulejo” di Messina, l’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia e l’Università Bicocca di Milano, è stata finanziata dall’Unione Europea nell’ambito del Next Generation EU e dal Ministero della Salute. Al centro del progetto, lo sviluppo di una terapia digitale (Digital Therapeutic, DTx) progettata per offrire un intervento riabilitativo strutturato, misurabile e accessibile anche a domicilio.

DANCEREX è stato studiato in due ambiti clinici: la sclerosi multipla e il decadimento cognitivo lieve a rischio di demenza, condizioni in cui la tempestività dell’intervento rappresenta un fattore decisivo per rallentare il declino funzionale e preservare le capacità motorie e cognitive nel tempo.

A TrendSanità ne parla Francesca Baglio, neurologa del Centro IRCCS “S. Maria Nascente” Fondazione Don Gnocchi di Milano e responsabile del progetto.

Dottoressa Baglio, come è nata l’idea di DANCEREX?

Francesca Baglio

«DANCEREX nasce dall’osservazione che nelle malattie neurologiche croniche il processo patologico inizia molto prima della comparsa dei sintomi clinici, e che proprio in questa fase precoce esiste una finestra di intervento fondamentale. La letteratura mostra come i meccanismi di riserva e di recupero possano attenuare il decorso della malattia, ma anche come questi meccanismi tendano progressivamente a esaurirsi con l’avanzare della patologia e dell’età. Da qui l’esigenza di intervenire tempestivamente, prima che la disabilità diventi manifesta.

A questa evidenza biologica si affiancano criticità pratiche ormai ben note: l’accessibilità limitata alla riabilitazione, a fronte di un numero sempre crescente di persone affette da patologie neurologiche, e la difficoltà nel mantenere nel tempo una buona aderenza ai programmi riabilitativi tradizionali. DANCEREX è stato concepito proprio per colmare questo divario, proponendo una soluzione digitale che permetta di portare una riabilitazione strutturata e scientificamente fondata direttamente al domicilio del paziente, rendendola sostenibile, precoce e continuativa».  

Quale ruolo hanno le componenti sensoriali, motorie, cognitive ed emotive, e come vengono coinvolte in questo progetto?

«Uno degli aspetti più innovativi di DANCEREX è l’integrazione di danza e musica come stimoli riabilitativi complessi, pensati per agire precocemente sui meccanismi di riserva e adattamento del cervello. La musica, infatti, non attiva una singola area, ma coinvolge simultaneamente reti distribuite che comprendono componenti sensoriali, motorie, cognitive ed emotive, rendendola uno strumento particolarmente efficace nelle fasi iniziali delle malattie neurologiche, quando le riserve e le capacità di recupero sono ancora presenti.

DANCEREX vuole portare la riabilitazione strutturata e scientificamente fondata al domicilio del paziente

In DANCEREX questa complessità è stata studiata attraverso tecniche avanzate di neuroimaging, in particolare con la risonanza magnetica funzionale ad alto campo, che ha permesso di analizzare la connettività cerebrale prima e dopo l’intervento riabilitativo. I risultati mostrano che il trattamento induce modificazioni funzionali dell’attività cerebrale associate a miglioramenti clinici misurabili. In particolare, l’aumento dell’attivazione nella rete motoria e nelle reti legate alla memoria episodica suggerisce come un approccio integrato e precoce possa favorire processi di riorganizzazione funzionale e plasticità cerebrale, rallentando nel tempo il declino funzionale». 

In che senso DANCEREX è una terapia digitale, ovvero un software terapeutico progettato per generare un beneficio clinico misurabile attraverso un intervento medico digitale?

«A differenza dei trattamenti tradizionali, una terapia digitale si sviluppa in modo dinamico e continuo: la produzione di evidenze cliniche procede in parallelo all’evoluzione del prodotto, anche dopo l’approvazione regolatoria, con un’attenzione costante non solo a efficacia e sicurezza, ma anche a usabilità, coinvolgimento e aderenza del paziente. 

Il meccanismo d’azione è comportamentale ed è stato studiato in sclerosi multipla e decadimento cognitivo lieve

Nel caso di DANCEREX la riabilitazione è proposta come un “applied game” che integra danza e musica in un programma strutturato, scientificamente fondato e clinicamente rilevante. Il meccanismo d’azione è comportamentale. Ogni attività è associata a parametri di performance significativi e inserita in una narrazione interattiva che si sviluppa in base ai risultati ottenuti dal paziente, che diventa parte attiva dell’esperienza terapeutica. In questo modo, la terapia si trasforma in un’esperienza immersiva e motivante, capace di sostenere nel tempo la partecipazione e l’aderenza al trattamento».

Quale utilizzo può avere questa terapia digitale?

«Dal punto di vista applicativo, DANCEREX è uno strumento di riabilitazione digitale pensato per essere utilizzato da persone con malattie neurologiche croniche, in affiancamento alle cure tradizionali fin dalle fasi precoci di malattia. In particolare, come detto, è stato studiato nella sclerosi multipla e nel decadimento cognitivo lieve a rischio di demenza, tipico delle fasi iniziali dell’invecchiamento patologico.  In entrambi i casi, intervenire precocemente è fondamentale per contrastare l’avanzare del processo neurodegenerativo e l’evoluzione clinica.

Nella pratica, DANCEREX può rendere la riabilitazione più accessibile e continuativa, anche a domicilio, aiutando queste persone a mantenere nel tempo le capacità motorie e cognitive e offrendo uno stimolo integrato che coinvolge movimento, attenzione, memoria ed emozioni. L’obiettivo clinico non è solo migliorare le singole funzioni, ma sostenere la funzionalità cerebrale nel suo insieme, rallentando l’evoluzione della malattia e contribuendo a preservare il più possibile autonomia e qualità della vita». 

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Alessandra Margreth
Alessandra Margreth
Giornalista professionista, esperta di temi salute e sanità