Europa in campo contro la disinformazione e gli attacchi esterni

A TrendSanità Antonio Parenti, Capo della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia, sulle iniziative per contrastare le manipolazioni in vista delle elezioni dell'8 e 9 giugno

«Sii critico su ciò che leggi on line: audio e video possono essere alterati. Controlla le fonti. Difenditi da chi ti vuole manipolare». Si gioca anche così la partita per le elezioni europee.

#FightDisinformation

Molti avranno incrociato in queste settimane in tv e sul web lo spot e la campagna #FightDisinformation, promossi dalla Commissione UE e dall’ERGA, il gruppo europeo dei regolatori per i servizi audiovisivi che riunisce le 27 autorità nazionali di regolamentazione di settore. L’iniziativa nasce per contrastare le distorsioni informative e le manipolazioni diffuse in occasione delle elezioni europee che chiameranno al voto tutti gli europei dal 6 al 9 giugno.

Inquietante déjà vu

Notizie false, video e audio artefatti, sono, per chi si occupa di comunicazione e salute, un inquietante déjà vu che fa tornare alla mente i mesi più difficili della pandemia da covid-19. E la salute, i vaccini e le iniziative di prevenzione delle malattie restano ancora adesso uno dei temi più utilizzati da chi punta ad indebolire la credibilità delle istituzioni europee e di quelle nazionali. A questo si aggiungono di recente i rischi dell’utilizzo strumentale di intelligenza artificiale, chatbot e deep fake.

L’impegno UE

Antonio Parenti

«La grandissima ondata di disinformazione che abbiamo avuto sulla sanità nel periodo della pandemia ha sicuramente causato morti e ricoveri gravi di chi ha creduto alle notizie false messe in circolazione o di chi ha scelto di non vaccinarsi sulla base di informazioni distorte e manipolate – spiega a TrendSanità Antonio Parenti, Capo della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia –. Per cui, non è che stiamo parlando di attività ludiche che non hanno alcun effetto sulla società. Ma parliamo di rischi reali e concreti su cui l’Unione Europea e le sue istituzioni sono molto attente».

FIMI – Foreign Information Manipulation and Interference

Sono iniziative create da soggetti interni alla UE e non solo. «Nell’ambito delle elezioni di giugno – spiega ancora Parenti – è in particolar modo chiaro che ci sarà sicuramente un forte tentativo di influenzare il voto da parte di potenze straniere». Quelle a cui si riferisce il funzionario comunitario in gergo vengono chiamate FIMI – Foreign Information Manipulation and Interference. Quelle censite negli ultimi mesi hanno preso di mira la salute, la crisi climatica e le misure varate dall’Europa per contrastarla, le persone LGBTIQ+ e molto altro.

La forza della democrazia europea

Qui il rappresentante della Commissione UE ci tiene a fare una doverosa precisazione: «Questo è uno dei limiti ma, se vogliamo, è anche la forza del sistema democratico dei nostri Paesi. C’è un dibattito, ci sono opinioni diverse che si confrontano in modo anche netto. E poi c’è la disinformazione che deve essere definita, qualificata e vista come tale. E, dunque, deve essere combattuta, ma tutto va fatto preservando il nostro sistema democratico che consente la discussione a differenza di altri Paesi dove questa libertà è molto limitata. Questa è oggi l’Europa e questo rimane uno dei punti forti».

Dal debunking al prebunking

Il video IDMO-Google

Torniamo alla pandemia e alla grande infodemia che abbiamo conosciuto in quegli anni. Molte delle ricerche e delle iniziative scientifiche messe in campo in quel periodo hanno provato a puntare sul rafforzamento del senso critico dei cittadini nei confronti della disinformazione evolvendo il concetto di debunking (smentire le notizie false dopo che si sono diffuse) in quello di prebunking dando alla popolazione gli strumenti cognitivi per riconoscere le tecniche e gli stratagemmi ricorrenti della disinformazione su tutti gli argomenti su cui si declina: che sia la salute, il clima, la guerra o le differenze di genere. In questo senso va citata l’interessante collaborazione di EDMO e IDMO (rispettivamente l’osservatorio europeo e quello italiano dei media digitali finanziati dalla Commissione UE) con piattaforme come Google e altre, per “addestrare” gli utenti, anche i più giovani, con video e animazioni.

Votare informati

«Le istituzioni europee stanno cercando naturalmente di facilitare l’opera di definizione di quali sono le distorsioni dell’informazione e di identificare anche le fonti di questa disinformazione. Perché se, per esempio, abbiamo una forte attività da parte di settori statali russi, è importante che questo si sappia perché il cittadino deve poter svolgere il proprio voto di giugno nel modo più informato. Ma informato sui fatti e sulle opinioni e non sulla base di fake news messe in giro da chi vuole indebolire l’Europa» conclude Parenti.

Può interessarti

Cesare Buquicchio
Giornalista professionista. Condirettore TrendSanità. Capo Ufficio Stampa Ministero della Salute dal 2019 al 2022. Direttore scientifico del corso di perfezionamento CreSP, Università di Pisa