Quando una visita urgente, un paio di occhiali necessari o un dispositivo medico, sia esso anche odontoiatrico o sanitario, diventano una spesa improvvisa difficile da sostenere, curarsi rischia di sbilanciare gli equilibri economici della famiglia. È proprio per rispondere a queste situazioni di fragilità che il Comitato Macula APS ha promosso Macula Credit, un’iniziativa di welfare universale pensata per offrire un sostegno immediato alle persone. Grazie a una convenzione con un istituto bancario nazionale, l’associazione consente ai propri iscritti di accedere a finanziamenti a tasso zero fino a un massimo di 2mila euro, rimborsabili in dodici mesi senza interessi. Il progetto nasce con l’obiettivo di rafforzare il diritto alla diagnosi e garantire la cura, superando le barriere rappresentate dalle liste d’attesa e dai costi elevati di alcune prestazioni sanitarie. Attraverso procedure semplificate e un servizio di consulenza dedicato, Macula Credit si propone come una risposta concreta e sostenibile, capace di coniugare responsabilità finanziaria e tutela del benessere familiare.
Per approfondire obiettivi e prospettive del progetto, TrendSanità ha incontrato Massimo Ligustro, presidente del Comitato Macula APS e ideatore dell’iniziativa, e Danilo Mazzacane, segretario fondatore di GOAL (Gruppo Oculisti Ambulatoriali Liberi).
Macula Credit: origine, funzionamento e obiettivi
Dottor Ligustro, come è nato il progetto Macula Credit?

«Macula Credit nasce dall’osservazione di una criticità concreta e ricorrente nel percorso diagnostico dei pazienti con patologie retiniche. Spesso il primo accesso avviene tramite una visita oculistica di base, dalla quale emerge che il problema visivo non è correggibile con semplici ausili ottici, ma richiede approfondimenti specialistici e strumentazioni avanzate, non sempre disponibili nello studio di prima valutazione. In questi casi il paziente è costretto a sostenere più visite in tempi ravvicinati, spesso in regime privato e con costi rilevanti. La necessità di essere tempestivi diventa fondamentale: un ritardo diagnostico o terapeutico nelle maculopatie può favorire l’evoluzione verso l’ipovisione permanente. Tuttavia, molte persone rinunciano agli approfondimenti per difficoltà di liquidità, rimanendo intrappolate in diagnosi incomplete o tardive. Macula Credit risponde a questo bisogno consentendo di diluire in 12 mesi, a tasso zero, i costi delle prestazioni sanitarie, fino a un massimo di 2.000 euro. Non risolve la malattia, ma riduce una barriera economica che spesso ostacola l’accesso tempestivo alle cure».
Quali sono i criteri di accesso a Macula Credit e come viene garantita l’equità nell’utilizzo?
«Macula Credit si basa su una convenzione stipulata dal Comitato Macula APS con un istituto bancario nazionale, nel rispetto delle normative ABI. L’accesso è riservato ai soci dell’associazione e l’iscrizione ha un costo simbolico di dieci euro annui. Una volta iscritti, i richiedenti vengono messi in contatto con l’associazione, che svolge un ruolo di orientamento e tutela, non di controllo. L’obiettivo è verificare che il credito sia utilizzato per spese sanitarie o socio-sanitarie, evitando situazioni di sovraindebitamento. Non sono richiesti ISEE, certificazioni cliniche o documentazione reddituale. Il credito viene erogato tramite una carta collegata a un conto dedicato e rimborsato in 12 rate mensili senza interessi. Ad esempio, una spesa di 500 euro corrisponde a una rata di circa 41 euro al mese».
Un ritardo diagnostico o terapeutico nelle maculopatie può favorire l’evoluzione verso l’ipovisione permanente
Il credito può essere utilizzato anche al di fuori dell’ambito oculistico?
«Macula Credit nasce dall’esperienza maturata nel campo delle maculopatie, ma è stato esteso anche ad altre esigenze sanitarie. Si tratta infatti di uno strumento di accesso agevolato al credito per dispositivi e prestazioni sanitarie: occhiali, ausili ortopedici, tutori, apparecchi odontoiatrici e altri presìdi non coperti dal Servizio sanitario nazionale. Questa scelta riflette una visione di welfare più ampia: oggi molte persone faticano a sostenere anche spese sanitarie di base, spesso non rimborsabili e soggette a liste d’attesa incompatibili con i bisogni clinici. In molti casi, il problema non è la prestazione in sé, ma il tempo».
In che modo Macula Credit si colloca rispetto al Servizio sanitario nazionale e ai fondi integrativi?
«Il Servizio sanitario nazionale garantisce l’accesso alle cure essenziali, ma per molte prestazioni e dispositivi, come occhiali, ausili o cure odontoiatriche, il costo resta interamente a carico del cittadino. Le assicurazioni sanitarie, soprattutto quelle più complete, hanno costi elevati e sono accessibili a una minoranza. Macula Credit non sostituisce il SSN né le assicurazioni, ma colma uno spazio intermedio, offrendo libertà di scelta del professionista e immediatezza di accesso. Il paziente non è vincolato a reti convenzionate e può rivolgersi allo specialista più adeguato, anche se più costoso, senza dover rinunciare per motivi economici».
Dal vostro servizio SOS Macula, attivo dal 2020, quali bisogni emergono maggiormente?
«SOS Macula è un servizio telefonico dedicato a pazienti, caregiver e familiari, pensato per persone con ridotta capacità visiva. In cinque anni abbiamo raccolto decine di migliaia di telefonate e richieste via e-mail. Dalle segnalazioni emerge un forte bisogno di informazione, orientamento e supporto pratico. L’ipovisione è una condizione poco compresa: spesso le famiglie non sanno come adattare l’ambiente domestico, prevenire cadute, scegliere ausili adeguati o sfruttare le tecnologie assistive oggi disponibili. Manca inoltre un coinvolgimento strutturato di figure come l’ortottista, che potrebbe svolgere un ruolo centrale nella riabilitazione visiva e nell’educazione del paziente. Il risultato è che molte persone vivono una progressiva perdita di autonomia, spesso evitabile».
Macula Credit non vuole sostituire il SSN né le assicurazioni, ma colmare uno spazio intermedio
Quali sono state le principali difficoltà nell’implementazione di Macula Credit e quali gli sviluppi futuri?
«La principale sfida è stata trovare un istituto di credito disposto a sostenere un progetto con una forte valenza sociale. Dopo anni di interlocuzioni, siamo riusciti a costruire una partnership fondata su una visione condivisa di welfare. Oggi l’Associazione svolge un ruolo di facilitazione: raccoglie le richieste, orienta i cittadini e trasmette i dati alla banca, che gestisce l’istruttoria. Stiamo lavorando per ampliare la rete, coinvolgendo realtà del terzo settore come Caritas e Comunità di Sant’Egidio, per rendere l’iniziativa più diffusa a livello nazionale. In Italia si parla molto di cecità, ma poco di ipovisione. Eppure, gli ipovedenti sono oltre 2,6 milioni. L’assenza di attenzione produce esclusione, perdita di autonomia e risparmio improprio sulla pelle dei pazienti. È tempo di riconoscere l’ipovisione come una condizione che merita la stessa dignità, attenzione e investimento riservati ad altre grandi aree della sanità».
Il punto di vista degli oculisti ambulatoriali

Dottor Mazzacane, quali elementi di Macula Credit hanno convinto GOAL (Gruppo Oculisti Ambulatoriali Liberi) a concedere il patrocinio e in che modo questa iniziativa risponde alle criticità di accesso alle cure che l’associazione osserva quotidianamente nei pazienti e nelle famiglie?
«Goal e Comitato Macula collaborano da diversi anni per portare all’attenzione pubblica la problematica della maculopatia e cercando di aiutare coloro che ne sono affetti e magari inizialmente senza sapere di esserlo, anche con campagne di screening. L’iniziativa Macula Credit è un piccolo contributo per permettere a coloro che non hanno enormi risorse economiche, di far fronte almeno alle spese sanitarie iniziali per giungere in fretta ad una diagnosi certa con l’indirizzo per la terapia necessaria. Ci sono però altre situazioni critiche oltre a quelle derivanti dalla maculopatia. Pertanto, si tratta di un “supporto welfare” facilmente accessibile e non sostitutivo di quelli istituzionalmente deputati a salvaguardare la salute della popolazione. La collaborazione attiva tra le associazioni dei pazienti e le figure professionali sanitarie permette inoltre di ricreare quel rapporto fiduciario medico-paziente indispensabile per il buon esito di ogni prestazione sanitaria, in un clima di serenità».
Dall’osservatorio GOAL, quale ruolo possono giocare strumenti di credito sanitario etico e a tasso zero nel colmare i limiti del Servizio sanitario nazionale, in particolare per dispositivi e ausili oftalmologici?
«Il credito sanitario Macula Credit rappresenta una proposta di aiuto non vincolante e senza lucro, che può contribuire anche per piccole spese, che per alcune persone rappresentano un ostacolo insormontabile, alla salvaguardia della salute visiva. In tal modo si potrebbe anche offrire un aiuto per migliorare l’aderenza terapeutica e/o permettere di avere la migliore qualità di vita possibile. La speranza è che tale strumento possa essere solo una soluzione di estrema emergenza e che nel frattempo si possano superare le attuali criticità del Sistema Sanitario Nazionale, ridando speranza e sorriso a coloro che devono fronteggiare la maculopatia, la situazione di ipovisione e ogni disagio derivante da una condizione patologica».







