Sanità pubblica, SItI: rafforzare prevenzione, sorveglianza e risorse dei Dipartimenti

Rafforzare i Dipartimenti di Prevenzione, accelerare l’attuazione dei piani nazionali, aggiornare i dati sulle campagne vaccinali e risolvere le criticità normative che limitano il funzionamento dei sistemi speciali di sorveglianza delle malattie infettive. Sono alcune delle priorità emerse dal 59° Congresso nazionale della Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), che ha riunito a Genova oltre 1.500 partecipanti.

Al centro dei lavori, una prospettiva “glocale”, che integra le evidenze scientifiche internazionali con i bisogni concreti dei territori. Per il presidente della SItI, Enrico Di Rosa, la ricerca deve tradursi in strumenti operativi capaci di migliorare la salute della popolazione, ma perché questo avvenga sono necessarie strutture adeguate, personale e risorse.

«Siamo infatti convinti – ha affermato Di Rosa – che solo integrando le evidenze prodotte dalla ricerca internazionale con i bisogni concreti dei territori è possibile trasformare l’innovazione in strumenti operativi, efficaci ed equi».

Dipartimenti di Prevenzione: servono organici e risorse adeguati

La piena attuazione del Piano Nazionale di Prevenzione richiede Dipartimenti di Prevenzione in grado di affrontare le minacce sanitarie e rispondere ai bisogni locali. La SItI richiama in particolare la necessità di definire le dotazioni organiche, tema previsto, secondo quanto riferito dalla società scientifica, nell’ambito del Piano Nazionale di Prevenzione e del Piano pandemico.

La SItI chiede risorse e dotazioni organiche adeguate per rafforzare i Dipartimenti di Prevenzione

«C’è bisogno di essere preparati e pronti a livello culturale, professionale e scientifico – e sicuramente gli Igienisti lo sono – però dobbiamo avere le forze e le risorse necessarie per poter attuare queste azioni», ha sottolineato Di Rosa.

La società scientifica dichiara la propria disponibilità a collaborare con il Ministero della Salute e con le altre istituzioni, portando proposte per rafforzare l’organizzazione dei servizi di prevenzione. L’obiettivo è fare in modo che le competenze professionali disponibili possano tradursi in capacità operativa nei territori.

Vaccinazioni: aggiornare il calendario e rendere disponibili i dati

Tra le questioni segnalate dalla SItI c’è l’aggiornamento del Calendario vaccinale e la pubblicazione del nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, anche in forma di bozza, per avviare il confronto con gli operatori.

La società scientifica richiama inoltre la necessità di una trasmissione tempestiva e aggiornata dei dati relativi alle campagne vaccinali. Secondo Di Rosa, i risultati ufficiali della precedente campagna antinfluenzale non sono ancora disponibili, a causa di problemi normativi che ne ostacolano la comunicazione.

La trasmissione tempestiva dei dati è necessaria per valutare le campagne vaccinali

«Sappiamo che i risultati della campagna di vaccinazione dello scorso anno sono in linea con l’anno precedente e che il numero di somministrazioni è ancora lontano dal raggiungere un livello soddisfacente. Sarebbe auspicabile, però, avere velocemente una trasmissione dei dati aggiornata sulle campagne vaccinali», ha dichiarato il presidente della SItI.

La disponibilità di dati aggiornati è essenziale per valutare l’andamento delle campagne e orientare le successive attività di prevenzione.

Sorveglianza delle malattie infettive e approccio One Health

Un’altra criticità riguarda i sistemi speciali di sorveglianza delle malattie infettive, la cui piena operatività sarebbe ostacolata, secondo la SItI, da una carenza normativa connessa alla tutela della privacy.

Enrico Di Rosa

La società scientifica richiama l’importanza di mantenere alta l’attenzione sulle malattie infettive emergenti e di assicurare il funzionamento dei sistemi di sorveglianza umana e veterinaria, secondo un approccio integrato One Health.

«Anche di fronte al virus Shamonda e a quanto accaduto in Francia nei giorni scorsi, abbiamo ribadito l’importanza assoluta di mantenere alto il livello di attenzione nei confronti delle malattie infettive e quindi i sistemi di sorveglianza umana e veterinaria in un approccio One Health sono assolutamente indispensabili», ha affermato Di Rosa.

La questione riguarda quindi sia la capacità di individuare tempestivamente le minacce infettive sia la disponibilità di strumenti normativi e organizzativi che consentano ai sistemi di sorveglianza di operare in modo efficace.

Competenze in crescita, ma la prevenzione deve tradursi in azioni

Il Congresso ha affrontato anche il cambiamento climatico, le malattie infettive emergenti, le arbovirosi e il ruolo dell’intelligenza artificiale nel sistema sanitario. La partecipazione ha superato i 1.500 iscritti e, secondo la SItI, gli iscritti alle scuole di specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva sono aumentati dell’11% rispetto al 2025.

La collaborazione tra società scientifiche e istituzioni è fondamentale per tradurre le evidenze in interventi efficaci sul territorio

Gli specialisti in Igiene svolgono un ruolo nei Dipartimenti di Prevenzione, nei servizi territoriali e nelle strutture ospedaliere, contribuendo alla programmazione e alla gestione dei servizi sanitari. Per la SItI, valorizzare queste competenze è parte integrante del rafforzamento della sanità pubblica.

Roberta Siliquini

La vicepresidente Roberta Siliquini ha richiamato la responsabilità delle società scientifiche nel favorire l’applicazione delle conoscenze e la collaborazione con le istituzioni.

«Le società scientifiche hanno certamente un ruolo fondamentale nel tracciare la rotta per raggiungere grandi obiettivi di sanità pubblica. È necessario però tenere a mente una cosa importante: non si deve fare solo scienza. Le evidenze scientifiche sono fondamentali, ma una società che presidia la salute pubblica è una società che deve essere in grado di garantire che le evidenze scientifiche vengano applicate sul territorio».

Per Siliquini, il contributo delle società scientifiche consiste anche nel verificare che le conoscenze producano effetti concreti sulla salute e nel collaborare con le istituzioni politiche per raggiungere i migliori livelli di salute possibili per la popolazione.

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