Introduzione
Secondo gli ultimi rapporti AIOM-AIRTUM (2024), in Italia il carcinoma della mammella è il primo tumore per incidenza nella popolazione generale e occupa il primo posto per mortalità nel sesso femminile (53.686 nuove diagnosi nel 2024 e 15.500 decessi nel 2022), risultando in questo contesto la neoplasia più diagnosticata in tutte le fasce di età (41% sul totale delle neoplasie nella fascia 0-49 anni, 35% nella fascia 50-69 anni e 22% nella fascia ≥70 anni). La prevalenza è pari a 925.000 donne viventi dopo la diagnosi, di cui 37.000 con neoplasia metastatica. La sopravvivenza complessiva a 5 anni dalla diagnosi è pari all’88%. Nel contesto regionale lombardo, considerando le informazioni derivanti dai programmi di screening per la diagnosi precoce del tumore alla mammella, è emerso che nel 2022 sono 1.863 le donne che hanno avuto una diagnosi di cancro [AIOM-AIRTUM, 2024].
Il carcinoma della mammella è il primo tumore per incidenza nella popolazione generale
La percentuale di pazienti con diagnosi di malattia metastatica de novo va dal 3 al 6% nei Paesi industrializzati e invece dal 10 al 30% nei meno sviluppati, mentre si stima che il 20-30% dei casi di tumore inizialmente diagnosticato in stadio precoce andrà incontro a successiva recidiva e diffusione sistemica. Il carcinoma della mammella HER2+ costituisce il 10-20% di tutti i tipi di carcinomi della mammella. In riferimento alla malattia in stadio avanzato, per questo sottotipo biologico di tumore, la sopravvivenza è di 50,1 mesi [AIOM, 2023 – LG Carcinoma mammario avanzato].
Lo standard of care per la terapia di prima linea per il tumore della mammella HER2+ metastatico (MBC) e nel tumore alla mammella HER2+ in stadio iniziale ad alto rischio di recidiva (EBC) è rappresentato dalla combinazione tra la chemioterapia citotossica e l’associazione sinergica di pertuzumab e trastuzumab, anticorpi monoclonali diretti verso il fattore di crescita HER2 over-espresso in questo sottotipo tumorale.
Come dimostrato negli studi CLEOPATRA (setting metastatico [Swain et al., 2015]) e APHINITY (setting adiuvante [von Minckwitz et al., 2017]), l’associazione tra trastuzumab e pertuzumab comporta un incremento in termini di progression-free survival (PFS) e overall survival (OS) rispetto all’utilizzo del solo trastuzumab [AIOM, 2023 – LG Carcinoma mammario avanzato; AIOM, 2023 – LG Carcinoma mammario in stadio precoce]. Lo stesso viene confermato nel setting neoadiuvante nel trial randomizzato multicentrico di fase 2 NEOSPHERE nel quale l’incremento in PFS ed OS è portato dall’associazione di pertuzumab, trastuzumab e docetaxel [Gianni et al., 2016]. I due anticorpi si presentano, separatamente, formulati per essere somministrati per via endovenosa, con relativi tempi di somministrazione e di successiva osservazione. La schedula di trattamento prevede la somministrazione ogni 21 giorni di pertuzumab (840 mg loading dose, seguita da 420 mg maintenance dose) più trastuzumab (8 mg/kg loading dose, seguita da 6 mg/kg maintenance dose).
L’associazione tra trastuzumab e pertuzumab comporta un incremento in termini di progression-free survival e overall survival rispetto all’utilizzo del solo trastuzumab
Nel campo oncologico, l’innovazione tecnologica gioca un ruolo fondamentale, sia per le nuove molecole in continuo sviluppo, sia per le forme farmaceutiche sempre più innovative e meno invasive. All’interno di questo setting riscontriamo la recente introduzione della combinazione all-in-one di pertuzumab e trastuzumab, destinato alla somministrazione per via sottocutanea (di seguito nominato PTsc). Sono previste due fixed-dose: 1200 mg pertuzumab/600 mg trastuzumab destinata al primo ciclo di trattamento, alla quale seguono ogni 21 giorni le dosi successive, con 600 mg pertuzumab/600 mg trastuzumab. Questa soluzione iniettabile è aspirabile direttamente in siringa per la somministrazione per via sottocutanea. La disponibilità in commercio di farmaci biosimilari è attualmente prevista solo per trastuzumab, in infusione endovenosa.
Alla luce della rilevanza della problematica di salute, l’obiettivo di questo contributo consiste nel comprendere l’ammontare dei costi e il potenziale impatto sull’organizzazione aziendale a seguito dell’introduzione di una nuova tecnologia. Nello specifico confrontare lo standard of care per la terapia del tumore alla mammella HER2+ in fase neoadiuvante, adiuvante e in prima linea metastatica, secondo le indicazioni autorizzate e rimborsate da AIFA al momento della presente analisi, pertuzumab in associazione a trastuzumab (biosimilare) somministrati per via endovenosa (PTev), e la tecnologia innovativa costituita dalla formulazione all-in-one di trastuzumab e pertuzumab somministrata per via sottocutanea (PTsc), anche in riferimento al fatto che, come indicato dal Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto [AIFA – RCP Ogivri; AIFA – RCP Perjeta; AIFA – RCP Phesgo], non vi è necessità di effettuare, prima delle somministrazione sottocutanea, una somministrazione per via endovenosa.
L’obiettivo è valutare i costi e il potenziale impatto sull’organizzazione aziendale a seguito dell’introduzione di PTsc rispetto a PTev
L’obiettivo di valutazione così strutturato permetterà di rispondere alla policy question di seguito proposta: “Sussiste un vantaggio nell’introduzione nel prontuario ospedaliero della formulazione sottocutanea di pertuzumab e trastuzumab rispetto alla formulazione endovenosa degli stessi agenti somministrati singolarmente, sia in termini economici sia organizzativi, prendendo in considerazione il punto di vista di aziendale?”.
Metodi
Per il raggiungimento dell’obiettivo è stata condotta un’analisi di Health Technology Assessment (HTA), con prospettiva meso (aziendale), presidiando dunque le 4 dimensioni tipiche del modello mini-HTA [DACEHTA, 2005]: tecnologia, paziente, impatto economico e impatto organizzativo. La valutazione, come sopra indicato, prenderà in considerazione un’azienda sanitaria lombarda, che conta 23 pazienti HER2+ nel periodo di osservazione da febbraio 2023 a febbraio 2025 (introduzione in prontuario di PTsc il 07/02/2023).
La valutazione prende in considerazione un’azienda sanitaria lombarda che conta 23 pazienti HER2+ nel periodo febbraio 2023-febbraio 2025
Si specifica come le quattro dimensioni sopra esposte siano state opportunamente presidiate avvalendosi sia di evidenze derivanti dalla letteratura, soprattutto per quanto concerne gli indicatori di efficacia e sicurezza, sia di dati di reale pratica clinica, nonché di percezioni dei professionisti sanitari a vario titolo coinvolti nel percorso di trattamento del paziente.
Fase propedeutica per lo sviluppo della valutazione è stata l’effettuazione di una review narrativa della letteratura così da comprendere lo stato dell’arte della tematica in oggetto, considerando il seguente PICO.
- Population → pazienti affette da HER2+EBC e HER2+MBC
- Intervention→ PTsc
- Comparator → PTev
- Outcome → Riduzione dei tempi di allestimento e somministrazione, riduzione delle reazioni avverse correlate alla somministrazione
Per la disamina della prima dimensione (tecnologia) è stata condotta un’analisi della letteratura degli ultimi 5 anni nella banca dati PubMed utilizzando la seguente stringa di ricerca (((intravenous) OR (subcutaneous)) AND (trastuzumab) AND (pertuzumab))), per reperire il profilo di efficacia e di sicurezza dei farmaci oggetto dell’indagine.
Per la disamina della seconda dimensione, ossia l’impatto sul paziente, sono stati reperiti sia dati dalla letteratura disponibile sia dati di reale pratica clinica, in riferimento al tempo speso dal paziente in ospedale per l’effettuazione del trattamento e per la risoluzione di eventuali eventi avversi farmaco-correlati. Considerando che il primo ciclo di trattamento viene effettuato per tutti i pazienti con PTev, la valutazione relativa alla mancata produttività del soggetto viene effettuata a partire dal secondo ciclo.
La terza dimensione, quella economica, è stata presidiata in prima istanza mappando il processo di allestimento e di somministrazione delle tecnologie in esame, reperendo dati di reale pratica clinica derivanti dalla struttura coinvolta nell’indagine. Nello specifico, sono stati riportati i costi dei dispositivi per l’allestimento e la somministrazione e il costo del personale, tralasciando i costi delle apparecchiature come la cappa aspirante e le pompe d’infusione in quanto è terminata la fase di ammortamento dei costi. Non sono stati inclusi i costi dei dispositivi di protezione individuale e di medicazione in quanto identici per entrambe le tecnologie e quindi di nessuna rilevanza per la valutazione stessa. A seguito della valorizzazione economica è stata condotta un’analisi di costo-efficacia così da comprendere la terapia con un migliore trade-off tra costi sostenuti ed efficacia raggiunta. Il valore di Costo Efficacia (CEV) è stato calcolato dividendo il costo medio totale per l’efficacia misurata come assenza di eventi avversi. Il valore di Costo Efficacia Incrementale (ICER) è stato calcolato dividendo la differenza tra i costi totali di A (tecnologia standard) e B (tecnologia innovativa) per la differenza di efficacia tra A e B.
Per valutare la quarta dimensione, cioè quella organizzativa, a seguito dell’introduzione della tecnologia innovativa, è stato sottoposto un questionario di tipo qualitativo al personale coinvolto nelle fasi di allestimento e di somministrazione delle tecnologie in comparazione che indagava se, a seguito dell’introduzione della nuova tecnologia, fosse necessario nuovo personale, una formazione specifica degli operatori, se fossero necessari nuovi spazi, macchinari, attrezzature o arredi, rispetto alla tecnologia standard.
Risultati
Analisi della letteratura: gli indicatori di efficacia e sicurezza
A seguito dell’analisi della letteratura, sono emersi 84 articoli, dei quali, a seguito di lettura del titolo e dell’abstract, ne sono stati selezionati esclusivamente 15 (esclusione dovuta al disegno dello studio che non comportava un confronto diretto tra PTsc e PTev, alla comparazione con altre tipologie di terapia, al solo confronto tra trastuzumab in somministrazione endovenosa verso quella sottocutanea, alla mancanza dei dati necessari alla valorizzazione degli obiettivi di questo lavoro). Dopo la lettura completa di questi articoli, ne sono stati utilizzati 12 per la stesura del presente lavoro perché completamente rispondenti al PICO strutturato per la presente valutazione. Le tre evidenze che hanno ottenuto un punteggio superiore nel processo di validazione sono risultate essere le seguenti: il lavoro di Tan e colleghi pubblicato su «The Lancet» nel 2021 [Tan et al., 2021], RCT multicentrico di fase 3, open-label, di non inferiorità, valutato con scala Jadad, che ha stabilito la non inferiorità di PTsc rispetto alle formulazioni endovenose dei due anticorpi monoclonali diretti verso HER2+. All’interno dello studio condotto da Swain e colleghi pubblicato su «European Journal of Cancer» nel 2023 [Swain et al., 2023] è stata valutata l’incidenza di reazioni di ipersensibilità tra PTsc e PTev; è emerso che entrambe le formulazioni risultano ben tollerate con una bassa incidenza di reazioni di ipersensibilità di grado ≥3 per la formulazione endovenosa e nessuna incidenza di reazioni di ipersensibilità di grado ≥3 per la formulazione sottocutanea. Nella revisione sistematica di McCloskey e colleghi pubblicata su «PharmacoEconomics» nel 2023 [McCloskey et al., 2023] si afferma che, considerando il setting ospedaliero, ci sono delle sostanziali evidenze sul risparmio di risorse sia temporali sia economiche quando i farmaci vengono somministrati per via sottocutanea rispetto a quelli somministrati per via endovenosa.
Dalla letteratura emerge che PTsc è ben tollerato, non inferiore rispetto a PTev come biodisponibilità e, in quanto formulazione sc, può comportare risparmi di tempi e di costi
L’efficacia di PTsc è stata considerata non inferiore all’associazione PTev nello studio di fase 3 FeDeriCa [Tan et al., 2021], che aveva come obiettivo primario la valutazione della biodisponibilità della formulazione in sottocute rispetto a quella endovenosa, il quale è stato soddisfatto con valori medi geometrici di concentrazione sierica Ctrough di 1,22 (intervallo di confidenza al 90%, IC90% 1,14-1,31) per pertuzumab e 1,33 (IC90% 1,24-1,43) per trastuzumab e con tassi di risposta patologica totale comparabili (per PTev 150/252, cioè il 59,5%; IC95% 53,2-65,6; per PTsc 148/248, cioè il 59,7%; IC95% 53,3-65,8), che hanno motivato l’approvazione di PTsc da parte degli enti regolatori [Tan et al., 2021].
Focalizzando l’attenzione sul profilo di sicurezza, la letteratura riporta come i principali eventi avversi farmaco-correlati, a chemioterapia conclusa, risultino essere la diarrea (33% PTev; 31% PTsc) e la neutropenia (13% PTev; 14% PTsc) [Tan et al., 2021]. Inoltre, occorre menzionare le reazioni sistemiche correlate all’infusione o le reazioni nel sito d’iniezione, che presentano una occorrenza pari al 10% per PTev e all’1% per PTsc [Tan et al., 2021].
Implicazioni sulla qualità di vita del paziente
Come emerge dalla letteratura [O’Shaughnessy et al., 2021], la preferenza dei pazienti propende verso la formulazione sottocutanea. Inoltre, come affermato dal recente paper di Abe e colleghi pubblicato su «Molecular and Clinical Oncology» nel 2025 [Abe et al., 2025], il passaggio dalla formulazione endovenosa a quella sottocutanea viene considerato sicuro. Pertanto, la nuova tecnologia influenza in modo positivo la qualità di vita del paziente, in quanto supporta una riduzione dei seguenti parametri: i) la probabilità di incidenza di reazioni avverse, merito di una via di somministrazione meno invasiva; ii) la durata della somministrazione e iii) la durata del periodo di osservazione e monitoraggio del paziente, come fase successiva a quella di infusione.
Nella Tabella 1 si riportano i tempi di somministrazione e osservazione delle tecnologie a confronto.
|
Farmaco |
Somministrazione dose di carico |
Osservazione |
Somministrazione dosi successive |
Osservazione |
|
Trastuzumab ev |
90 minuti |
6 ore |
30 minuti |
2 ore |
|
Pertuzumab ev |
60 minuti |
30-60 minuti |
30-60 minuti |
30-60 minuti |
|
PTsc |
8 minuti |
30 minuti |
5 minuti |
15 minuti |
Tabella 1. Tempi di somministrazione e osservazione delle tecnologie a confronto [AIFA – RCP Ogivri; AIFA – RCP Perjeta; AIFA – RCP Phesgo]
I pazienti preferiscono PTsc per la minor probabilità di reazione avverse e la minor durata della somministrazione e del monitoraggio
Considerando 18 cicli di terapia, la mancata produttività di un paziente in trattamento rispettivamente con PTev e con PTsc è pari a 72 ore e 6 ore totali, alle quali si può sommare il tempo necessario per raggiungere il centro di cura. Mediante agevolazioni legislative e contrattuali il paziente potrebbe non essere danneggiato economicamente da ciò, mentre può esserci un’alterazione della produttività dell’azienda datrice di lavoro che risulta essere maggiore per un soggetto in trattamento con PTev. Da questo punto di vista, è doveroso segnalare come le pazienti in terapia con PTsc si rechino in autonomia presso il centro di cura; al contrario, una piccola quota parte di pazienti in trattamento con PTev viene accompagnata da parte di un caregiver, che resta impegnato durante le ore di osservazione post infusione. L’adozione di PTsc presenta dunque delle implicazioni positive sia nell’ambito sociale sia lavorativo del paziente e dei caregiver, nella misura in cui quest’ultimo viene coinvolto nell’intero percorso di cura.
L’adozione di PTsc ha delle implicazioni positive sia nell’ambito sociale sia lavorativo del paziente e dei caregiver
Impatto economico
La popolazione con tumore della mammella HER2+ afferente alla struttura sanitaria coinvolta, consta di 23 pazienti, senza distinzione tra chi è in cura con l’una o l’altra terapia, in quanto all’inizio della valutazione le indicazioni di PTsc non erano sovrapponibili a quelle di PTev. Solitamente le pazienti iniziano il percorso di cura con pertuzumab+trastuzumab in somministrazione endovenosa e successivamente avviene lo shift a PTsc durante la fase adiuvante, fino a un massimo di 18 cicli totali di trattamento, o in fase di mantenimento per la malattia metastatica, fino a progressione o comparsa di tossicità inaccettabile. Viene fatta una valutazione basandosi su 18 cicli di trattamento, in quanto è difficile definire una media del numero di cicli effettuati nelle pazienti in fase metastatica. Nella Tabella 2 si riporta la valorizzazione economica dei processi di allestimento e di somministrazione delle tecnologie in esame.
|
Costo unitario € (IVA esclusa) |
Quantità |
Totale € |
|
|---|---|---|---|
|
PTsc |
|||
|
Costo del farmaco PERTUZUMAB-TRASTUZUMAB sc |
4.091,33 |
1 |
4.091,33 |
|
Fase di allestimento |
|||
|
Perforatore CH70 |
0,89 |
1 |
0,89 |
|
Siringa 20 ml LL |
0,0575 |
1 |
0,0575 |
|
Tappo sterile per cateteri vascolari |
0,07 |
1 |
0,07 |
|
Infermiere (allestitore + controllo) |
0,38 €/minuto |
2*2 minuti |
1,52 |
|
Fase di somministrazione (somministrazione 8/5 minuti – osservazione 30/15 minuti) |
|||
|
Dispositivi medici |
0 |
0 |
0 |
|
Infermiere |
0,38 €/minuto |
20 minuti |
7,6 |
|
Risoluzione reazioni avverse correlate alla somministrazione: 1% |
|||
|
Reazione nel sito d’iniezione |
447,97 |
0,23 |
103,033 |
|
Reazioni di ipersensibilità |
20,66 |
0,23 |
4,7518 |
|
Totale |
4.209,25 |
||
|
PTev |
|||
|
Costo del farmaco PERTUZUMAB |
2.741,63 |
1 |
2.741,63 |
|
Costo del farmaco TRASTUZUMAB1 |
462,37 |
2,5 |
1.155,925 |
|
Fase di allestimento |
|||
|
Perforatore CH70 |
0,89 |
2 |
1,78 |
|
Acqua PPI ricostituzione TRASTUZUMAB |
0,089 |
2,5 |
0,2225 |
|
Sacca viaflo NaCl 0,9% 250 ml (PERTUZUMAB e TRASTUZUMAB) |
0,75 |
2 |
1,5 |
|
Sacca viaflo NaCl 0,9% 100 ml (lavaggio) |
0,5 |
2 |
1 |
|
Desametasone 4 mg (premedicazione) |
0,175 |
1 |
0,175 |
|
Dispositivo allestimento/somministrazione |
0,99 |
2 |
1,98 |
|
Infermiere (allestitore+controllo) |
0,38 €/minuto |
2*10 minuti |
7,6 |
|
Fase di somministrazione (somministrazione 90/30 minuti – osservazione 360/120 minuti) |
|||
|
Dispositivo per somministrazione |
3,82 |
1 |
3,82 |
|
Infermiere |
0,38 €/minuto |
2*10 minuti |
79,8 |
|
Risoluzione reazioni avverse correlate alla somministrazione: 10% |
|||
|
Reazione nel sito d’iniezione |
447,97 |
1,96 |
878,021 |
|
Reazioni di ipersensibilità |
20,66 |
1,96 |
40,4936 |
|
Totale |
4.919,95 |
||
|
Differenza costi (un ciclo) |
710,7 |
||
|
Differenza di costi annua (18 cicli di 21 giorni a paziente) |
12.792,6 |
||
Tabella 2. Valorizzazione economica dei processi di allestimento e somministrazione delle tecnologie in esame
Viene riportato il prezzo ex-factory di ogni farmaco (pertuzumab+trastuzumab, Gazzetta Ufficiale GU n. 168 del 22/07/2025; pertuzumab, Gazzetta Ufficiale GU n. 220 del 19/09/2024; Trastuzumab, Gazzetta Ufficiale GU n. 208 del 05/09/2019).
1 In media vengono utilizzati 2,5 flaconi di trastuzumab 150 mg considerando un peso di circa 60 kg
Come si evince sia dalla Tabella 1 sia dalla Tabella 2, il fattore tempo incide sulla fase di allestimento, ma soprattutto in quella di somministrazione: infatti, a fronte di un maggiore costo unitario di PTsc, si ha una netta riduzione del tempo di somministrazione e di impegno del personale infermieristico. La differenza di costo tra le due tecnologie è di 710,7 € a ciclo, il costo totale equivale a 75.766,5 € per PTsc e 88.559,1 € per il comparator per 18 cicli ogni 21 giorni, che corrisponde a un risparmio a completamento di ciclo, pari a 12.792,6 €. Il costo unitario di PTsc risulta essere maggiore della terapia standard, ma, la somma di tutti i costi dei processi di allestimento e somministrazione e la risoluzione delle eventuali reazioni avverse, risulta in un costo totale inferiore.
A fronte di un maggiore costo unitario di PTsc, si ha una netta riduzione del tempo di somministrazione e di impegno del personale infermieristico
Come sopra indicato, dalla letteratura esaminata si evince che le principali reazioni avverse verificatesi durante la fase di target treatment (chemioterapia conclusa) consistono in diarrea (33% PTev; 31% PTsc) e neutropenia (13% PTev; 14% PTsc). Le reazioni sistemiche correlate all’infusione o reazioni nel sito d’iniezione presentano la differenza maggiore: il 10% delle reazioni verificatesi nelle pazienti trattate con la formulazione endovenosa e l’1% in quelle con la somministrazione sottocutanea e pertanto vengono conteggiate nella mappatura di processo e nell’analisi di costo-efficacia.
Nella Tabella 3 viene riportata l’analisi di costo-efficacia: appurato che i trattamenti sono comparabili a seguito dell’affermazione della non inferiorità di PTsc alla terapia standard, il parametro di efficacia è riferito alla percentuale di eventi avversi correlati alla somministrazione verificatisi con le due tecnologie.
|
A tecnologia standard: |
B tecnologia innovativa: |
|
|---|---|---|
|
(1 – % ADR) efficacia come assenza di ADR |
1-10% = 0.9 |
1-1% = 0.99 |
|
Costo € |
3.897,555 |
4.091,33 |
|
Casi1 |
23 |
23 |
|
CEV |
188,29 |
179,68 |
|
ICER |
2.153,055 |
|
Tabella 3. Analisi di costo-efficacia
1 Non viene iniziato un trattamento direttamente con PTsc, ma vengono fatti sempre dei cicli di PTev. Quindi sono stati considerati i casi totali di pazienti trattate con anticorpi monoclonali anti-HER2
Emerge che la tecnologia innovativa presenta un CEV minore rispetto alla tecnologia standard e ciò indica che esiste un vantaggio economico per l’azienda preferendo tale tecnologia, poiché permette di ottimizzare le risorse economiche assorbite per la gestione della paziente con tale patologia oncologica, riducendo, al contempo, l’occorrenza di eventi avversi.
PTsc è più costo-efficace di PTev
Valutazione qualitativa dell’impatto organizzativo
In riferimento alle tempistiche riportate nella Tabella 1, per 18 cicli di trattamento, il tempo di occupazione della poltrona è di 360 minuti/paziente per PTsc, nettamente inferiore ai 4.320 minuti/paziente per PTev. Ciò permetterebbe una maggiore rotazione delle poltrone con un incremento dei pazienti trattabili e un minore tempo di attesa per essi per l’accesso alla cura.
Con PTsc si riduce il tempo di occupazione della poltrona infusionale: più pazienti possono essere trattati e parte del tempo del personale può essere destinato ad altre mansioni
Inoltre, dai questionari somministrati al personale è emerso che non è necessario ulteriore personale, ma esso può essere ridotto e quindi è possibile destinarlo ad altre mansioni durante il consueto orario di lavoro. La formazione necessaria occupa un tempo irrisorio e non ci sono nuove informazioni per il personale. Non sono necessari ulteriori spazi, attrezzature o arredi, ma la nuova tecnologia può essere somministrata in spazi ridotti e con un’assistenza infermieristica meno complessa, in relazione alla meno invasiva via di somministrazione.
Conclusioni
L’analisi condotta secondo l’approccio multidimensionale dell’Health Technology Assessment (HTA) e in particolare attraverso il modello mini-HTA, ha fornito una fotografia chiara e dettagliata dei benefici derivanti dalla formulazione sottocutanea (PTsc) rispetto a quella endovenosa (PTev) nel trattamento del tumore alla mammella HER2+. Il confronto, effettuato considerando il medesimo principio attivo, ha messo in evidenza vantaggi di natura economica, organizzativa e sociale.
Dal punto di vista economico, sebbene il costo unitario del farmaco in formulazione sottocutanea risulti superiore a quello della formulazione endovenosa, l’analisi ha evidenziato una significativa riduzione dei costi complessivi di gestione. La semplificazione del processo di somministrazione e la riduzione delle reazioni avverse correlate alla via di somministrazione hanno infatti generato un risparmio in termini di risorse e costi accessori, al contempo riducendo l’impegno orario del personale sanitario.
L’introduzione della formulazione sottocutanea può migliorare l’efficienza del sistema sanitario, garantendo benefici tangibili sia per le strutture ospedaliere sia per le pazienti
Sotto il profilo organizzativo, la formulazione sottocutanea permetterebbe una netta ottimizzazione del flusso di lavoro nei centri ospedalieri. La riduzione dei tempi di allestimento e somministrazione ha determinato una maggiore rotazione delle poltrone e un incremento del numero di pazienti trattabili, senza necessità di ampliamento del personale o degli spazi dedicati. Inoltre, il minor impatto organizzativo del PTsc ha facilitato una gestione più efficiente delle risorse infermieristiche, che possono essere riallocate su altre attività assistenziali.
Infine, l’impatto sociale è stato particolarmente rilevante. Il passaggio alla formulazione sottocutanea ha migliorato la qualità di vita delle pazienti, come evidenziato dalla letteratura disponibile, ma soprattutto ha contribuito a una significativa riduzione della durata di permanenza in ospedale per l’effettuazione del ciclo terapeutico. Questo si traduce in una minore incidenza di assenze lavorative per le pazienti e i caregiver, con un conseguente beneficio anche a livello socioeconomico.
In conclusione, i risultati di questa valutazione dimostrano come l’introduzione della formulazione sottocutanea possa rappresentare un’opportunità concreta per migliorare l’efficienza del sistema sanitario, garantendo al contempo benefici tangibili sia per le strutture ospedaliere sia per le pazienti. L’ottimizzazione dei percorsi terapeutici, combinata con una riduzione dei costi e un miglioramento dell’esperienza di cura, conferma la necessità di un approccio sempre più orientato all’innovazione e alla sostenibilità nella gestione delle patologie oncologiche.
Bibliografia
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