Le società scientifiche CReI (Collegio Reumatologi Italiani) e Simfer (Società italiana di Medicina fisica e riabilitativa) annunciano l’avvio di un Gruppo di lavoro intersocietario sulla fibromialgia indirizzato a condividere conoscenze, ricerche, pubblicazioni, statement comuni e percorsi formativi per i propri soci.
La recente inclusione di questa patologia nei nuovi LEA richiede a tutto il SSN un nuovo passo
Le basi di questa iniziativa sono state poste durante l’ultimo Congresso Simfer, in cui si è tenuto il simposio congiunto “Fibromialgia: dalla patogenesi alla riabilitazione”. Al simposio, moderato da Ernesto Andreoli (fisiatra e componente del Consiglio Direttivo Simfer, Coordinatore Attività congressuali ed aggiornamento professionale continuo) e da Daniela Marotto (Past-president CReI), hanno partecipato esperti delle due società scientifiche.

Il Gruppo di lavoro è stato promosso da Luis Severino Martin Martin (Presidente), Crescenzio Bentivenga (Coordinatore scientifico) e Daniela Marotto per CReI e da Giovanni Iolascon (Presidente), Antimo Moretti (Tesoriere) ed Ernesto Andreoli (Consigliere) per Simfer ed è il primo network collaborativo tra professionisti della salute creato in Italia per supportare efficacemente i bisogni delle persone con fibromialgia.
«Ci è sembrato strategico e quasi naturale avviare una collaborazione sulla fibromialgia tra le due società maggiormente coinvolte nella gestione e presa in carico dei pazienti con questa patologia», ha dichiarato Daniela Marotto, «La recente inclusione di questa patologia nei nuovi LEA richiede a tutto il SSN un nuovo passo nei confronti dei pazienti e delle loro condizioni di salute. Crediamo che la stretta relazione tra reumatologi e fisiatri possa contribuire in modo sostanziale nella diffusione di conoscenze e capacità diagnostiche sulla patologia, e sulle opportunità di terapia e riabilitazione che sono offerte oggi ai cittadini del nostro Paese».

«Come Simfer riteniamo che questa iniziativa intersocietaria sia puntuale, utile e appropriata», dichiara il presidente Simfer Giovanni Iolascon, «poiché la fibromialgia rappresenta una condizione complessa che richiede un approccio globale, continuo e centrato sulla persona. Il fisiatra può definire i percorsi riabilitativi personalizzati e contribuisce in modo determinante all’inquadramento dei bisogni funzionali, alla gestione del dolore cronico, alla promozione dell’esercizio terapeutico adattato e all’educazione del paziente. La collaborazione strutturata con la reumatologia consente di superare modelli frammentati di intervento e di costruire percorsi condivisi, capaci di garantire appropriatezza, continuità e sostenibilità delle cure per le persone con fibromialgia».
Il Gruppo di lavoro CReI-Simfer si riunirà mensilmente con i seguenti obiettivi:
- realizzare un aggiornamento continuo sulla patologie e sulle terapie più appropriate e avanzate;
- monitorare la corretta applicazione sui territori regionali dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza;
- identificare le best practice intersocietarie per la gestione del malato fibromialgico;
- fornire un contributo scientifico-professionale a istituzioni e agenzie nazionali e regionali per la corretta presa in carico del paziente fibromialgico;
- da ultimo, è intendimento del gruppo di lavoro di realizzare sessioni congiunte dedicate alla fibromialgia all’interno dei propri congressi nazionali, offrendo così la possibilità a reumatologi e fisiatri di creare un ambito di lavoro congiunto di interscambio di conoscenze cliniche e terapeutiche.
La fibromialgia richiede un approccio globale, continuo e centrato sulla persona
La fibromialgia è una sindrome dolorosa cronica caratterizzata da dolore muscoloscheletrico diffuso, persistente e non spiegato da lesioni o infiammazioni evidenti. È spesso associata a affaticamento marcato, disturbi del sonno, rigidità, cefalea e alterazioni cognitive come difficoltà di concentrazione e memoria. Alla base vi è una disregolazione dei meccanismi di elaborazione del dolore a livello del sistema nervoso centrale, con una aumentata sensibilità agli stimoli. La diagnosi è clinica, basata sui sintomi e sull’esclusione di altre patologie. Il trattamento è multimodale, integra interventi farmacologici, riabilitativi, educativi e psicologici.


