La logistica healthcare che cambia: tra AI, ospedali e serializzazione

I dati dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” del Politecnico di Milano, in collaborazione con il Consorzio Dafne, fotografano un settore sempre più strategico tra outsourcing ospedaliero, intelligenza artificiale e normativa europea sul tracciamento dei farmaci

In un contesto segnato da instabilità geopolitica, riallocazione delle supply chain e crescente complessità operativa, la logistica healthcare continua a rafforzare il proprio ruolo strategico. I dati presentati dall’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” del Politecnico di Milano in collaborazione con il Consorzio Dafne restituiscono l’immagine di un settore che cresce più della media, ma che lo fa con margini contenuti, chiamato a ripensare il proprio modello evolvendo da funzione prevalentemente operativa a leva abilitante per la continuità dei servizi sanitari.

Luci e ombre del settore nell’analisi dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” del Politecnico di Milano in collaborazione con il Consorzio Dafne

Tra il 2020 e il 2024 il fatturato degli operatori logistici attivi nell’healthcare ha registrato una crescita complessiva stabile, meno volatile rispetto alla logistica nel suo complesso. Nel solo 2024 l’incremento si è attestato al +1,7%, confermando una traiettoria positiva ma più moderata rispetto agli anni precedenti. A fronte di questa crescita, però, la redditività resta sotto pressione: secondo i dati dell’Osservatorio Contract Logistics, la marginalità media (EBITDA/fatturato) si ferma intorno al 3%, circa tre punti percentuali in meno rispetto alla media della contract logistics italiana. Un differenziale negativo che riguarda anche i vettori, seppur in misura più contenuta.

Il quadro cambia se si guarda ai distributori intermedi, che nel 2024 raggiungono un fatturato complessivo di 16,5 miliardi di euro, in significativa crescita sull’anno precedente.

Incertezza strutturale e investimenti che non si fermano

Il filo conduttore dell’edizione 2025 dell’Osservatorio è stato l’incertezza, una condizione ormai strutturale che attraversa l’intera filiera healthcare. Un tema che emerge con forza anche dalle parole di Damiano Frosi, Direttore dell’Osservatorio Contract Logistics, raccolte da TrendSanità a margine dell’evento.

«Incertezza è proprio la parola chiave che citano i manager della logistica da qualche anno e in particolare nel 2025, perché ci sono tante tensioni geopolitiche che arrivano anche a toccare la filiera healthcare».

Le pressioni internazionali, il riposizionamento delle supply chain, il dibattito sul ruolo dell’industria farmaceutica europea e i costi crescenti – dalla manodopera all’energia – non hanno però frenato gli investimenti. Al contrario, gli operatori logistici stanno continuando a rafforzare infrastrutture e capacità tecnologiche.

Logistica ospedaliera: cresce l’integrazione, cambia l’outsourcing

Un capitolo centrale della ricerca è dedicato alla logistica ospedaliera, sempre più rilevante per le strutture sanitarie pubbliche. Dal 2009 al 2024 sono stati individuati 285 contratti di servizi logistici stipulati con ospedali pubblici, per un valore complessivo di 766 milioni di euro. Un mercato fortemente polarizzato: il 9% dei contratti, stipulati a livello di Aree Vaste, concentra il 63% del valore complessivo.

«Le strutture sanitarie si stanno approcciando alla logistica vedendola sempre come più strategica», spiega Martina Coslovich, Responsabile del Tavolo di Lavoro Logistics HealthCare dell’Osservatorio. «Il loro approccio all’outsourcing sta cambiando, diventando più complesso e strutturato».

Le strutture sanitarie si stanno approcciando alla logistica vedendola sempre come più strategica

Il dato più significativo infatti riguarda la tipologia di servizi affidati in outsourcing. Se storicamente la gestione del magazzino ospedaliero rappresentava quasi la metà dei contratti, negli ultimi due anni cresce in modo marcato la logistica integrata, che passa dall’8% storico al 18% del totale.

Alla base di questa evoluzione c’è la consapevolezza che la logistica non è più un servizio ancillare, ma una componente critica del funzionamento ospedaliero. La sfida, sottolinea Coslovich, è la sincronizzazione tra flussi logistici e clinici, che richiede integrazione dei sistemi informativi, revisione dei processi e modelli di governance più maturi.

L’Intelligenza Artificiale esce dalla fase sperimentale

Uno dei principali fattori abilitanti di questa trasformazione è l’Intelligenza Artificiale, ormai adottata da oltre la metà delle aziende committenti e da quasi il 60% dei fornitori di servizi logistici. Secondo l’Osservatorio, il 71% delle aziende healthcare dichiara oggi di utilizzare soluzioni di AI su processi specifici, prevalentemente verticali, una quota destinata a crescere ulteriormente nei prossimi cinque anni.

L’AI in logistica healthcare punta più alla qualità dei processi e al servizio che al risparmio

Le applicazioni sono ancora concentrate soprattutto “in ufficio”, a supporto delle attività operative e decisionali, mentre l’adozione “sul campo” resta più limitata. Ma ciò che colpisce è il cambio di prospettiva sugli obiettivi: non più solo efficienza e riduzione dei costi, ma soprattutto qualità dei processi (36%) e livello di servizio (32%).

Come sottolinea Marco Melacini, Direttore Scientifico dell’Osservatorio, l’AI sta diventando un abilitatore concreto della collaborazione lungo la filiera, superando la fase di sperimentazione e orientandosi verso un impatto tangibile sulla continuità operativa.

Serializzazione dei medicinali: dalla compliance alla leva di trasformazione della filiera

Tra i temi affrontati nel corso dell’evento, la serializzazione dei medicinali segna una discontinuità rilevante per la logistica healthcare, approfondita nella sessione pomeridiana a cura del Consorzio Dafne. Il passaggio al modello europeo di anticontraffazione supera infatti il sistema del Bollino Farmaceutico e introduce l’identificazione univoca di ogni confezione tramite DataMatrix e dispositivi anti-manomissione, con impatti diretti su processi e responsabilità lungo l’intera filiera.

Come spiega Daniele Marazzi, consigliere delegato del Consorzio Dafne, l’Italia si trova oggi in una fase cruciale di transizione: «La serializzazione sta arrivando anche in Italia, che è nel pieno del percorso verso la piena efficacia del regolamento anticontraffazione europeo, con un periodo di stabilizzazione che ci porterà a un pieno adeguamento entro febbraio 2027».

La serializzazione può diventare un’occasione per ripensare modelli organizzativi e processi logistici

Per accompagnare questo percorso, il Consorzio Dafne ha pubblicato il white paper «Gli impatti della Serializzazione sull’ecosistema Salute italiano», frutto di un intenso lavoro di confronto all’interno del Gruppo di Lavoro Serializzazione, con oltre 270 manager della filiera. L’obiettivo non è solo supportare l’adeguamento normativo, ma stimolare una lettura più ampia del cambiamento in atto.

Come sottolineato da Marazzi, «guardando oltre il mero adempimento», la serializzazione può diventare un’occasione per ripensare modelli organizzativi e processi logistici, aprendo a innovazioni capaci di migliorare efficacia, sicurezza e – in prospettiva – anche l’efficienza di segmenti della filiera rimasti a lungo invariati. In questo senso, il 2027 non rappresenta solo una scadenza regolatoria, ma un banco di prova per la maturità digitale e collaborativa del sistema salute italiano.

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Rossella Iannone
Direttrice responsabile TrendSanità