Al via il Forum Sanità Futura 2026: “formare il sistema” tra dati, innovazione e governance

Istituzioni, imprese e professionisti a confronto per costruire soluzioni concrete su dati, innovazione e sostenibilità del sistema sanitario. Parte la quinta edizione dell'iniziativa promossa da Health Ecole - Scuola di Sanità

Si rinnova per la quinta edizione il percorso del Forum Sanità Futura, promosso da Health Ecole, confermandosi come piattaforma stabile di confronto tra istituzioni, imprese, mondo accademico e professionisti della sanità. L’obiettivo, come emerso dalla giornata inaugurale, non è soltanto quello di discutere le traiettorie di sviluppo del sistema, ma di costruire nel tempo un metodo di lavoro condiviso con la Direzione generale Welfare di Regione Lombardia, capace di trasformare le priorità emerse in proposte operative.

Il Forum Sanità Futura costruisce un confronto stabile tra stakeholder per trasformare le priorità in proposte operative condivise

Come ha spiegato Lorenzo Minetti (Head di Health Ecole – Scuola di sanità), il valore dell’iniziativa sta proprio nella capacità di “condividere le tematiche di sviluppo con i referenti istituzionali” e accompagnarle lungo un percorso strutturato che si sviluppa durante l’anno. In questa prospettiva, si rafforza anche la dimensione comunicativa, con nuove media partnership – tra cui TrendSanità – pensate per ampliare la diffusione dei contenuti e «portare fuori il confronto, anche con parole semplici, per arrivare ai cittadini»

Il Forum Sanità Futura prevede quattro tavoli di lavoro tematici, presentati nel corso della giornata inaugurale: Ricerca e sviluppo, Sanità integrativa, Digitalizzazione e intelligenza artificiale, Procurement e HTA.

Nel messaggio di apertura, Nicoletta Luppi, vicepresidente di Assolombarda con delega Europa e Life Sciences, ha richiamato la necessità di leggere le trasformazioni in atto – invecchiamento, cronicità, innovazione tecnologica e sostenibilità – dentro un quadro di cooperazione: «Nessun attore può pensare di operare da solo». Il Forum si colloca così come spazio di integrazione tra innovazione, governance e sviluppo nell’ecosistema lombardo delle scienze della vita.

Ricerca, dati e intelligenza artificiale come leva di trasformazione

Come ha sintetizzato Carlo Nicora, responsabile scientifico del Forum, il 2025 ha segnato il passaggio «da complemento a partner strategico» nel rapporto pubblico-privato, mentre il 2026 introduce una sfida ulteriore: l’integrazione dell’intelligenza artificiale come leva di governance.

Nel contributo di Sergio Scaccabarozzi, vicepresidente Fondazione Ride2med e responsabile del tavolo Ricerca e sviluppo, emerge il peso della Lombardia, che concentra circa il 60% della ricerca clinica nazionale. Tuttavia, il contesto globale è sempre più competitivo: «l’Europa perde competitività», mentre Stati Uniti e Cina accelerano anche grazie all’AI.

Una criticità rilevante riguarda la frammentazione dei dati: «La Lombardia non ha un cruscotto» integrato della ricerca. L’intelligenza artificiale viene quindi indicata come strumento per aggregare informazioni già disponibili ma disomogenee, costruendo KPI e supportando la programmazione.

L’intelligenza artificiale può valorizzare dati frammentati e rafforzare competitività, programmazione e attrattività della ricerca

L’AI emerge anche come leva per l’efficientamento della ricerca clinica, dai centri sperimentali ai Comitati Etici, con la possibilità di ridurre attività oggi time-consuming «in pochi secondi». Al tempo stesso, questi organismi si trovano in una «tempesta perfetta» regolatoria e tecnologica che richiede nuove competenze.

Nel dibattito, Alessandro Venturi (Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo) e Giulio Pompilio (IRCCS Centro Cardiologico Monzino) hanno richiamato il tema della ricerca indipendente, sottolineando come il rischio sia quello di non tradurre i risultati in innovazione applicata. In questa prospettiva il rapporto pubblico-privato diventa condizione abilitante per portare la ricerca «al letto del paziente».

Fondamentale anche il tema della governance dei dati. Come emerso nel confronto, «il dato non è una commodity» e senza elaborazione ha «valore zero». La sfida è costruire ecosistemi collaborativi in cui pubblico e privato operino in sinergia, superando la dicotomia tradizionale.

Sanità integrativa: da rimborso a infrastruttura di sistema

Il tavolo sulla sanità integrativa evidenzia un cambio di paradigma: da strumento di rimborso a componente attiva nella progettazione dei servizi. L’obiettivo è costruire un modello che non si limiti «a finanziare prestazioni», ma contribuisca a «coprogettare percorsi, servizi e quindi salute», rafforzando l’integrazione con il sistema pubblico.

Come ha sottolineato Cristian Ferraris, vicedirettore generale di Assolombarda e DG di AIOP Lombardia, nonché responsabile scientifico del tavolo di lavoro, il nodo non è solo la scarsità di risorse, ma la loro allocazione inefficiente: «Non dobbiamo duplicare le attività». Il rischio è arrivare a una moltiplicazione della spesa fino a «sette-otto volte la stessa prestazione».

La sanità integrativa evolve da rimborso a strumento di progettazione, ma serve coordinamento per evitare duplicazioni di spesa

Il modello proposto si basa su un continuum of care e su una maggiore responsabilizzazione dei cittadini. La sanità integrativa può inoltre funzionare come spazio di sperimentazione, una sorta di «sandbox» per innovazioni non ancora pienamente integrate nel SSN.

Secondo Massimiliano Di Mambro (Gruppo San Donato), il settore sta evolvendo da complemento a infrastruttura stabile di accesso alla cura, con una crescita della componente intermediata e un cambiamento dei comportamenti dei cittadini, sempre più attenti a tempi e costi.

Digitalizzazione, AI e trasformazione dei processi

Il tavolo su digitalizzazione e intelligenza artificiale parte da un dato culturale significativo: solo il 42% degli italiani ha dato consenso alla consultazione del Fascicolo sanitario elettronico.

Come ha spiegato il responsabile scientifico del tavolo, Antonio Fumagalli, membro del CTS di Health Ecole, il 2026 segna il passaggio da digitalizzazione a utilizzo dell’AI come leva decisionale. Il valore sta nella capacità di trasformare rapidamente dati in informazione utile: «il dato secondario è informazione».

L’AI abilita nuovi modelli di cura, ma richiede qualità del dato, governance chiara e integrazione dei sistemi informativi

Per le aziende sanitarie, ha ricordato Francesco Laurelli (ASST Ovest Milanese), il punto centrale è la definizione di obiettivi chiari e condivisi e l’integrazione dei sistemi. La tecnologia, infatti, non è neutra ma richiede governance.

Su questo si inserisce il contributo di Andrea Provini (Global CIO di Bracco Imaging e Centro diagnostico italiano), che ha riportato al centro il tema della governance del dato come condizione abilitante per l’intelligenza artificiale. Il vero collo di bottiglia non è la disponibilità tecnologica, ma la qualità e l’integrazione dei dati nei diversi silos informativi del sistema sanitario. Senza architetture federate e interoperabili, ha evidenziato, l’AI rischia di restare uno strumento potenziale ma non realmente scalabile nei processi clinici e organizzativi.

Procurement e governance dei sistemi complessi

Il tavolo sul procurement e HTA, coordinato da Federico Lega, professore di Economia politica e Management sanitario dell’Università di Milano, si conferma uno degli assi portanti del Forum Sanità Futura, e mette in relazione programmazione, innovazione e sostenibilità in un equilibrio complesso tra sistema sanitario e industria. L’obiettivo rimane quello di garantire «il prodotto o il servizio giusto, al momento giusto, per il paziente giusto», dentro un contesto in cui la circolazione dei dati e delle informazioni è ancora disomogenea e genera asimmetrie tra attori.

Programmazione, dati e AI devono integrarsi per garantire valore multidimensionale e decisioni di acquisto più efficaci

Il tema centrale è la programmazione, che richiede una migliore integrazione delle informazioni oggi frammentate tra fabbisogni, disponibilità e traiettorie di innovazione. Accanto a questo si colloca il value-based procurement, che supera la logica del solo esito clinico e definisce il valore come dimensione multidimensionale, includendo sostenibilità economica, sicurezza e impatto organizzativo. In questo quadro, l’intelligenza artificiale diventa un fattore strutturale di trasformazione dei processi decisionali, con effetti diretti su gare, analisi e programmazione, e non più un semplice supporto tecnologico.

Nel contributo di Marco Pantera di ARIA, il ruolo dei dati e dell’AI nei processi regionali evidenzia una trasformazione già in atto nella gestione del procurement pubblico. L’intelligenza artificiale viene descritta come strumento di supporto alla decisione e alla qualità dei processi, ma sempre dentro una cornice di responsabilità umana, sintetizzata nel principio che «la responsabilità delle azioni è della persona».

Una iniziativa orientata al sistema

Nelle conclusioni, Emanuele Monti, presidente della IX Commissione Sostenibilità sociale, casa e salute di Regione Lombardia, ha richiamato la necessità di superare barriere comunicative e organizzative e di rafforzare il patto con i cittadini. Il sistema sanitario, ha sottolineato, deve valorizzare un ecosistema già competitivo e professioni di alto livello, spesso sottostimate.

Il presidente della IX Commissione ha ribadito come la forza del Forum risieda nella capacità di mettere insieme competenze diverse e generare progettualità concrete che si trasformano in politiche pubbliche.

Carlo Nicora, dando appuntamento alle prime riunioni dei tavoli di lavoro, previste per fine maggio, ha ricordato che, nell’iniziativa di Health Ecole, il valore sta nella capacità di porre domande più che di fornire risposte: «Forum Sanità Futura non nasce per formare individui, ma per contribuire a formare il sistema sanitario stesso».

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Rossella Iannone
Rossella Iannone
Direttrice responsabile TrendSanità