Nicotina, il nemico che cambia volto: le nuove sfide, dalla prevenzione al web

Dalle sigarette elettroniche ai prodotti alla nicotina promossi online, fino all’impatto sui più giovani: dalla conferenza europea ECToH è emersa la richiesta di regole più severe e città “nicotine-free” entro il 2040. A TrendSanità Silvano Gallus (Istituto Mario Negri di Milano)

Una lotta che va costantemente aggiornata in base alle strategie degli industriali del settore, impegnati a proporre sempre nuovi prodotti a base di nicotina. E i consumatori sono sempre più giovani. La denuncia viene dalla European Conference on Tobacco or Health (ECToH), principale evento del settore, tenutasi a recentemente a Milano e organizzata dalla Lilt (Lega Italiana per la lotta contro i tumori).

Non si parla solo di sigarette tradizionali, ma di dipendenza da nicotina a 360 gradi. Sotto accusa sono e-cig, prodotti da tabacco riscaldato e le cosiddette nicotine “pouches” (bustine di tabacco da assumere oralmente). In Italia si stima che i consumatori regolari di tali prodotti nella fascia d’età 18-34 anni siano quasi 1,7 milioni (ISS-ISTAT), costituendo quasi la metà (circa il 45%) di tutti gli utilizzatori di sigarette elettroniche e tabacco riscaldato nel nostro Paese.

I nuovi dispositivi rischiano di far percepire nuovamente la nicotina come un’abitudine normale, moderna e socialmente accettata

Dati allarmanti arrivano sull’uso di nicotina dei giovanissimi: uno studio condotto in Irlanda, all’interno del sistema di sorveglianza ESPAD, su oltre 5.500 ragazzi tra i 15 e i 18 anni d’età, rivela che quasi 4 su 10 hanno già provato la sigaretta elettronica e più di uno su cinque la usa regolarmente. Ancora più preoccupante l’età di inizio: il 13,7% dei ragazzi ha utilizzato e-cig prima dei 13 anni.

Secondo gli esperti intervenuti al congresso milanese, il rischio principale è che i nuovi dispositivi riportino la nicotina a essere percepita come un’abitudine “normale”, moderna e socialmente accettabile. 

E oggi per molti ragazzi si parla di “consumo duale” (fumare e svapare contemporaneamente), un mix che aumenta i rischi per la salute anche rispetto a chi fuma “solo” sigarette tradizionali. Secondo i dati rilevati, chi utilizza contemporaneamente sigarette ed e-cig ha un rischio significativamente più elevato rispetto ai fumatori esclusivi di sigarette convenzionali: +29% di rischio cardiovascolare, +39% di rischio di ictus, +41% di rischio di broncopneumopatia cronica ostruttiva e +42% di patologie del cavo orale. E in Italia si stima che più dell’80% dei consumatori di sigarette elettroniche sia un consumatore “duale”.

Il consumo “duale” aumenta il rischio per diverse malattie

Silvano Gallus

Conferma Silvano Gallus, Responsabile del Laboratorio di Ricerca sugli Stili di Vita dell’Istituto Mario Negri di Milano e Presidente del Comitato Scientifico dell’ECToH Milan, 2026: «L’industria del tabacco e della nicotina vuole farci credere che sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato siano “95% meno dannosi” delle sigarette tradizionali. Le evidenze scientifiche raccontano però una realtà molto diversa: le sigarette elettroniche potrebbero ridurre solo parzialmente — di circa il 30% — alcuni effetti a breve e medio termine del fumo, soprattutto sulle malattie cardiovascolari, respiratorie non neoplastiche e metaboliche. Al contrario, il consumo duale, cioè l’uso concomitante di sigarette tradizionali e nuovi prodotti, aumenta di oltre il 30% il rischio di queste patologie. E il problema è che la grande maggioranza degli utilizzatori è un consumatore duale.

Per i tumori gli studi sono ancora limitati – prosegue Gallus – ma i dati disponibili sono addirittura meno rassicuranti. Inoltre, nella pratica reale, questi prodotti non aiutano a smettere: molti fumatori li usano soprattutto per assumere nicotina nei luoghi dove il fumo è vietato. Ancora più preoccupante è il fatto che aumentino drasticamente il rischio di iniziare a fumare tra coloro che non hanno mai fumato. Non esiste quindi alcuna ragione scientifica per garantire a questi prodotti vantaggi fiscali o regolatori che finiscono soltanto per indebolire le politiche di contrasto al tabagismo». 

Sono necessarie misure coraggiose e decise per contrastare questa deriva e allinearsi al Piano europeo di lotta contro il cancro, che punta a una “Tobacco-Free Generation” entro il 2040.

Per convincere i più giovani a consumare i prodotti a base di nicotina il mercato ha affinato e aggiornato le tecniche. Uno studio francese del “Comité National Contre le Tabagisme” ha individuato, nel solo 2024, ben 668 annunci illegali online di prodotti alla nicotina, veicolati tramite SMS, newsletter e social. Il re della promozione è Instagram, dove influencer e inserzioni spingono i prodotti puntando su aromi accattivanti, stile di vita e promozioni esclusive. 

Città libere dalla nicotina, la Milan Declaration

Al termine del ECToH 2026 è stata presentata la “Milan Declaration”, documento programmatico per chiedere regole europee più forti, coerenti e aggiornate rispetto ai nuovi scenari del mercato. Afferma Gallus: «La “Milan Declaration” chiede regole più severe per tutti i prodotti contenenti nicotina. Obiettivo: società libere da fumo e nicotina. La Dichiarazione invita a creare città nicotine-free, rafforzare tasse, controlli e divieti, e superare la retorica della “riduzione del danno” promossa dall’industria».

Nella lotta all’uso della nicotina uno dei principali obiettivi proclamati all’ECToH Milano 2026 è guidare i centri urbani verso una trasformazione radicale. Nei prossimi anni, le città non potranno più essere semplici spazi abitativi, ma diventare ecosistemi che promuovono attivamente la salute. Ci vuole, hanno sottolineato gli esperti, una ”de-nicotinizzazione” totale degli spazi pubblici: dalle scuole ai parchi, dalle strade fino ai nodi del trasporto pubblico, liberando l’aria non solo dal fumo tradizionale, ma anche dagli aerosol dei prodotti emergenti. Le città devono trasformarsi in ambienti che promuovano la salute, il benessere e la sostenibilità. Ogni spazio urbano dovrebbe rendere le scelte salutari l’opzione più semplice.

Le città devono trasformarsi in ambienti che promuovano la salute, il benessere e la sostenibilità

In Italia però c’è ancora molto da fare, come conferma anche il report della Tobacco Control Scale secondo la quale il nostro Paese  ha perso ben 14 posizioni in soli 4 anni, scivolando dal 18° posto del 2021 al 32° del 2025. Si registra un forte ritardo normativo sui nuovi prodotti contenenti nicotina. Nonostante il divieto di pubblicità del tabacco introdotto nel 1962, nel nostro Paese, sono tuttora consentite massicce campagne pubblicitarie per sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato. Inoltre, l’utilizzo di questi nuovi prodotti resta permesso in numerosi ambienti indoor, inclusi bar, ristoranti e luoghi di lavoro

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Alessandra Margreth
Alessandra Margreth
Giornalista professionista, esperta di temi salute e sanità