L’America sta un po’ meglio. Ma respira peggio e invecchia in cattiva salute

Calano overdose e omicidi, ma crescono malattie croniche, disuguaglianze e difficoltà di accesso alle cure. Il ritratto contrastato negli Stati Uniti secondo l’America’s Health Rankings Annual Report 2025

L’America ama raccontarsi attraverso le sue curve. Quelle della crescita economica, dei mercati, della tecnologia. Ma ce n’è un’altra, meno glamour, che attraversa il corpo del Paese come una linea di febbre: la curva della salute. Nel 2025 questa linea scende e sale insieme, come un respiro irregolare dopo una lunga corsa. Non è una buona notizia, non è una cattiva notizia. È una notizia americana.

Calano le morti per overdose e omicidi e la mortalità prematura, aumentano le malattie croniche e le disuguaglianze sociali

Secondo l’America’s Health Rankings Annual Report 2025, il più longevo e completo monitoraggio sullo stato di salute della popolazione statunitense stilato dalla United Health Foundation – fondazione filantropica senza scopo di lucro creata da UnitedHealth Group, uno dei più grandi gruppi sanitari e assicurativi al mondo – gli Stati Uniti stanno lentamente uscendo da alcune emergenze acute. Calano le morti per overdose e omicidi e diminuisce la mortalità prematura, mentre la popolazione sprofonda in una condizione più silenziosa e persistente: quella delle malattie croniche, delle disuguaglianze sociali e di un sistema sanitario sempre più costoso e sempre meno accessibile.

Droga e armi fanno meno male, ma non a tutti

Nel 2023 il tasso di mortalità per overdose da droga è diminuito del 3%, passando da 32,4 a 31,4 decessi ogni 100mila abitanti. In numeri assoluti significa circa 105mila morti, quasi 3mila in meno rispetto all’anno precedente. È il primo calo significativo dopo vent’anni di crescita quasi ininterrotta. La discesa è netta tra i giovani: -11% tra i 15 e i 24 anni, -10% tra i 25 e i 34. Ma l’illusione dura poco. Tra gli over 65 i decessi aumentano del 12%, e tra le persone nere crescono del 3%, confermando che anche le buone notizie, in America, non arrivano mai per tutti allo stesso modo (Figura 1).

Qualcosa di simile accade con la violenza armata. Nel 2023 i morti per armi da fuoco scendono del 3% (14 per 100mila abitanti), e gli omicidi calano del 13% rispetto al biennio 2020-2021. Eppure, il tasso resta più alto del 16% rispetto al periodo pre-pandemico, e il 55% dei suicidi continua a coinvolgere una pistola. A Washington DC, capitale federale, i morti per arma da fuoco aumentano addirittura del 45% in un solo anno. Il Paese che esporta democrazia non riesce ancora a disarmare se stesso.

Figura 1. Decessi per droga suddivisi per etnia. Fonte: America’s Health Rankings Annual Report 2025

Allarme cronicità: +6% in un anno

Se la morte rallenta, però, la malattia accelera. Nel 2024 l’11,3% degli adulti americani convive con tre o più patologie croniche (Figura 2): artrite, diabete, depressione, malattie cardiovascolari, asma, tumori. È un aumento del 6% in un solo anno. Tra i giovani adulti (18-44 anni) l’incremento è del 17%. Tra chi guadagna meno di 25mila dollari l’anno, quasi una persona su quattro ha almeno tre malattie croniche. Tra i nativi americani la prevalenza è cinque volte superiore rispetto alla popolazione asiatica. L’America vive più a lungo, ma sempre più spesso lo fa male.

Figura 2. Andamento degli outcome di salute e dei fattori sociali ed economici. Fonte: America’s Health Rankings Annual Report 2025

Salute mentale in stallo

Sul fronte della salute mentale, il quadro è immobile. Il tasso di suicidi resta fermo a 14,7 morti ogni 100mila abitanti: oltre 49mila decessi in un anno. Dal 2009 a oggi l’aumento è stato del 23%. Nel frattempo 14,3 milioni di adulti dichiarano di aver seriamente pensato al suicidio nel 2024. La sofferenza non cresce più, ma non diminuisce. Si è stabilizzata come un rumore di fondo.

Tra le luci della prevenzione e la preoccupazione di perdere l’assicurazione sanitaria

Negli USA gli screening oncologici aumentano in modo deciso: +15% per il cancro al colon-retto, +15% complessivo per i principali test preventivi, +3% per le mammografie. I fornitori di servizi per la salute mentale crescono del 5%, arrivando a 363 ogni 100mila abitanti. L’inattività fisica scende del 10%, il fumo tradizionale continua a calare.

Fuori dagli ambulatori, la salute segue il reddito e l’aria

Ma ogni passo avanti ha il suo contrappasso. L’8% degli adulti rinuncia alle cure per motivi economici. La percentuale di persone senza assicurazione sanitaria risale all’8,2%. Le sigarette elettroniche aumentano, silenziose, del 4%.

Fuori dagli ambulatori, la salute segue il reddito e l’aria. La disoccupazione risale al 4,6%, con un impatto sproporzionato sulle comunità nere e ispaniche. I senzatetto aumentano del 16% in un solo anno. E mentre cresce la produzione di energia rinnovabile, l’inquinamento atmosferico torna a salire: +13% di particolato fine rispetto ai livelli minimi della pandemia. Insomma, si vive di più, ma si respira peggio (Figura 3).

Figura 3. Dati circa i comportamenti, l’ambiente, le cure e la prevenzione negli USA. Fonte: America’s Health Rankings Annual Report 2025

In mezzo a tutto questo, gli americani fanno una cosa sorprendente: si aiutano. Il volontariato cresce del 22% tra il 2021 e il 2023, con aumenti marcati tra le minoranze etniche e le fasce di reddito più basse. È forse il dato più politico del report: mentre lo stato arretra, la società prova a tenersi insieme con le mani nude.

Ecco, quindi, che l’istantanea che restituisce l’America’s Health Rankings Annual Report 2025 è quella di una nazione che non è in declino, ma nemmeno in guarigione. È un corpo enorme, complesso, che ha smesso di sanguinare ma continua ad accumulare infiammazioni. Ha imparato a sopravvivere alle crisi, non ancora a prevenirle. E come spesso accade nei romanzi americani migliori, il problema non è la fine del mondo, ma la fatica quotidiana di restare vivi — e di farlo insieme.

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Carlo M. Buonamico
Giornalista professionista esperto di sanità, salute e sostenibilità