Hpv, i pediatri: “Disinformazione e falsi miti frenano la prevenzione”

«È incredibile come ancora oggi tanti genitori scelgano di non vaccinare i figli contro l’Hpv, nonostante sia un vaccino sicuro ed efficace che previene addirittura un tipo di tumore». A dirlo è Valentina Grimaldi, pediatra di famiglia, consigliera Omceo Roma e coordinatrice della Commissione età evolutiva, commentando i recenti dati dell’Istituto superiore di sanità (Iss), secondo cui sette genitori su dieci ritengono questa forma di prevenzione non utile e per otto su dieci l’Hpv non è una malattia grave.

Il vaccino anti-Hpv, ricorda Grimaldi, «protegge da alcuni ceppi di Papilloma responsabili della maggior parte dei tumori che colpiscono il collo dell’utero, il pene, l’ano e la gola con un’efficacia molto alta (circa 90%), soprattutto se somministrato prima dell’età adulta». Eppure, secondo l’Iss, «appena metà della popolazione target, ossia ragazze e ragazzi sotto i 12 anni, è effettivamente protetta».

«È incredibile come ancora oggi tanti genitori scelgano di non vaccinare i figli contro l’Hpv, nonostante sia un vaccino sicuro ed efficace che previene addirittura un tipo di tumore»

Alla base della bassa adesione, «la disinformazione e i falsi miti», sottolinea la pediatra: «Molte persone non sanno bene cosa sia l’Hpv, come si trasmetta o quanto sia diffuso. Alcuni pensano che riguardi solo le donne o solo chi ha molti partner sessuali, quando in realtà quasi tutte le persone sessualmente attive vengono esposte all’Hpv almeno una volta nella vita».

Il tema è stato analizzato anche dal progetto europeo Perch, coordinato in Italia dall’Iss, che ha evidenziato dubbi sulla sicurezza del vaccino: il 40% dei genitori intervistati dichiara di temere effetti avversi. «Ci sono tanti miti da sfatare – afferma Grimaldi – come l’idea che il vaccino possa causare infertilità, un’affermazione totalmente priva di qualunque supporto scientifico». Centrale, secondo la pediatra, il ruolo del pediatra di famiglia, che «deve promuovere attivamente la vaccinazione, già prima degli 11 anni, spiegandone l’importanza e informando correttamente».

Tra i miti da sfatare l’idea che il vaccino anti-Hpv possa causare infertilità

“Attonito” rispetto ai dati Iss si dice anche Piero Valentini, pediatra e membro della Commissione età evolutiva Omceo Roma. «Siamo partiti da un vaccino bivalente che copriva circa il 70% dei tumori della cervice – spiega – oggi abbiamo un vaccino nonavalente che copre quasi la totalità dei ceppi causa di tumore». Il vaccino, aggiunge, protegge anche «nei confronti dei tumori dell’ano, oro-faringei, della vagina, della vulva e del pene». «Il vaccino anti-Hpv è stato il primo caso di un vaccino che previene la possibile insorgenza di un tumore», evidenzia Valentini, sottolineando la necessità di «aumentare la conoscenza dei dati».

Secondo l’Iss, il vaccino anti-Hpv potrebbe prevenire quasi tremila morti l’anno in Italia per tumori correlati all’infezione. Tuttavia persistono anche ostacoli organizzativi: il 70% degli intervistati segnala difficoltà nel raggiungere i centri vaccinali e sei su dieci non sanno che il vaccino è gratuito. I dati del ministero della Salute mostrano inoltre che nessuna regione ha raggiunto il 95% di copertura, con valori che vanno dal 77% della Lombardia al 23% della Sicilia.

Secondo l’Iss, il vaccino anti-Hpv potrebbe prevenire quasi tremila morti l’anno in Italia per tumori correlati all’infezione

«In alcuni territori ci sono ostacoli pratici e barriere culturali che riducono l’adesione – conclude Grimaldi – aumentare l’offerta vaccinale anche negli ambulatori dei pediatri può fare la differenza». Intanto la Commissione età evolutiva dell’Omceo Roma annuncia un prossimo approfondimento sul tema sul periodico Capitale Medica, con l’obiettivo di rafforzare la diffusione di informazione scientifica corretta.

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